Il Parco Uditore chiuso il 25 aprile e l'1 maggio: "Non abbiamo più risorse"
A distanza di un mese dal primo appello lanciato i problemi restano senza soluzioni e risposte immediate. Presentato un ddl all'Ars per un contributo annuale
Il Parco Uditore (foto da Facebook)
«Avremmo tanto voluto garantirvi l'apertura del parco anche per le giornate del 25 aprile e del 1 maggio, così come abbiamo fatto per le giornate di Pasqua e Pasquetta, se pur con enormi sacrifici da parte di tutto il nostro team - si legge sulla pagina Facebook del Parco -. Purtroppo, però, continuiamo a non avere risposte dalle istituzioni circa le risorse necessarie per la sopravvivenza dell'area».
Sono "solo" due giornate di chiusura, si potrebbe pensare. Ma non è così perché la chiusura non è solo un gesto simbolico, una protesta di chi chiede risposte concrete (oltre che soluzioni) alle difficoltà segnalate da tempo, ma è una sconfitta per la città, perchè Parco Uditore è una storia che parte dal basso, un esempio virtuoso voluto dai cittadini e che oggi rischia di essere vanificato.
Le difficoltè - come già abbiamo affrontato in un nostro approfondimento - sono legate principalmente a questioni economiche: la cooperativa che da anni gestisce il parco, senza pesare sull'amministrazione pubblica, non ha più risorse sufficienti a coprire le spese.
Il Parco è di proprietà della Regione e, dopo qualche anno dalla riapertura avvenuta nel 2012 grazie a una petizione popolare, nel 2017 viene dato in gestione alla cooperativa "Parco Uditore" tramite evidenza pubblica. La cooperativa è andata avanti con la gestione dell'area sempre in modo autonomo. Gli unici contributi pubblici sono stati percepiti negli anni 2024 e 2025, come finanziamenti straordinari assegnati dall'Ars. Cosa che invece non è avvenuta quest'anno.
Tra le richieste c'è proprio quella di prevedere un contributo in attesa che gli immobili all'interno dell'area verde vengano riqualificati. E qui arriviamo a un altro problema. Secondo l'accordo, la Regione avrebbe dovuto riqualificare alcuni immobili in disuso presenti all'interno del parco, dove la cooperativa avrebbe potuto organizzare attività, come un caffè letterario e una fattoria didattica, dalle quali reperire le risorse economiche necessarie alla manutenzione e gestione del parco stesso.
A Balarm, la Regione ha spiegato che l'iter per la ristrutturazione dei fabbricati è ripartito, inserendo i fondi nella riprogrammazione FSC (Fondo Sviluppo e Coesione), per la quale si attende il via libera dal ministero. Una buona notizia a metà perché tra gare da espletare, iter da seguire e lavori da completare, i tempi sono inevitabilmente lunghi. Il Parco Uditore non ce la fa ad aspettare. Per questo motivo, la cooperativa chiede un sostegno economico in attesa che i fabbricati vengano riqualificati e consegnati.
L'1 aprile scorso si è svolto un tavolo tecnico presso il Corpo Forestale, dipartimento competente per il parco, in cui erano presenti anche gli altri dipartimenti regionali coinvolti, come Infrastrutture e Bilancio. «Tutti i dipartimenti presenti si sono impegnati a liberare nel più breve tempo possibile gli immobili che dovranno poi essere oggetto di riqualifica - spiega Piero D'Angelo -, e che, solo successivamente, saranno consegnati alla nostra cooperativa, operazione che richiederà con ogni probabilità più anni per il suo completamento. Nel frattempo Parco Uditore rimarrebbe completamente scoperto dal punto di vista dei fondi necessari per garantire la sua gestione ordinaria e straordinaria».
Ad aggravare la situazione, la mancanza di acqua potabile dopo che Amap ha rimosso il contatore per una grave morosità riscontrata. Dunque fontanelle e bagni sono a secco.
«Purtroppo, continuiamo a non avere risposte dalle istituzioni circa le risorse necessarie per la sopravvivenza dell'area, continuiamo ad avere le fontanelle a secco e il bagno pubblico fuori servizio per il mancato ripristino della fornitura idrica potabile, ormai assente dal 20 febbraio. In queste condizioni di forte disagio, possiamo solo iniziare a ragionare una riduzione delle giornate di fruibilità dell'area, partendo proprio dalle prossime festività, cercando così di ottimizzare energie e risorse».
Intanto Ismaele La Vardera, leader di "Controcorrente", ha presentato un disegno di legge all'Ars per la concessione di un contributo annuale pari a 300.000 euro per ciascuno degli esercizi finanziari dal 2026 al 2030.
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