Regionali, il campo largo chiude a De Luca (tra i malumori): resta il nodo del candidato
Il vertice è servito a chiarire i confini della coalizione, Sud chiama Nord resta fuori, ma la decisione non convince proprio tutti. Ecco come va nel campo progressista
La riunione del campo largo fra i leader siciliani di Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Controcorrente, Progetto Civico Italia, Psi, +Europa, Sicilia Futura, +Uno e altre realtà civiche
Il 2027 è già arrivato in politica e in Sicilia la partita per la Presidenza della Regione è già cominciata. A Palermo il campo largo prova a mettere ordine a una coalizione ampia e ancora alla ricerca della propria sintesi. A Roma, intanto, il centrodestra prepara le prossime variazioni di bilancio guardando già alla legislatura successiva, ma incassa l'autosospensione di Noi Moderati. Due schieramenti, due percorsi diversi e una sfida che nei prossimi mesi entrerà sempre più nel vivo.
Prima il programma, poi il candidato alla Presidenza. L'obiettivo è arrivare a ottobre con una piattaforma comune, costruita attraverso l'ascolto di associazioni, parti sociali, categorie produttive e mondo studentesco.
Pochi punti, ma riconoscibili: sanità, welfare, lavoro e futuro dei giovani sono tra le questioni che dovranno caratterizzare l'alternativa al governo Schifani. Il tempo, però, stringe: la finestra indicata per chiudere anche il capitolo della candidatura è tra la fine di ottobre e la prima metà di novembre.
La strada preferita resta quella di una candidatura condivisa. Se la sintesi non arriverà, tornerebbero in campo le primarie, una soluzione sostenuta dal Pd e da altre componenti, ma guardata con maggiore cautela dai pentastellati. Parallelamente si ragiona sulle liste: tra le ipotesi c'è una lista del presidente distinta da quelle dei partiti, con l'obiettivo di rafforzare il carattere unitario della candidatura.
Una posizione che assume particolare peso in una fase in cui De Luca continua a muoversi autonomamente nello scenario politico siciliano e mantiene interlocuzioni anche con esponenti del centrodestra. Una scelta che sembra non convincere del tutto alcuni esponenti, tra cui Davide Faraone, che anche a Balarm ha espresso il suo elogio al leader di Sud Chiama Nord.
Il partito ha inoltre dato mandato alla deputata regionale Marianna Caronia di non votare la manovra se non verranno affrontate le questioni legate al precariato e alla sanità. L'autosospensione resterà fino a un chiarimento sul ruolo del partito nella coalizione.
A poco più di un anno dal voto, nessuna partita è ancora chiusa. Ma tra candidature che iniziano a circolare, programmi da scrivere, confini da tracciare e alleanze da consolidare, la Sicilia ha già cominciato a prepararsi alle Regionali del 2027.
Il campo largo mette il turbo
Al Centro Pio La Torre di Palermo, il tavolo convocato dal segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo ha riunito Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Controcorrente, Progetto Civico Italia, Psi, +Europa, Sicilia Futura, +Uno e altre realtà civiche. Dopo oltre due ore di confronto, la decisione è stata quella di accelerare.Prima il programma, poi il candidato alla Presidenza. L'obiettivo è arrivare a ottobre con una piattaforma comune, costruita attraverso l'ascolto di associazioni, parti sociali, categorie produttive e mondo studentesco.
Pochi punti, ma riconoscibili: sanità, welfare, lavoro e futuro dei giovani sono tra le questioni che dovranno caratterizzare l'alternativa al governo Schifani. Il tempo, però, stringe: la finestra indicata per chiudere anche il capitolo della candidatura è tra la fine di ottobre e la prima metà di novembre.
La partita dei nomi
Il candidato presidente resta il grande nodo da sciogliere. I profili già emersi sono quelli di Nuccio Di Paola, per il Movimento 5 Stelle, e Ismaele La Vardera, per Controcorrente. Il Pd non ha ancora messo ufficialmente un nome sul tavolo, mentre tra le ipotesi circolate nelle ultime settimane c'è quella di Antonello Cracolici.La strada preferita resta quella di una candidatura condivisa. Se la sintesi non arriverà, tornerebbero in campo le primarie, una soluzione sostenuta dal Pd e da altre componenti, ma guardata con maggiore cautela dai pentastellati. Parallelamente si ragiona sulle liste: tra le ipotesi c'è una lista del presidente distinta da quelle dei partiti, con l'obiettivo di rafforzare il carattere unitario della candidatura.
Il campo largo chiude la porta a De Luca
Il vertice ha chiarito anche un altro punto: i confini della coalizione. Il centrosinistra vuole costruire un'alleanza alternativa al centrodestra e non intende includere chi non riconosca una netta distinzione tra i due schieramenti. Il riferimento è soprattutto a Cateno De Luca e a Sud chiama Nord, che restano fuori dal perimetro tracciato a Palermo.Una posizione che assume particolare peso in una fase in cui De Luca continua a muoversi autonomamente nello scenario politico siciliano e mantiene interlocuzioni anche con esponenti del centrodestra. Una scelta che sembra non convincere del tutto alcuni esponenti, tra cui Davide Faraone, che anche a Balarm ha espresso il suo elogio al leader di Sud Chiama Nord.
A Roma il centrodestra prepara la prossima fase
Mentre il campo largo a Palermo cercava la propria identità, il centrodestra siciliano si è riunito a Roma. Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega, Mpa, Udc, Dc e Noi Moderati hanno indicato come priorità per le prossime variazioni di bilancio sanità, agricoltura, infrastrutture, giovani e innovazione delle imprese, compreso il settore dell'intelligenza artificiale. Il presidente Renato Schifani e l'assessore all'Economia Alessandro Dagnino hanno illustrato il quadro finanziario. La maggioranza ha quindi collegato le prossime scelte di bilancio alla costruzione del progetto per la legislatura successiva. Le nomine, invece, saranno affrontate dopo l'approvazione delle variazioni.La crepa nella maggioranza
Proprio dal vertice romano è arrivato però un segnale di tensione. Noi Moderati ha annunciato l'autosospensione dalla maggioranza regionale, contestando l'assenza del precariato dalle priorità individuate e criticando una gestione delle risorse considerata troppo legata agli interventi territoriali.Il partito ha inoltre dato mandato alla deputata regionale Marianna Caronia di non votare la manovra se non verranno affrontate le questioni legate al precariato e alla sanità. L'autosospensione resterà fino a un chiarimento sul ruolo del partito nella coalizione.
Il 2027 è già iniziato
La fotografia, per ora, è quella di due coalizioni ancora in costruzione. Il campo largo deve dimostrare di riuscire a trasformare la sua ampiezza in un progetto politico unitario, chiudendo programma e candidatura. Il centrodestra parte invece da una maggioranza che governa la Regione, ma deve gestire le tensioni interne emerse proprio sulla prossima manovra.A poco più di un anno dal voto, nessuna partita è ancora chiusa. Ma tra candidature che iniziano a circolare, programmi da scrivere, confini da tracciare e alleanze da consolidare, la Sicilia ha già cominciato a prepararsi alle Regionali del 2027.
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