Droni al posto dei fuochi d'artificio: approvata la proposta che cambia il Festino
Il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità la mozione presentata da Carmelo Miceli, che dice: "Non si vuole cancellare la tradizione ma innovarla"
Il cielo di Palermo potrebbe presto raccontare una nuova storia. Quella che per secoli è stata affidata ai colori e ai boati dei fuochi d’artificio potrebbe lasciare spazio a una nuova forma di spettacolo fatta di luci, tecnologia e immagini in movimento: i droni.
Il Consiglio comunale ha approvato oggi all’unanimità la mozione presentata dal consigliere Carmelo Miceli del Gruppo Misto che proponeva di avviare un percorso di progressiva sostituzione degli spettacoli pirotecnici con i festival di droni, a partire dalle grandi manifestazioni cittadine come il Festino di Santa Rosalia.
Una scelta che arriva proprio nel momento in cui Palermo si prepara a celebrare la sua festa più identitaria, quella dedicata alla Santuzza, dove da sempre uno dei momenti più attesi è lo spettacolo finale nel cielo della città. La proposta non nasce dall’intenzione di cancellare una tradizione amata dai palermitani, ma dalla volontà di accompagnarla verso una nuova fase. La mozione approvata in aula immagina infatti un cambiamento graduale, lasciando il tempo alla città di conoscere e apprezzare una modalità diversa di vivere lo spettacolo.
Nel presentare e difendere la mozione in Consiglio comunale, Miceli ha ribadito come il senso della proposta non sia quello di contrapporre innovazione e tradizione, ma di immaginare un’evoluzione capace di rispettare la storia della città. L’obiettivo, ha spiegato, è avviare un percorso culturale che permetta a Palermo di guardare al futuro senza perdere il valore simbolico delle proprie celebrazioni.
«Non si vuole cancellare una tradizione, ma innovarla», è il principio che ha sottolineato come la città possa diventare un punto di riferimento nazionale nel percorso di trasformazione degli spettacoli pubblici.
Del resto, i fuochi d’artificio sono entrati nella storia del Festino proprio come elemento di innovazione. La loro comparsa nel XVII secolo rappresentò una novità capace di lasciare la città con gli occhi rivolti verso il cielo. Oggi, secondo quanto evidenziato durante il dibattito consiliare, potrebbe essere il momento di una nuova trasformazione.
Nel mondo gli spettacoli con i droni stanno diventando sempre più diffusi, grandi città stanno scegliendo questa tecnologia per creare coreografie luminose capaci di sostituire o affiancare i tradizionali fuochi d’artificio.
Anche in Italia alcune realtà hanno già intrapreso questa strada. Torino ha scelto un drone show per la festa di San Giovanni, Venezia per la Festa del Redentore, mentre altre città hanno sperimentato spettacoli luminosi con centinaia o migliaia di droni, dimostrando che il fascino di un cielo illuminato può assumere nuove forme.
Palermo, in questo percorso, non parte da zero. Lo scorso giugno la città ha ospitato il DroneArt show, un evento che ha portato nel capoluogo siciliano le potenzialità di una tecnologia sempre più utilizzata nel campo degli spettacoli pubblici.
La mozione approvata dal Consiglio comunale, però, guarda anche a un altro aspetto, ovvero quello dei fuochi d’artificio esplosi senza autorizzazione e senza controllo durante tutto l’anno. Un’abitudine sempre più diffusa che provoca disagi ai residenti e che spesso si verifica anche nelle ore notturne.
Durante il dibattito è stato evidenziato come il problema non riguardi soltanto l’aspetto ambientale legato ai residui degli spari, ma soprattutto l’impatto acustico e le conseguenze sulle persone più sensibili e sugli animali. Gli scoppi improvvisi, infatti, possono creare forti condizioni di stress e paura, in particolare negli animali domestici e nella fauna urbana.
Con il voto unanime del Consiglio comunale, Palermo compie quindi un primo passo verso una possibile rivoluzione del modo di celebrare i grandi eventi cittadini.
La sfida sarà ora trasformare la mozione in un percorso concreto, capace di unire il rispetto per la memoria della città con la voglia di innovare. Perché il cielo del Festino, simbolo della devozione per Santa Rosalia e dell’identità palermitana, potrebbe continuare a emozionare anche con una nuova luce.
Il Consiglio comunale ha approvato oggi all’unanimità la mozione presentata dal consigliere Carmelo Miceli del Gruppo Misto che proponeva di avviare un percorso di progressiva sostituzione degli spettacoli pirotecnici con i festival di droni, a partire dalle grandi manifestazioni cittadine come il Festino di Santa Rosalia.
Una scelta che arriva proprio nel momento in cui Palermo si prepara a celebrare la sua festa più identitaria, quella dedicata alla Santuzza, dove da sempre uno dei momenti più attesi è lo spettacolo finale nel cielo della città. La proposta non nasce dall’intenzione di cancellare una tradizione amata dai palermitani, ma dalla volontà di accompagnarla verso una nuova fase. La mozione approvata in aula immagina infatti un cambiamento graduale, lasciando il tempo alla città di conoscere e apprezzare una modalità diversa di vivere lo spettacolo.
Nel presentare e difendere la mozione in Consiglio comunale, Miceli ha ribadito come il senso della proposta non sia quello di contrapporre innovazione e tradizione, ma di immaginare un’evoluzione capace di rispettare la storia della città. L’obiettivo, ha spiegato, è avviare un percorso culturale che permetta a Palermo di guardare al futuro senza perdere il valore simbolico delle proprie celebrazioni.
«Non si vuole cancellare una tradizione, ma innovarla», è il principio che ha sottolineato come la città possa diventare un punto di riferimento nazionale nel percorso di trasformazione degli spettacoli pubblici.
Del resto, i fuochi d’artificio sono entrati nella storia del Festino proprio come elemento di innovazione. La loro comparsa nel XVII secolo rappresentò una novità capace di lasciare la città con gli occhi rivolti verso il cielo. Oggi, secondo quanto evidenziato durante il dibattito consiliare, potrebbe essere il momento di una nuova trasformazione.
Nel mondo gli spettacoli con i droni stanno diventando sempre più diffusi, grandi città stanno scegliendo questa tecnologia per creare coreografie luminose capaci di sostituire o affiancare i tradizionali fuochi d’artificio.
Anche in Italia alcune realtà hanno già intrapreso questa strada. Torino ha scelto un drone show per la festa di San Giovanni, Venezia per la Festa del Redentore, mentre altre città hanno sperimentato spettacoli luminosi con centinaia o migliaia di droni, dimostrando che il fascino di un cielo illuminato può assumere nuove forme.
Palermo, in questo percorso, non parte da zero. Lo scorso giugno la città ha ospitato il DroneArt show, un evento che ha portato nel capoluogo siciliano le potenzialità di una tecnologia sempre più utilizzata nel campo degli spettacoli pubblici.
La mozione approvata dal Consiglio comunale, però, guarda anche a un altro aspetto, ovvero quello dei fuochi d’artificio esplosi senza autorizzazione e senza controllo durante tutto l’anno. Un’abitudine sempre più diffusa che provoca disagi ai residenti e che spesso si verifica anche nelle ore notturne.
Durante il dibattito è stato evidenziato come il problema non riguardi soltanto l’aspetto ambientale legato ai residui degli spari, ma soprattutto l’impatto acustico e le conseguenze sulle persone più sensibili e sugli animali. Gli scoppi improvvisi, infatti, possono creare forti condizioni di stress e paura, in particolare negli animali domestici e nella fauna urbana.
Con il voto unanime del Consiglio comunale, Palermo compie quindi un primo passo verso una possibile rivoluzione del modo di celebrare i grandi eventi cittadini.
La sfida sarà ora trasformare la mozione in un percorso concreto, capace di unire il rispetto per la memoria della città con la voglia di innovare. Perché il cielo del Festino, simbolo della devozione per Santa Rosalia e dell’identità palermitana, potrebbe continuare a emozionare anche con una nuova luce.
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