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Da X-Factor alla svolta "Controcorrente": il sindaco di Agrigento mette ko il centrodestra

Ecco chi è il sindaco agrigentino Michele Sodano, appena eletto, sostenuto dal movimento di Ismaele La Vardera. Prima vittoria progressista nella città dei Templi

Annalisa Ciprì
Giornalista
  • 9 giugno 2026

Michele Sodano con Ismaele La Vardera

C’è un vento nuovo che attraversa la Valle dei Templi, un "effetto Controcorrente" che ribalta pronostici e tradizioni secolari. Le note liberatorie di “Sogna, ragazzo, sogna” di Roberto Vecchioni risuonano nell'aria, una canzone che ha fatto da colonna sonora al suo discorso di insediamento e presentazione alla città, pronunciato davanti alla folla riunita in strada presso la sede elettorale di viale della Vittoria, e che ha inoltre accompagnato i momenti salienti e i ringraziamenti sui social durante tutta la sua campagna elettorale con il movimento controcorrente.

È in questa atmosfera che Agrigento si risveglia oggi con un verdetto storico: Michele Sodano è il nuovo sindaco. Tra gli abbracci dei sostenitori, il neo primo cittadino ha tracciato la rotta: «Oggi è un nuovo giorno per Agrigento, un nuovo grande giorno. La città ha scelto di essere libera, sarò il sindaco di tutti».

Classe 1989, nato proprio nella città dei Templi il 27 giugno, Sodano è una figura eclettica che unisce un solido percorso accademico a esperienze decisamente fuori dagli schemi. Dopo la laurea triennale in Economia aziendale e management conseguita alla Bocconi di Milano nel 2012, si trasferisce in Danimarca, dove nel 2015 ottiene un Master of Science in Management of Creative Business Processes alla Copenhagen Business School, lavorando poi per un periodo a Copenaghen anche come finance assistant per le Nazioni Unite.

Il suo bagaglio custodisce anche una parentesi artistica, i più curiosi ricorderanno quando, nel 2009, tentò la carta musicale partecipando a "X Factor" con il gruppo vocale Spencer Wi-fi, vedendo svanire il sogno televisivo dopo uno scontro in diretta sul palco del talent show.

Il ritorno in Sicilia coincide con l'impegno politico. Nel 2018, superato lo scoglio delle "parlamentarie" del Movimento 5 Stelle, si candida alle elezioni politiche e viene eletto alla Camera dei Deputati con un plebiscito pari al 50,54% dei voti. A Montecitorio si fa notare soprattutto come promotore di diverse proposte di legge per la regolamentazione della cannabis.

Il rapporto con i grillini si interrompe però bruscamente nel 2021, quando viene espulso dal Movimento per essersi astenuto dal voto di fiducia al governo Draghi, concludendo la legislatura nel Gruppo Misto.

Nel 2022 sceglie di non ricandidarsi al Parlamento nazionale. Segue una fase di transizione che lo vede prima aderire all'associazione "Schierarsi" fondata da Alessandro Di Battista, e successivamente accettare la sfida lanciata da Ismaele La Vardera, assumendo il ruolo di presidente e coordinatore nazionale dei dipartimenti del movimento politico “ControCorrente – Lottare x Restare”.

Quello che si è consumato nelle urne agrigentine è un vero e proprio cambio di paradigma culturale. Per la prima volta nella sua storia, infatti, Agrigento sarà amministrata da una coalizione progressista, sostenuta dall'asse composto da Pd e M5s oltre che dalla forza civica di Sodano. Un fatto inedito per la città, da sempre feudo incontrastato della Dc prima e, dagli anni Novanta in poi, dei suoi eredi centristi come Udeur e Udc, diventando negli ultimi tempi il bacino elettorale di riferimento per Forza Italia e Mpa. Solo nel 2007 la sinistra andò al governo, ma lo fece appoggiando il candidato centrista Marco Zambuto dell'Udeur.

Stavolta il copione è stato stravolto, e l'assist decisivo è arrivato proprio dalle spaccature interne al centrodestra. Al primo turno delle amministrative del 24 e 25 maggio, i partiti tradizionali si sono presentati, infatti, divisi in due blocchi, da un lato l'avvocato Dino Alonge (sostenuto da FdI, Fi, Mpa e Udc), dall'altro Luigi Gentile (appoggiato da Lega, Dc e Noi Moderati). Nonostante le liste di centrodestra sommassero quasi il 60% delle preferenze per il Consiglio comunale, il meccanismo del voto disgiunto ha scompaginato i piani dei partiti, tantissimi elettori hanno scelto i consiglieri di centrodestra ma hanno sbarrato il nome di Sodano come sindaco. L'ex deputato ha così sfiorato la vittoria immediata al primo turno con il 39,13%, mancando l'elezione diretta per uno zero virgola rispetto alla soglia del 40% prevista dalla legge elettorale siciliana.

Il secondo turno del 7 e 8 giugno ha sancito, invece, il sorpasso definitivo. Nonostante il fisiologico calo di affluenza tipico dei ballottaggi, dove ha votato il 41,03% degli aventi diritto (21.035 elettori su oltre 51mila) con una flessione del 18,16% rispetto al primo turno, la coalizione di Sodano ha capitalizzato l'entusiasmo della rimonta.

Un risultato costruito sul territorio grazie a un asse solidissimo con Ismaele La Vardera. Il deputato regionale ed ex inviato de Le Iene ha sposato la causa agrigentina dopo aver girato instancabilmente tutta l'Isola con un tour politico volto a radicare il movimento, che tra l’altro, ha conquistato anche la guida del comune catanese di Bronte con Giuseppe Gullotta.

Dopo i dati definitivi, il leader del movimento è scoppiato in lacrime: «Oggi abbiamo fatto un miracolo politico grazie alla credibilità di un progetto, nel giorno del mio compleanno. Quello che è accaduto ad Agrigento dimostra che si può tracciare un modello nuovo per tutta la Sicilia, mandando a casa il governo Schifani. Oggi facciamo la storia».

Spenti i riflettori della campagna elettorale, per Sodano comincia la sfida più complessa: amministrare una città che sconta storicamente il peso degli ultimi posti nelle classifiche nazionali per qualità della vita e infrastrutture.

Il neo sindaco, tuttavia, punta sul riscatto sociale e collettivo: «Ricominciamo a sognare, ricominciamo a essere orgogliosi. Non dobbiamo essere per forza sempre in coda alle classifiche. Lavoriamo per una città di giustizia sociale, di meritocrazia, che punta sul lavoro. Questa vittoria non è l’obiettivo di un uomo solo, ma di una comunità intera che ha creduto in un nuovo progetto. Non sarà facile, dobbiamo lavorare tutti insieme».

«Quello che porterò avanti - aggiunge - sarà un processo in cui ogni cittadino sarà tenuto a fare il proprio dovere, come dentro la grande famiglia. Agrigento si ricostruirà attraverso l'attenzione di gesti d'amore e di cura in ogni centimetro quadrato, questa è la nostra Terra e da adesso arriva il lavoro più bello perché la campagna elettorale è stata molto lunga e a tratti difficoltosa ma siamo riusciti ad andare avanti solo per questi grandi valori che ci hanno sempre unito. Mi aspetta il lavoro più importante, quello di ritrovarci dentro il Comune e identificare tutte le figure necessarie per poter ritornare ad un'azione amministrativa efficace ed efficiente».

Poi, un passaggio finale all'insegna del fair play istituzionale verso gli sconfitti: «Un ringraziamento e un gesto di rispetto va anche a tutti i nostri competitor con cui ci siamo sfidati. Adesso comincia il bello, il bello sarà ricostruire la nostra Agrigento».

«Non sarà una partita facile, ma ci metteremo anima, cuore e passione. Michele non sei solo, Agrigento è con te - afferma il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera - Vediamo se più tardi, esattamente per come è successo al momento della candidatura, sarà possibile fare una passeggiata verso il Comune. Non potevo ricevere regalo migliore per il mio compleanno. Abbiamo dimostrato che i cittadini hanno voglia di cambiamento e quando vogliono sanno scegliere bene.

Ora iniziamo la nostra azione di governo in due città strategiche - aggiunge La Vardera -. Da oggi parte la nostra storia, da qui parte la liberazione della Sicilia. È un chiaro avviso di sfratto al governo Schifani, ad Agrigento un modello di governo da esportare anche per le prossime regionali. Siamo felici di poter essere la locomotiva di un campo alternativo all'attuale governo che dimostra di poter vincere e amministrare per davvero. Onore anche al terzo candidato sindaco, Serafino Arena, che ad Ispica ha fatto un grande lavoro ma purtroppo non ce l'ha fatta».

Con i seggi ormai chiusi e i festeggiamenti in corso, la scommessa di Michele Sodano e di Controcorrente ha ufficialmente inizio. Resta da capire se il modello Agrigento potrà davvero tracciare una nuova rotta per la politica siciliana.
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