Mezza Sicilia flagellata dagli incendi: la conta dei danni, si chiede lo stato d'emergenza
Un fine settimana di roghi. La provincia di Palermo è la più colpita, da Ciminna a Polizzi Generosa. 500 persone evacuate a Sciacca. Centinaia di ettari bruciati
La colonna di fumo degli incendi a Ciminna (foto di Francesca Leone da Facebook)
Famiglie evacuate per le abitazioni minacciate dalle fiamme, un giovane in gravi condizioni per aver cercato di difendere la propria casa dal fuoco, campi e coltivazioni devastati dal fuoco. Scene tragiche che si ripetono fin troppo spesso in Sicilia, come accaduto nel weekend appena passato in diverse zone dell'Isola.
La provincia di Palermo quella più colpita. A Ciminna l'inferno di fiamme nella giornata di sabato 29 agosto. Qui un ragazzo di 26 anni è ricoverato in ospedale per le ustioni causate dalle fiamme mentre tentava di proteggere la sua casa. Nelle ultime ore le sue condizioni si sono aggravate. Seicento ettari, tra cui diversi campi coltivati, sono andati in fumo. Il bilancio è pesante.
Parole forti, di denuncia, quelle pronunciate dal sindaco di Ciminna, Vito Filippo Barone, che parla di una: «Scarsa presenza delle istituzioni, pochi mezzi a nostra disposizione. Ci siamo sentiti abbandonati ma ce l'abbiamo fatta. Non è possibile che per mano di un barbaro, di un assassino - perché il fuoco non si genera mai da solo - sottolinea il primo cittadino -, si metta a rischio la vita dei cittadini e di un'intera comunità».
«Esprimo la mia più sincera solidarietà alla comunità di Ciminna, a cui sono legato da profondi sentimenti di affetto e amicizia, per il drammatico momento che sta attraversando a causa dei devastanti incendi - ha detto il deputato regionale Marco Intravaia -. In modo particolare, mi stringo attorno alla famiglia del giovane rimasto ferito nel tentativo di difendere la propria abitazione dalle fiamme. Sono vicino al sindaco Vito Barone, a tutti gli amici dell’amministrazione comunale e ai cittadini».
Fiamme alte e danni anche a Polizzi Generosa, dove il sindaco Gandolfo Librizzi si è infortunato mentre cercava di dare aiuto ai suoi concittadini: «Qui è tutto bruciato», dice. Ancora a Ventimiglia, Baucina, Castellana, Caccamo e Termini Imerese. E ancora, nel Messinese, alle Eolie, e nella provincia di Siracusa.
Grave incendio anche a Sciacca, nell'Agrigentino, dove nella località Makauda sono state evacuate ben 500 persone da abitazioni ed edifici minacciati dalle fiamme. Sei persone, fra cui un neonato, sono state traportate al pronto soccorso perché intossicate dal fumo.
«Chiediamo pertanto alla Regione e al Governo nazionale di garantire ogni intervento necessario e di procedere rapidamente al riconoscimento e all’estensione delle misure emergenziali in favore di tutti i territori colpiti dagli incendi di questi giorni, compresa, laddove ne ricorrano le condizioni, la dichiarazione dello stato di emergenza, affinché i Comuni e le comunità interessate possano disporre degli strumenti e delle risorse indispensabili per fronteggiare i danni e avviare gli interventi di ripristino».
«In queste ore – concludono Amenta e Alvano – il primo pensiero va alle persone che hanno vissuto e stanno vivendo momenti drammatici e a quanti sono impegnati sul campo: vigili del fuoco, corpo forestale, protezione civile, forze dell’ordine, volontari e amministratori locali. Ai sindaci e alle comunità colpite va la piena vicinanza di Anci Sicilia».
L'incontro segue la richiesta ufficiale di Coldiretti lo scorso 5 agosto per procedere alla richiesta di deroga. Nelle scorse settimane gli incendi hanno causato ingenti danni alle superfici agricole, ai pascoli, alle colture, alle infrastrutture aziendali, alle derrate e al patrimonio ambientale, compromettendo la normale gestione delle aziende agricole e rendendo, in molti casi, impossibile il rispetto degli obblighi previsti dalla condizionalità rafforzata della Politica Agricola Comune (PAC), con particolare riferimento ai Criteri di Gestione Obbligatori (CGO), alle Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali (BCAA) e agli impegni assunti nell'ambito degli Ecoschemi.
«Gli agricoltori - ha ribadito Coldiretti Sicilia - sono stati costretti ad attuare tutte le misure di prevenzione e mitigazione del rischio con particolare riferimento al mantenimento delle superfici destinate a specie di interesse mellifero e inerbimento delle colture permanenti, senza che ciò comporti l'applicazione di riduzioni, esclusioni o altre penalizzazioni nell'ambito dei pagamenti della PAC. Per garantire la massima tempestività ed evitare un ulteriore carico burocratico agli imprenditori già danneggiati, l'iniziativa sarà gestita in maniera accentrata e cumulativa direttamente dall'Assessorato.
Di conseguenza - conclude Coldiretti Sicilia - le singole aziende non dovranno preoccuparsi di certificare l'avvenuto incendio e noltrare alcuna segnalazione individuale per accedere all'esenzione dai vincoli previsti senza ulteriori adempiment alleggerendo cosi il giâ importsnte carico burocratico».
«Agli operatori che in queste ore stanno lavorando senza sosta va tutta la nostra gratitudine – afferma Schillaci – ma non possiamo continuare a chiedere loro di fronteggiare emergenze sempre più gravi senza garantire mezzi e strumenti adeguati. È paradossale che proprio nel pieno della stagione degli incendi, con condizioni meteo estreme ampiamente prevedibili, ci siano mezzi indispensabili che restano fermi. Nel caso di Polizzi Generosa – prosegue la deputata regionale – risultano infatti indisponibili da diversi mesi due autobotti, una da 8.000 litri e una da 4.000 litri, ferme in attesa di riparazioni meccaniche.
La domanda è inevitabile: perché mezzi che potrebbero essere fondamentali per affrontare gli incendi vengono lasciati inutilizzati per mesi? Chi deve occuparsi di garantirne la manutenzione e il tempestivo rientro in servizio? Non è più accettabile che ogni estate ci si trovi a rincorrere l'emergenza. La Sicilia conosce perfettamente la propria vulnerabilità agli incendi e conosce altrettanto bene le condizioni climatiche che caratterizzano questi mesi. Non possiamo aspettare che divampi un incendio per scoprire che mancano mezzi, risorse e organizzazione».
«L'8 settembre l'Ars riaprirà i battenti per discutere la manovra finanziaria da oltre 500 milioni di euro. Ebbene, la priorità assoluta deve essere quella di dotare i Comuni siciliani di strumenti adeguati e personale qualificato per prevenire e contrastare efficacemente le catastrofi naturali che il cambiamento climatico rende ormai sempre più frequenti e violente - dichiara Valentina Chinnici, deputata regionale Pd Sicilia - Non possiamo più assistere passivamente: servono investimenti strutturali, piani di manutenzione del territorio e formazione permanente per gli operatori.
Ma la sfida non si gioca solo in Sicilia – conclude Chinnici – è tempo che i partiti di governo, anche a livello nazionale, smettano di negare l'evidenza del surriscaldamento globale e si assumano fino in fondo le proprie responsabilità politiche. Chiediamo con forza che non venga messo alcun freno, neppure in Europa, a quelle azioni di protezione ambientale serie, rigorose e lungimiranti che il nostro Paese e il nostro pianeta reclamano. La lotta agli incendi e alla crisi climatica non è un tema ideologico: è una questione di sopravvivenza e di giustizia verso le generazioni future».
La provincia di Palermo quella più colpita. A Ciminna l'inferno di fiamme nella giornata di sabato 29 agosto. Qui un ragazzo di 26 anni è ricoverato in ospedale per le ustioni causate dalle fiamme mentre tentava di proteggere la sua casa. Nelle ultime ore le sue condizioni si sono aggravate. Seicento ettari, tra cui diversi campi coltivati, sono andati in fumo. Il bilancio è pesante.
Parole forti, di denuncia, quelle pronunciate dal sindaco di Ciminna, Vito Filippo Barone, che parla di una: «Scarsa presenza delle istituzioni, pochi mezzi a nostra disposizione. Ci siamo sentiti abbandonati ma ce l'abbiamo fatta. Non è possibile che per mano di un barbaro, di un assassino - perché il fuoco non si genera mai da solo - sottolinea il primo cittadino -, si metta a rischio la vita dei cittadini e di un'intera comunità».
«Esprimo la mia più sincera solidarietà alla comunità di Ciminna, a cui sono legato da profondi sentimenti di affetto e amicizia, per il drammatico momento che sta attraversando a causa dei devastanti incendi - ha detto il deputato regionale Marco Intravaia -. In modo particolare, mi stringo attorno alla famiglia del giovane rimasto ferito nel tentativo di difendere la propria abitazione dalle fiamme. Sono vicino al sindaco Vito Barone, a tutti gli amici dell’amministrazione comunale e ai cittadini».
Fiamme alte e danni anche a Polizzi Generosa, dove il sindaco Gandolfo Librizzi si è infortunato mentre cercava di dare aiuto ai suoi concittadini: «Qui è tutto bruciato», dice. Ancora a Ventimiglia, Baucina, Castellana, Caccamo e Termini Imerese. E ancora, nel Messinese, alle Eolie, e nella provincia di Siracusa.
Grave incendio anche a Sciacca, nell'Agrigentino, dove nella località Makauda sono state evacuate ben 500 persone da abitazioni ed edifici minacciati dalle fiamme. Sei persone, fra cui un neonato, sono state traportate al pronto soccorso perché intossicate dal fumo.
Anci Sicilia: si chieda lo stato d'emergenza
«Quanto sta accadendo richiede la massima attenzione e il massimo impegno da parte delle istituzioni competenti - dicono il presidente e il segretario generale di Anci Sicilia, Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano -. In molti territori le fiamme hanno messo a rischio abitazioni, attività produttive e aziende agricole, provocando danni ingenti al patrimonio ambientale e costringendo le amministrazioni comunali e le strutture di soccorso ad affrontare situazioni estremamente difficili – aggiungono, sottolineando l’urgenza «di prevenire gli incendi con l’uso costante della tecnologia, stanziando le risorse finanziarie necessarie, in collaborazione con le istituzioni territoriali».«Chiediamo pertanto alla Regione e al Governo nazionale di garantire ogni intervento necessario e di procedere rapidamente al riconoscimento e all’estensione delle misure emergenziali in favore di tutti i territori colpiti dagli incendi di questi giorni, compresa, laddove ne ricorrano le condizioni, la dichiarazione dello stato di emergenza, affinché i Comuni e le comunità interessate possano disporre degli strumenti e delle risorse indispensabili per fronteggiare i danni e avviare gli interventi di ripristino».
«In queste ore – concludono Amenta e Alvano – il primo pensiero va alle persone che hanno vissuto e stanno vivendo momenti drammatici e a quanti sono impegnati sul campo: vigili del fuoco, corpo forestale, protezione civile, forze dell’ordine, volontari e amministratori locali. Ai sindaci e alle comunità colpite va la piena vicinanza di Anci Sicilia».
Coldiretti Sicilia
Le aziende agricole colpite dagli incendi potranno avvantaggiarsi di una deroga per gli obblighi di condizionalità. È l'azione di Coldiretti Sicilia definita ed accettata in assessorato all'Agricoltura durante il tavolo con il direttore generale Fulvio Bellomo che permetterà di poter andare in deroga senza ulteriori adempimenti individuali.L'incontro segue la richiesta ufficiale di Coldiretti lo scorso 5 agosto per procedere alla richiesta di deroga. Nelle scorse settimane gli incendi hanno causato ingenti danni alle superfici agricole, ai pascoli, alle colture, alle infrastrutture aziendali, alle derrate e al patrimonio ambientale, compromettendo la normale gestione delle aziende agricole e rendendo, in molti casi, impossibile il rispetto degli obblighi previsti dalla condizionalità rafforzata della Politica Agricola Comune (PAC), con particolare riferimento ai Criteri di Gestione Obbligatori (CGO), alle Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali (BCAA) e agli impegni assunti nell'ambito degli Ecoschemi.
«Gli agricoltori - ha ribadito Coldiretti Sicilia - sono stati costretti ad attuare tutte le misure di prevenzione e mitigazione del rischio con particolare riferimento al mantenimento delle superfici destinate a specie di interesse mellifero e inerbimento delle colture permanenti, senza che ciò comporti l'applicazione di riduzioni, esclusioni o altre penalizzazioni nell'ambito dei pagamenti della PAC. Per garantire la massima tempestività ed evitare un ulteriore carico burocratico agli imprenditori già danneggiati, l'iniziativa sarà gestita in maniera accentrata e cumulativa direttamente dall'Assessorato.
Di conseguenza - conclude Coldiretti Sicilia - le singole aziende non dovranno preoccuparsi di certificare l'avvenuto incendio e noltrare alcuna segnalazione individuale per accedere all'esenzione dai vincoli previsti senza ulteriori adempiment alleggerendo cosi il giâ importsnte carico burocratico».
Le reazioni
«Mentre il territorio palermitano brucia, tra temperature che superano i 40 gradi e un vento che alimenta le fiamme, emerge ancora una volta tutta la fragilità del sistema regionale di prevenzione e contrasto agli incendi - dice Roberta Schillaci, vice capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea regionale siciliana, che punta i riflettori sulla situazione particolarmente critica registrata oggi nel territorio di Polizzi Generosa, dove le squadre antincendio stanno incontrando serie difficoltà nelle operazioni.«Agli operatori che in queste ore stanno lavorando senza sosta va tutta la nostra gratitudine – afferma Schillaci – ma non possiamo continuare a chiedere loro di fronteggiare emergenze sempre più gravi senza garantire mezzi e strumenti adeguati. È paradossale che proprio nel pieno della stagione degli incendi, con condizioni meteo estreme ampiamente prevedibili, ci siano mezzi indispensabili che restano fermi. Nel caso di Polizzi Generosa – prosegue la deputata regionale – risultano infatti indisponibili da diversi mesi due autobotti, una da 8.000 litri e una da 4.000 litri, ferme in attesa di riparazioni meccaniche.
La domanda è inevitabile: perché mezzi che potrebbero essere fondamentali per affrontare gli incendi vengono lasciati inutilizzati per mesi? Chi deve occuparsi di garantirne la manutenzione e il tempestivo rientro in servizio? Non è più accettabile che ogni estate ci si trovi a rincorrere l'emergenza. La Sicilia conosce perfettamente la propria vulnerabilità agli incendi e conosce altrettanto bene le condizioni climatiche che caratterizzano questi mesi. Non possiamo aspettare che divampi un incendio per scoprire che mancano mezzi, risorse e organizzazione».
«L'8 settembre l'Ars riaprirà i battenti per discutere la manovra finanziaria da oltre 500 milioni di euro. Ebbene, la priorità assoluta deve essere quella di dotare i Comuni siciliani di strumenti adeguati e personale qualificato per prevenire e contrastare efficacemente le catastrofi naturali che il cambiamento climatico rende ormai sempre più frequenti e violente - dichiara Valentina Chinnici, deputata regionale Pd Sicilia - Non possiamo più assistere passivamente: servono investimenti strutturali, piani di manutenzione del territorio e formazione permanente per gli operatori.
Ma la sfida non si gioca solo in Sicilia – conclude Chinnici – è tempo che i partiti di governo, anche a livello nazionale, smettano di negare l'evidenza del surriscaldamento globale e si assumano fino in fondo le proprie responsabilità politiche. Chiediamo con forza che non venga messo alcun freno, neppure in Europa, a quelle azioni di protezione ambientale serie, rigorose e lungimiranti che il nostro Paese e il nostro pianeta reclamano. La lotta agli incendi e alla crisi climatica non è un tema ideologico: è una questione di sopravvivenza e di giustizia verso le generazioni future».
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