Padre Puglisi ora "guarda" il suo quartiere dall'alto: c'è un nuovo murale a Palermo
Si chiama "Rosso assoluto", l'opera realizzata dallo street artist Andrea Buglisi, per il progetto "Le strade da seguire" e nata con l'obiettivo di scuotere le coscienze
Il murale "Rosso assoluto" realizzato dall'artista Andrea Buglisi a Brancaccio
Dall'alto, col solito sguardo sorridente e pieno di speranza, sembra guardare e proteggere il "suo" quartiere, Brancaccio. A Palermo c'è un nuovo murale dedicato a Padre Pino Puglisi, parroco ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993. "3P" il nome, riportato sotto l'immagine del sacerdote, ora Beato, riproducendo la sua firma originale. 3 P (da Padre Pino Puglisi) proprio come lo chiamavano i bambini e i ragazzi del quartiere.
La nuova opera è stata realizzata dallo street artist Andrea Buglisi, famoso per avere realizzato di recente "Gotico siciliano" a Gangi in memoria di Emanuela Sansone, la prima donna uccisa dalla mafia, e nel 2021, "La porta dei Giganti", l'opera permanente realizzata su due edifici, uno di fronte all'altro, che ritraggono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, vicino all’aula Bunker, luogo simbolo perché sede del maxiprocesso contro Cosa nostra. Ancora, a lui si deve il murale del Centro sportivo educativo "Paolo Borsellino", dedicato al magistrato e diventato un luogo di memoria, peraltro a pochi passi da via D'Amelio.
Il murale dal titolo "Rosso assoluto" fa parte del progetto “Le strade da seguire”, finanziato dalla Fondazione Federico II di Palermo presieduta da Gaetano Galvagno ed è stata promossa dal presidente della Seconda Circoscrizione di Palermo Giuseppe Federico, in sinergia con don Sergio Ciresi, parroco di San Gaetano - Maria SS. del Divino Amore (di cui Puglisi era parroco quando venne ucciso) e Maurizio Artale, presidente del Centro di Accoglienza Padre Nostro, fondato da don Pino.
L'immagine scelta è inedita. Non lo si riconosce al primo sguardo: è Padre Puglisi giovanissimo, all'età di 27 anni. Eppure se ci si sofferma a guardarlo si riconoscono i suoi occhi sorridenti e carichi di speranza. Il volto del sacerdote si erge tra i palazzi nel cuore di Brancaccio, tra le strade che portano addosso ancora i segni del degrado e dell'abbandono, tra marciapiedi dissestati e una periferia che appare ancora oggi lontana e staccata dal resto della città.
«Il murale rappresenta un potente atto di memoria visiva che mira a scuotere le coscienze - spiega Andrea Buglisi -. L'opera ritrae il Beato Padre Pino Puglisi in una veste inedita e profondamente simbolica: non l'immagine iconografica a cui siamo abituati, ma il volto solare e giovane del sacerdote nel 1964, quando aveva soltanto 27 anni che emerge da un filtro rosso acceso».
La scelta dell'immagine è mirata. Altrettanto simbolico il luogo scelto, tra le vie Brancaccio e Pennino a pochi passi dalla Parrocchia San Gaetano, in cui Puglisi operò fino al sacrificio estremo e lì dove è in progetto la realizzazione di una nuova piazza. «L'intervento artistico mira a restituire alla comunità un'immagine di Padre Puglisi che parla di futuro e giovinezza - aggiunge l'artista -, invitando i residenti e i passanti a non abbassare mai la tensione nei confronti della criminalità e riscoprire l'eredità del parroco come un invito perenne alla bellezza e alla libertà».
L'opera si distingue per una cifra stilistica contemporanea. Innanzitutto il contrasto cromatico: «Il rosso acceso non solo richiama il sangue del martirio - conclude Andrea Buglisi -, ma vibra di una vitalità e di una passione civile inesauribile e si accende come una sorta di segnale stradale che indica “la strada da seguire” per i giovani del quartiere. L'intervento artistico include, in basso a destra, la riproduzione fedele della firma originale del Beato, un tocco personale e autentico che ancora di più l'opera alla realtà storica della sua figura. Il pittogramma "3P" si fonde con la figura stessa, trasformando l'acronimo popolare in una indelebile promessa di presenza nel quartiere scritta col sangue».
La nuova opera è stata realizzata dallo street artist Andrea Buglisi, famoso per avere realizzato di recente "Gotico siciliano" a Gangi in memoria di Emanuela Sansone, la prima donna uccisa dalla mafia, e nel 2021, "La porta dei Giganti", l'opera permanente realizzata su due edifici, uno di fronte all'altro, che ritraggono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, vicino all’aula Bunker, luogo simbolo perché sede del maxiprocesso contro Cosa nostra. Ancora, a lui si deve il murale del Centro sportivo educativo "Paolo Borsellino", dedicato al magistrato e diventato un luogo di memoria, peraltro a pochi passi da via D'Amelio.
Il murale dal titolo "Rosso assoluto" fa parte del progetto “Le strade da seguire”, finanziato dalla Fondazione Federico II di Palermo presieduta da Gaetano Galvagno ed è stata promossa dal presidente della Seconda Circoscrizione di Palermo Giuseppe Federico, in sinergia con don Sergio Ciresi, parroco di San Gaetano - Maria SS. del Divino Amore (di cui Puglisi era parroco quando venne ucciso) e Maurizio Artale, presidente del Centro di Accoglienza Padre Nostro, fondato da don Pino.
L'immagine scelta è inedita. Non lo si riconosce al primo sguardo: è Padre Puglisi giovanissimo, all'età di 27 anni. Eppure se ci si sofferma a guardarlo si riconoscono i suoi occhi sorridenti e carichi di speranza. Il volto del sacerdote si erge tra i palazzi nel cuore di Brancaccio, tra le strade che portano addosso ancora i segni del degrado e dell'abbandono, tra marciapiedi dissestati e una periferia che appare ancora oggi lontana e staccata dal resto della città.
«Il murale rappresenta un potente atto di memoria visiva che mira a scuotere le coscienze - spiega Andrea Buglisi -. L'opera ritrae il Beato Padre Pino Puglisi in una veste inedita e profondamente simbolica: non l'immagine iconografica a cui siamo abituati, ma il volto solare e giovane del sacerdote nel 1964, quando aveva soltanto 27 anni che emerge da un filtro rosso acceso».
La scelta dell'immagine è mirata. Altrettanto simbolico il luogo scelto, tra le vie Brancaccio e Pennino a pochi passi dalla Parrocchia San Gaetano, in cui Puglisi operò fino al sacrificio estremo e lì dove è in progetto la realizzazione di una nuova piazza. «L'intervento artistico mira a restituire alla comunità un'immagine di Padre Puglisi che parla di futuro e giovinezza - aggiunge l'artista -, invitando i residenti e i passanti a non abbassare mai la tensione nei confronti della criminalità e riscoprire l'eredità del parroco come un invito perenne alla bellezza e alla libertà».
L'opera si distingue per una cifra stilistica contemporanea. Innanzitutto il contrasto cromatico: «Il rosso acceso non solo richiama il sangue del martirio - conclude Andrea Buglisi -, ma vibra di una vitalità e di una passione civile inesauribile e si accende come una sorta di segnale stradale che indica “la strada da seguire” per i giovani del quartiere. L'intervento artistico include, in basso a destra, la riproduzione fedele della firma originale del Beato, un tocco personale e autentico che ancora di più l'opera alla realtà storica della sua figura. Il pittogramma "3P" si fonde con la figura stessa, trasformando l'acronimo popolare in una indelebile promessa di presenza nel quartiere scritta col sangue».
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