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De Luca alla conquista di Palermo: svela i suoi 10 punti (ma non il candidato sindaco)

Nessun nome per ora ma un nuovo metodo" di amministrare la città: così il leader di Sud Chiama Nord presenta il suo programma politico "Una marcia in più"

Annalisa Ciprì
Giornalista
  • 1 luglio 2026

Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord

Nessun nome per il candidato sindaco di Palermo, almeno per ora. Ma una strategia già definita, un percorso scandito da tappe precise e un messaggio politico che guarda già alle Amministrative del 2027. È questo il senso della conferenza stampa organizzata da Sud chiama Nord con il titolo "Una marcia in più per Palermo", durante la quale Cateno De Luca ha illustrato il metodo con cui il movimento intende costruire la propria proposta per il capoluogo siciliano.

A fare da cornice all'iniziativa anche una platea composta da diversi amministratori locali ed ex esponenti politici, la cui presenza è stata letta come un primo segnale del percorso di radicamento che Sud chiama Nord intende costruire nel capoluogo. Accanto ad Andrea Mineo sedeva il padre, Franco Mineo, ex deputato regionale di Forza Italia. Tra i presenti anche i consiglieri comunali di Palermo Natale Puma, da tempo vicino alle posizioni dei Mineo, e Totuccio Di Maggio, considerato vicino all'ex presidente della Sas Mauro Pantò, presente anch'egli a Palazzo dei Normanni. I due potrebbero presto dare vita al gruppo consiliare di Sud chiama Nord a Sala delle Lapidi.

In sala anche l'ex parlamentare regionale della Lega Tony Rizzotto, l'ex deputato nazionale del Mpa Sandro Oliveri e Stefania Munafò, ex consigliera comunale ed ex commissaria cittadina di Diventerà Bellissima, il cui avvicinamento al movimento era già emerso nei mesi scorsi. Presenti inoltre i consiglieri della Sesta e dell'Ottava circoscrizione Franco Siino e Alfredo Siino. In platea anche il coordinatore regionale e deputato all'Ars di Sud chiama Nord Danilo Lo Giudice, il parlamentare regionale Giuseppe Lombardo e un volto noto del mondo dello spettacolo come l'attore Tony Sperandeo. Sulla presenza di tanti esponenti politici e amministrativi, De Luca ha precisato: «Non ho fatto inviti specifici, ho solo detto ad alcune persone con le quali abbiamo avuto delle interlocuzioni in questi mesi che ci saremmo visti oggi per parlare di strategie e contenuti».

Nonostante nelle ultime settimane il nome più accostato alla corsa per Palazzo delle Aquile sia stato quello di Andrea Mineo, presente in prima fila all'incontro insieme ai dirigenti del movimento, De Luca ha scelto di non sciogliere le riserve, ribadendo che la priorità è il progetto e non il candidato.

«Non vorrei deludervi, ma presentiamo un metodo oggi che è diverso da quella che è stata finora la gara nel presentare dei candidati a sindaco. San Giacomo diceva "mostrami le tue opere e poi parleremo della tua fede" ».

Oggi, infatti, ha avuto luogo un lancio strategico programmatico, e un calendario che riguarda le adesioni. «Si tratta di 8 conferenze stampa che rappresentano già le adesioni che in queste settimane abbiamo avuto, con un lavoro certosino, e questo è solo l'inizio, la sfida è importante, ora tocca a Palermo. D'altronde da prossimo inquilino di Palazzo d’Orleans non mi posso permettere che si arrivi al Palazzo facendo la gincana tra i rifiuti e vedendo il disastro nel quale si trova Palermo, siamo naturalmente oltre Lagalla».

Alla domanda sul possibile nome di Andrea Mineo, De Luca ha confermato che il movimento dispone di più profili sui quali poter ragionare, ma ha ribadito che questo non è ancora il momento delle scelte definitive. Prima verranno il metodo, il programma e il confronto con chi vorrà aderire al progetto, rinviando solo in un secondo momento la decisione sul candidato sindaco.

L'obiettivo dichiarato è un altro. Costruire un percorso autonomo, senza rincorrere alleanze preconfezionate. Un'impostazione che arriva mentre il quadro politico siciliano continua a muoversi in vista delle Regionali e delle Comunali del 2027.

Da una parte il centrodestra del presidente Renato Schifani è chiamato a difendere il proprio consenso nell'Isola; dall'altra il centrosinistra è ancora impegnato nella ricerca di una sintesi all'interno del cosiddetto campo largo. Ed è proprio su questo fronte che De Luca ha lanciato una delle stoccate più dure della giornata. «Nella vita ognuno sceglie in che direzione andare, se il cosiddetto campo largo sceglie la direzione del Camposanto è un tema che ovviamente riguarda loro e non me».

Un gioco di parole destinato ad alimentare il dibattito politico siciliano. Secondo il leader di Sud chiama Nord, infatti, le interlocuzioni continuano sia con esponenti del centrosinistra sia del centrodestra, ma la convinzione è che entrambi gli schieramenti guardino con attenzione al suo movimento. Il primo perché vedrebbe in Sud chiama Nord un interlocutore indispensabile per competere realmente in Sicilia, il secondo perché temerebbe la perdita del proprio predominio elettorale.

Nel corso dell'incontro De Luca ha anche spiegato quale, a suo giudizio, dovrebbe essere la priorità per Palermo. Più che singoli interventi, ha parlato di un cambio di metodo amministrativo: riportare normalità nei servizi urbani, risanare la gestione finanziaria del Comune, rafforzare il ruolo della Città Metropolitana e attrarre investimenti privati attraverso una visione di sviluppo complessiva.

Sono stati presentati i dieci pilastri su cui poggia il piano di rilancio della città. Il programma spazia dalla salute dei conti pubblici e dal restyling della macchina burocratica fino a una decisa svolta sul fronte della sicurezza e dei servizi al cittadino. Grande attenzione viene data alla riorganizzazione del territorio, attraverso il decentramento nelle municipalità e una nuova visione dell'area metropolitana, e allo sviluppo urbano, da attuare sia valorizzando le periferie sia stringendo alleanze strategiche tra pubblico e privato per attrarre investimenti. Infine, il progetto punta forte sull'identità e sulla legalità, promuovendo il ruolo di Palermo come baricentro culturale ed economico del Mediterraneo e contrastando apertamente le cosiddette "mafie di palazzo".

Un modello che ha definito il frutto della propria esperienza amministrativa maturata nei Comuni guidati negli ultimi anni. Ma l'altro passaggio destinato a far discutere è arrivato parlando della composizione delle forze politiche all'Assemblea Regionale Siciliana. Senza essere sollecitato direttamente sul tema, De Luca ha rivendicato una linea opposta rispetto a quella di altri movimenti. «Io non faccio shopping di parlamentari, c'è chi come Ismaele La Vardera ne ha presi due, dei Cinquestelle e un altro del gruppo Misto, De Leo.»

Poi ha rincarato la dose, facendo anche il nome del deputato Alessandro De Leo. «Io al mio amico Alessandro De Leo già ho detto no, anche perché prendere i parlamentari all’ultimo scorcio di legislatura è come mettersi delle zavorre che poi devi garantire, ma questo fa parte di chi ha esperienza rispetto a chi non la ha. Sono paragoni che per quanto mi riguarda non tengono».

Parole che segnano un nuovo capitolo del confronto, sempre più acceso, tra De Luca e Ismaele La Vardera, oggi tra i protagonisti dell'opposizione a Palazzo dei Normanni. Un confronto che va ben oltre i rapporti personali e fotografa due strategie differenti nella costruzione di un'alternativa agli attuali equilibri politici regionali.

Per Sud chiama Nord, intanto, la corsa verso Palermo è soltanto all'inizio. Il candidato sindaco resta ancora senza nome, mentre il movimento punta prima a costruire una rete di adesioni e una piattaforma programmatica. Andrea Mineo continua a essere uno dei volti più osservati, ma la sua presenza in prima fila alla conferenza stampa non è bastata a trasformare le indiscrezioni in un'investitura ufficiale. Per quella, almeno nelle intenzioni di De Luca, bisognerà ancora attendere.
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