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Prove di dialogo per l'alternativa a Schifani: Lombardo "corteggia" centristi e De Luca

A dare il via al confronto è l'appello lanciato dal leader di Mpa-Grande Sicilia, che ha proposto di riunirsi per costruire un programma condiviso in vista delle elezioni

Annalisa Ciprì
Giornalista
  • 27 luglio 2026

Raffaele Lombardo, leader di Mpa-Grande Sicilia

I primi movimenti in vista della prossima stagione elettorale sono già iniziati. In Sicilia, mentre il governo Schifani prosegue il proprio mandato, una parte dell'area autonomista ha avviato un confronto che guarda oltre la legislatura e prova a immaginare nuovi assetti politici per il futuro dell'Isola.

A dare il via al confronto è stato l'appello lanciato da Raffaele Lombardo, leader di Mpa-Grande Sicilia, che ha proposto di riunire attorno a un tavolo autonomisti, centristi, cristiano-democratici, civici e meridionalisti per costruire un programma condiviso e arrivare preparati ai prossimi appuntamenti elettorali.

Un invito che guarda alle elezioni amministrative del 2027, ma soprattutto alle Regionali e alle Politiche, qualora dovessero svolgersi prima della naturale scadenza della legislatura. Un ragionamento che parte da un presupposto preciso: costruire una piattaforma politica capace di rappresentare gli interessi della Sicilia e rafforzarne il peso sia a Palermo sia a Roma.

L'appello non è rimasto senza risposta. Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, ha accolto con favore la proposta, ribadendo la disponibilità del suo movimento a confrontarsi con tutte le forze che condividono l'obiettivo di costruire un'alternativa all'attuale governo regionale.

Nel replicare a Lombardo, De Luca ha ricordato come Sud chiama Nord abbia già avviato il percorso del cosiddetto "Governo di Liberazione", un progetto che punta a definire un programma di governo fondato sui principi dell'autonomismo, del civismo e di una visione progressista della Sicilia. Per il leader di ScN, però, un eventuale percorso comune dovrà poggiare su alcuni presupposti ritenuti imprescindibili: il rinnovamento della classe dirigente, la piena autonomia delle forze politiche coinvolte rispetto alle segreterie nazionali e la possibilità di costruire un confronto senza preclusioni ideologiche.

De Luca ha infatti sottolineato che un vero polo autonomista potrà nascere soltanto tra soggetti con "mani libere", capaci di dialogare a 360 gradi sulla base dei programmi e non degli schieramenti tradizionali. Una posizione che richiama l'esperienza maturata da Sud chiama Nord nelle ultime competizioni amministrative, dove il movimento ha stretto alleanze differenti a seconda dei territori, privilegiando i contenuti rispetto alle appartenenze politiche.

Da qui anche la disponibilità, ribadita dal leader messinese, a mettere il movimento al servizio di un progetto più ampio, con l'obiettivo di rafforzare una strategia meridionalista e autonomista che possa incidere non solo negli equilibri regionali, ma anche a livello nazionale.

Un confronto che parte dal programma, più che sulle alleanze. Il dialogo tra Lombardo e De Luca sembra concentrarsi soprattutto sui contenuti.

L'ex presidente della Regione ha parlato della necessità di elaborare un programma essenziale per la Sicilia, individuando alcune priorità comuni attorno alle quali costruire una proposta politica credibile. L'idea è quella di mettere insieme esperienze e sensibilità diverse, mantenendo al centro gli interessi dell'Isola.

Pur partendo da esperienze differenti, entrambi sembrano condividere un punto: il confronto può rappresentare un'opportunità per rafforzare un'area politica che negli ultimi anni ha mantenuto una presenza significativa nel panorama siciliano.

Nella sua replica, Lombardo ha accolto positivamente l'apertura di De Luca, riconoscendone il profilo amministrativo e l'impegno sul tema dell'autonomia. «Gli argomenti sono tanti e impegnativi. Il denominatore comune è il programma per la Sicilia, affidato a una classe dirigente all'altezza dei problemi e delle prospettive e sempre fedele alla nostra terra».

Parole che confermano la volontà di mantenere aperto il dialogo con le altre realtà politiche interessate a costruire un percorso comune.
Uno scenario, quindi, in evoluzione. Il confronto tra Mpa-Grande Sicilia e Sud chiama Nord arriva in una fase in cui gli equilibri della politica regionale sono in continuo movimento.

Il governo guidato da Renato Schifani prosegue la propria attività sostenuto dalla maggioranza di centrodestra, mentre all'interno dell'opposizione e dell'area civica cresce il dibattito su come presentarsi alle prossime sfide elettorali. In questo contesto, il tema dell'autonomismo torna ad assumere un ruolo centrale. Non è una novità nella storia politica dell'Isola, ma negli ultimi mesi diversi movimenti e amministratori locali hanno ripreso a discutere della possibilità di costruire una rete più ampia, capace di mettere insieme esperienze amministrative e sensibilità politiche differenti.

Uno degli elementi che potrebbe caratterizzare questo percorso è il coinvolgimento dei territori. Sia Lombardo sia De Luca hanno costruito nel tempo un rapporto diretto con sindaci, amministratori e movimenti civici. È proprio da questa rete che potrebbe partire un eventuale progetto comune, con l'obiettivo di valorizzare le esperienze maturate nelle amministrazioni locali e trasformarle in una proposta politica regionale.

Negli ultimi anni il peso dei sindaci, infatti, è cresciuto sensibilmente nel dibattito politico siciliano, diventando spesso un punto di riferimento per le comunità locali e un interlocutore importante anche nelle dinamiche regionali. Naturalmente, un eventuale percorso condiviso dovrà affrontare anche il tema della leadership. È un passaggio che, almeno per il momento, resta sullo sfondo.

Le dichiarazioni dei due leader sembrano infatti concentrarsi soprattutto sulla costruzione di un progetto comune, rinviando a una fase successiva ogni valutazione sui nomi e sulle candidature. Una scelta che lascia spazio al confronto e che potrebbe favorire l'ingresso di altre realtà politiche interessate a partecipare alla discussione.

Siamo forse verso una nuova fase? Pare ancora presto parlare della nascita di un nuovo polo autonomista, ma il dialogo avviato in questi giorni rappresenta un segnale significativo nel panorama politico siciliano.

L'apertura reciproca tra Lombardo e De Luca mostra la volontà di avviare un confronto su temi come autonomia, sviluppo, rappresentanza e ruolo della Sicilia nei rapporti con il governo nazionale. Allo stesso tempo emergono anche alcuni paletti politici: se Lombardo insiste sulla costruzione di un programma condiviso come punto di partenza, De Luca rivendica la necessità che il futuro progetto mantenga piena autonomia decisionale, sia svincolato dalle logiche delle segreterie nazionali e aperto al dialogo con tutte le forze disponibili a condividere obiettivi e contenuti.

Nei prossimi mesi sarà possibile capire se questo percorso riuscirà a coinvolgere altri movimenti, amministratori e forze politiche. Per ora, il confronto è appena iniziato. Ma è già sufficiente per indicare che, accanto alle dinamiche tradizionali del centrodestra e del centrosinistra, continua a muoversi un'area politica che punta a ritagliarsi uno spazio sempre più rilevante nel futuro della Sicilia.
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