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La Vardera piglia tutto: "Alleanze ma corro io alla Presidenza, ho un nome per Palermo"

Il leader di Controcorrente avverte sì al campo largo ma il candidato presidente resto io. E per le Comunali di Palermo: "Ho individuato una figura di alto livello"

Annalisa Ciprì
Giornalista
  • 18 giugno 2026

Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente

Dalle urne delle amministrative siciliane emerge una certezza che Ismaele La Vardera rivendica con forza: Controcorrente non è più soltanto un esperimento politico nato attorno alla sua figura, ma un movimento che punta a ritagliarsi uno spazio stabile nel panorama regionale e a giocare un ruolo da protagonista nelle prossime sfide elettorali.

I risultati ottenuti nelle ultime consultazioni comunali hanno rafforzato le ambizioni del deputato regionale, che parla apertamente di un "miracolo politico" e vede nelle amministrative appena concluse la prova concreta della crescita di un progetto nato appena un anno e mezzo fa.

Il dato che più lo convince non è soltanto il numero dei voti ottenuti o dei candidati sostenuti, ma la capacità del movimento di incidere sui territori nonostante una struttura ancora giovane. La Vardera, intervistato da Balarm, sottolinea infatti come Controcorrente sia riuscita a eleggere consiglieri comunali in diverse realtà dell'Isola e a ottenere risultati significativi in centri importanti, dimostrando una capacità di mobilitazione che va oltre il consenso personale del suo leader.

L'esempio che cita con maggiore orgoglio è quello di Agrigento, dove la vittoria di Michele Sodano è stata una delle sorprese politiche più rilevanti di questa tornata elettorale. Secondo La Vardera, il contributo di Controcorrente è stato determinante sia sul piano del voto disgiunto sia attraverso il risultato della lista.

«La freschezza della nostra proposta in primis», afferma, spiegando che i risultati assumono un valore ancora maggiore se rapportati alla giovane età del movimento e all'assenza di un consolidato radicamento territoriale. Una lettura che il deputato estende anche ad altre realtà siciliane, da Bronte a Ispica, considerate tappe di un percorso di crescita politica che, a suo dire, sta intercettando una diffusa domanda di cambiamento.

Ma per il leader di Controcorrente il consenso elettorale da solo non basta. Per questo annuncia una fase successiva dedicata alla formazione degli amministratori eletti. Nei giorni successivi alle elezioni, infatti, il movimento ha organizzato a Bronte una scuola di formazione politica destinata ai nuovi consiglieri comunali. «Non abbandoniamo i nostri eletti», rivendica, indicando proprio nella costruzione di una classe dirigente locale uno degli obiettivi strategici della sua esperienza politica.

L'altro tema che emerge dalle amministrative riguarda il modello delle alleanze. Ad Agrigento, infatti, la vittoria è arrivata grazie a una coalizione ampia e trasversale, una formula che La Vardera considera replicabile anche in vista delle prossime elezioni regionali.

L'esponente dell'opposizione non nasconde la convinzione che il centrodestra guidato dal presidente Renato Schifani possa essere battuto attraverso un fronte unitario. Anzi, interpreta il risultato delle amministrative come un segnale politico preciso nei confronti dell'attuale governo regionale.

«Insieme possiamo battere uno dei governi peggiori della Sicilia», sostiene, ricordando di aver proposto la candidatura di Michele Sodano quando molti la consideravano una sfida impossibile. Quella che sembrava una candidatura di testimonianza si è invece trasformata in una vittoria che oggi La Vardera utilizza come esempio per chiedere agli alleati fiducia anche sul progetto Controcorrente.

Se sul terreno delle alleanze il dialogo appare aperto, molto meno flessibile è la posizione riguardo alla candidatura per la presidenza della Regione. Negli ultimi mesi il nome di La Vardera è diventato uno dei più discussi all'interno del campo progressista e civico siciliano, soprattutto dopo la crescita registrata dal movimento nelle amministrative.

Alla domanda se sarebbe disposto a rinunciare alla corsa per favorire un candidato unitario dell'opposizione, la risposta è netta. Il deputato regionale ricorda di avere assunto un impegno con la propria comunità politica e con gli elettori che gli chiedono di rappresentare un'alternativa al governo attuale.

«Non sono disponibile ad un passo indietro, soprattutto dopo le amministrative», afferma, sostenendo che una sua candidatura potrebbe riportare alle urne migliaia di cittadini oggi lontani dalla politica.

Tra i passaggi politicamente più significativi degli ultimi giorni c'è poi l'adesione a Controcorrente di Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo Borsellino e storico animatore del movimento delle Agende Rosse. Una scelta che il leader del movimento definisce «straordinaria» e che interpreta come un riconoscimento del percorso compiuto fino ad adesso.

Per La Vardera si tratta di un passaggio che assume un valore simbolico particolare, anche per la presenza nel progetto politico di altre figure legate alla storia dell'antimafia siciliana come Piera Aiello e Sonia Alfano. «Avere la fiducia di gente come Salvatore Borsellino, Piera Aiello e Sonia Alfano, che hanno pagato sulla loro pelle la crudeltà della mafia, è una grande responsabilità», dice.

Al tempo stesso, però, prende le distanze dall'idea di costruire un'identità politica esclusivamente attorno alla lotta alla mafia. L'antimafia, sostiene, non dovrebbe essere un'etichetta o un marchio distintivo, ma una condizione normale e imprescindibile per chi sceglie di impegnarsi nelle istituzioni.

Le ambizioni di Controcorrente non si fermano però alle Regionali. Sullo sfondo iniziano già a delinearsi le future sfide amministrative e tra queste c'è inevitabilmente Palermo. Sebbene manchi ancora un po’ alla prossima elezione del sindaco, La Vardera lascia intendere che il movimento sta già ragionando su una proposta politica per il capoluogo.

Rivela di avere individuato una figura «di primissimo livello e di esperienza» da sottoporre al confronto con gli alleati e arriva persino a lanciare uno slogan che sa di candidatura futura: «Palermo merita un sindaco Controcorrente».

Infine c'è spazio per una replica alle recenti dichiarazioni del presidente dell'Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno, che lo aveva definito più un comunicatore che un politico. Una critica che La Vardera ribalta trasformandola in un riconoscimento. «Per me è un grande complimento, saper comunicare sta alla base di ogni politico», osserva.

Ma respinge l'idea che il suo percorso possa essere ridotto soltanto alla capacità di attirare attenzione mediatica. Ricorda infatti alcune delle battaglie portate avanti all'Ars, dalla legge contro il crack alle misure per favorire l'assunzione delle donne vittime di violenza e degli orfani di femminicidio, fino alle iniziative sul futuro di Mondello.

Il messaggio finale è quello che accompagna ormai da mesi la narrazione politica del leader di Controcorrente, ovvero l'idea di essere riuscito a ottenere risultati significativi pur operando da solo tra i banchi dell'opposizione regionale. Una convinzione che oggi, forte del risultato delle amministrative e dell'allargamento del movimento, viene utilizzata come argomento per accreditarsi come possibile protagonista della prossima stagione politica siciliana.

Per La Vardera, infatti, le elezioni comunali non rappresentano un punto di arrivo ma l'inizio di una fase nuova. Una fase nella quale Controcorrente punta a trasformare il consenso raccolto nelle piazze e nelle urne in una presenza strutturata nei territori, con l'obiettivo dichiarato di contendere al centrodestra la guida della Sicilia.
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