ITINERARI E LUOGHI

HomeTurismoItinerari e luoghi

Mare cristallino e natura (ancora) selvaggia: la Funcitedda, spiaggia dei sogni in Sicilia

A primo impatto desta tanta curiosità. Il litorale agrigentino è pronto a sorprenderci ancora una volta. Siamo di fronte a una forma rara di limpidezza

Salvatore Di Chiara
Ragioniere e appassionato di storia
  • 27 giugno 2026

Spiaggia della "Funcitedda" nella riserva naturale di Torre Salsa

"Maledetto litorale agrigentino, tra spiagge mediterranee e colori incantevoli. Maledetta bellezza sicula, naturalezza colorata". In un ipotetico episodio di “epica siciliana”, il viaggio odierno ci spinge fin dentro la Riserva Naturale di Torre Salsa alla ricerca della spiaggia di la "Funcitedda" (o Fungiteddri).

Dalla statale 115, allo svincolo per Montallegro - Torre Salsa (con tanto di indicazione color marrone), i profumi costieri sono compagni di viaggio improvvisati. Le temperature estive spingono e… sospingono verso confini impensabili. Prima di raggiungere il parcheggio, sono 3,1 i km di sterrato che ci mettono a dura prova.

Di nervi (saldi), attenzione e tanta, ma tanta lucidità psico-fisica. In quei chilometri tagliamo “a fette” la riserva. Senza soffermarci troppo sui dettagli, a farla da padrona sono i versi scanzonati delle tantissime specie che fanno parte della zona. Nella loro “missione personale” di trovare l’habitat dove nidificare, emettono suoni dalle modalità poco orchestrali. La vegetazione di colore verde “spiccato” ne definisce i contorni ambientali.

Almeno - sulla carta - siamo attorniati da un manipolo di piccoli amici viaggiatori. Messo a tacere lo sforzo meccanico dei mezzi, siamo pronti a raggiungere la tanto desiderata spiaggia dei sogni. Dei sogni? Sì, ad occhi aperti. I 350 metri che ci separano dal mare sono tutti da gustare. Gli spazi rigogliosi aprono, improvvisamente, a uno scenario degno di nota: "la Funcitedda". La costa si distende in lunghezza formando una semicurva che termina con un piccolissimo promontorio.

A primo impatto desta tanta curiosità. Il litorale agrigentino è pronto a sorprenderci ancora una volta. Siamo di fronte a una forma rara di limpidezza cristallina. Il mare non si fa attendere al primo tuffo. Siamo agli inizi, il che dimostra la scarsa propensione alla vivacità dei fondali: urge un secondo tentativo. Ecco fatto, prendiamo confidenza con i dettagli (fanno la differenza, giusto?).

L’obiettivo è gestire le nostre emozioni a 360°. I due chilometri circa di litorale diventano terra di conquista del nostro “umile” spirito di osservazione. La Riserva Naturale di Torre Salsa decora i colli, baciati dai raggi solari. Una leggera passeggiata ci mette nelle condizioni di soddisfare i palati fini della curiosità. La Funcitedda ti porta indietro nel tempo. La mancanza di lidi, servizi e strutture ricettive entra dritta nel cuore. È una presenza selvatica, ancorata allo stato brado, poco incline ai bisogni della massa. In lontananza scorgiamo una torretta (Realmonte?) che apre a nozioni storiche che studieremo successivamente.

Dall’altro versante cerchiamo, malgrado le insofferenze in materia, di leggere le caratteristiche della roccia. Un tipo di gessite già presente lungo le coste agrigentine. A un certo punto la spiaggia cambia forma e colore. Gli scogli diramano con forza verso le acque. “Gli scatti contagiano i pensieri momentanei. Non basta soffermarsi, è necessario superare i confini imposti dalla natura”. Lo facciamo delicatamente, in punta di piedi, alla ricerca di un’immagine che faccia la differenza. Nel frattempo, affascinati dai rumori circostanti, coltiviamo pensieri e parole.

L’incanto è ai nostri piedi. Il tempo trascorre e il ritorno si fa vicino. La Fungitedda ha lasciato traccia della sua presenza. E che presenza! Sappiamo che ad attenderci ci sono quei "fatidici" 3,1 km di sterrato. Questa volta, a conoscenza dei fatti, siamo quasi consapevoli delle difficoltà. Prima di tornare, proviamo a gioire un’ultima volta. E, insieme a noi, due bambini cercano un ultimo tocco di morbidezza. L’ultimo atto prima del commiato. Un modo per dirsi arrivederci, come succede spesso in Sicilia.
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

LEGGI ANCHE