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Piccola, affascinante e con un nome curioso: l'isola in Sicilia (che rischia di scomparire)

Un luogo ricco di storia, leggende e aneddoti ormai ridotto ad alcuni scogli, è uno dei luoghi meno conosciuti ma più suggestivi della costa sud-orientale

Federica Puglisi
Giornalista
  • 25 luglio 2026

L'Isola dei porri in Sicilia

Un isolotto che rischia di scomparire. Un piccolo luogo ricco di storia, in mezzo al mare vicino Ispica, in provincia di Ragusa. A poche centinaia di metri dalla costa di Pozzallo, di fronte al litorale della Marza, si trova un piccolo isolotto, ormai ridotto ad alcuni scogli, dove l’azione della natura ormai da anni fa il suo corso, quasi a segnare la presenza di una storia che avanza lentamente nonostante l’uomo. È l’Isola dei porri, uno dei luoghi meno conosciuti ma più suggestivi della costa sud-orientale della Sicilia.

La zona è facilmente raggiungibile in barca, circondata da un mare cristallino e da fondali ricchi di vita marina. Un isolotto roccioso che è stato modellato nel corso dei millenni dall’azione del vento e delle onde. Un tempo aveva un ruolo strategico per la navigazione della costa iblea. Infatti per anni è stato un punto di riferimento per pescatori e marinai che percorrevano questa parte del Canale di Sicilia.

E c’era anche un faro a “illuminare” il percorso di chi navigava in quelle acque. Per molti decenni ha rappresentato un punto di riferimento essenziale durante le ore notturne. Curiosa è anche l’origine del nome. Si racconta che secondo la tradizione popolare la denominazione di “Isola dei porri” si debba alla presenza, in passato, di piante spontanee appartenenti alla famiglia dei porri selvatici (Allium), che avevano delle caratteristiche particolari tali da permettere di crescere anche in ambienti rocciosi.

Piccole sono anche le sue dimensioni: l’isola è lunga 150 metri e larga 125. E c’è anche una storia particolare che la riguarda. Pare che nel 1989 fossero stati trovati diversi scheletri di uomini, di datazione incerta, probabilmente risalenti al decimo secolo. Si pensa che fossero dei resti della famiglia di Ziyadat Allah III, uno degli ultimi emiri aglabiti della Tunisia. Secondo la storia, l’uomo nel 903, temendo un complotto nei suoi confronti aveva fatto uccidere il padre, lo zio e altri membri della corte. I corpi poi li fece trasportare all’isola dei Porri.

Inoltre pare che all’inizio del Novecento nella zona si praticasse la caccia.Ma l’erosione e l’azione della natura hanno fatto ben presto il loro corso: probabilmente un tempo quest’isola era legata alla costa, ma pian piano si è distaccata a causa degli eventi naturali e sismici. L’Isola dei porri è particolarmente apprezzata dagli appassionati di pesca subacquea. I suoi fondali, costituiti da rocce naturali, ospitano numerose specie ittiche e una flora marina tipica.

Le acque limpide che la circondano permettono una visibilità spesso eccezionale, rendendo l’area meta ideale per chi desidera esplorare il mare lontano dalle spiagge più affollate. Se dunque vi trovate in queste zone, raggiungere questo piccolo paradiso è un regalo che dovete farvi. E poi osservarla al tramonto, quando il sole si riflette sul mare permette di ammirare un paesaggio semplice, silenzioso e senza tempo.
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