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Controcorrente approda all'Ars: La Vardera "scalza" M5s e rilancia la sfida progressista

Dopo l'adesione di Marano, Gilistro e De Leo, si forma il gruppo all'Ars. Tensioni con i Cinquestelle dopo l'adesione di 2 deputati. "Chi aderisce lo fa per il progetto"

Annalisa Ciprì
Giornalista
  • 2 luglio 2026

I 4 deputati di Controcorrente: Alessandro De Leo, Ismaele La Vardera, Carlo Gilistro e Josè Marano

Non è più soltanto un movimento politico nato attorno alla figura di Ismaele La Vardera. Con gli ultimi ingressi ufficializzati all'Assemblea regionale siciliana e al Consiglio comunale di Palermo, Controcorrente compie il salto di qualità che trasforma un progetto personale in una forza istituzionalmente strutturata. Una crescita rapida, maturata nel giro di pochi giorni, che modifica gli equilibri dell'opposizione siciliana e riapre il dibattito sul futuro del cosiddetto campo largo.

L'ultimo tassello è arrivato ieri con l'adesione del deputato regionale Alessandro De Leo, che si aggiunge ai due ex parlamentari del Movimento 5 Stelle Josè Marano e Carlo Gilistro, il cui ingresso era stato annunciato nei giorni scorsi.

Marano, eletta all'Ars con il Movimento 5 Stelle, è stata negli ultimi anni uno dei riferimenti del gruppo pentastellato sui temi del turismo, dell'agricoltura, dell'ambiente e della valorizzazione del territorio, costruendo un profilo politico fortemente legato alle politiche di sviluppo locale.

Gilistro, medico pediatra, ha invece concentrato gran parte della propria attività parlamentare sulle questioni sanitarie, dalla medicina territoriale alla tutela dell'infanzia, diventando uno degli esponenti più riconoscibili del M5S su questi temi.

De Leo, prima Forza Italia, poi gruppo Misto, rappresenta invece un profilo diverso, maturato attraverso l'esperienza amministrativa e territoriale, e negli ultimi mesi aveva progressivamente preso le distanze dal progetto politico originario fino alla decisione di aderire ufficialmente a Controcorrente.

Le tre adesioni consentono al movimento di costituire ufficialmente un proprio gruppo parlamentare all'Ars, un traguardo che fino a pochi mesi fa sembrava difficilmente raggiungibile. Le firme per la costituzione del nuovo gruppo sono state apposte ieri, mercoledì 1 luglio, nella Sala Biblioteca di Palazzo dei Normanni, anche se la formalizzazione è stata fissata per oggi, 2 luglio, con gli adempimenti previsti dall’Assemblea regionale.

A guidare il gruppo sarà Josè Marano, deputata alla sua seconda legislatura all’Ars e figura di lungo corso del panorama politico siciliano. Per lei si tratta anche di un passaggio simbolico rilevante: la prima donna a ricoprire la presidenza di un gruppo parlamentare a Sala d’Ercole.

Parallelamente, anche al Comune di Palermo il movimento ha rafforzato la propria presenza con l'ingresso dei consiglieri comunali Ugo Forello e Giulia Argiroffi, tra i volti più noti dell'opposizione a Palazzo delle Aquile.

Forello, avvocato, è stato il candidato sindaco del M5S alle elezioni comunali del 2017 e da anni rappresenta una delle figure più impegnate sui temi della legalità, della trasparenza amministrativa e del controllo dell'operato dell'amministrazione cittadina. Argiroffi ha invece costruito la propria attività consiliare concentrandosi sulle politiche sociali, sull'ambiente, sulla partecipazione civica e sul miglioramento dei servizi pubblici, maturando un profilo amministrativo riconosciuto anche oltre i confini del Movimento.

C'è anche un altro ex M5s tra i fondatori di Controcorrente, che con molta probabilità rivedremo in campo alle prossime elezioni: Igor Gelarda, ex consigliere della Lega con un passato nei Cinquestelle. Secondo alcuni rumors, Gelarda sarà uno dei candidati all'Ars su cui punta La Vardera. Ma non è escluso che possa correre anche alle Comunali a Palermo.

Nel giro di poco tempo, dunque, Controcorrente entra ufficialmente nelle due principali istituzioni rappresentative della Sicilia, consolidando una crescita che fino a poco tempo fa appariva difficilmente pronosticabile.

Le prime due adesioni, quelle di Marano e Gilistro, hanno avuto inevitabili ripercussioni interne al Movimento 5 Stelle. Secondo quanto emerso nei giorni successivi all’annuncio, il coordinatore regionale pentastellato Nuccio Di Paola non sarebbe stato preventivamente informato della scelta dei due deputati, una circostanza che avrebbe colto di sorpresa i vertici regionali del Movimento e alimentato nuove tensioni in una fase già delicata per gli equilibri dell’opposizione.

Una ricostruzione che Ismaele La Vardera respinge con decisione, ribaltando completamente il piano della polemica. «Abbiamo una cosa in comune con i nuovi ingressi, siamo stati eletti all’opposizione di questo governo e all’opposizione restiamo», ha spiegato il leader di Controcorrente, che contesta anche l’idea di una gestione “proprietaria” dei rappresentanti istituzionali da parte dei partiti. «Fa paura l’idea per cui i deputati siano di proprietà dei partiti con cui sono stati eletti. I parlamentari non sono di nessuno. Sono venuti da me venerdì sera, due giorni prima dell’annuncio, senza alcuna trattativa precedente: mi hanno detto semplicemente che volevano dare una spinta decisiva alla mia candidatura a presidente della Regione».

La Vardera respinge inoltre ogni lettura legata a presunte logiche di scambio o di convenienza politica, rivendicando invece la natura “libera” della scelta: «Parlare di poltrone è una semplificazione che non ci appartiene. Io non ho nulla da offrire, nessun paracadute, nessuna posizione di potere da garantire. Chi è con me lo è per un impegno politico, non per convenienza».

Nel suo ragionamento entra anche il tema della tenuta interna del movimento e del rapporto con amministratori e rappresentanti locali: «Se un domani Controcorrente dovesse perdere lo smalto e i principi che ci tengono insieme venissero meno, allora chi ne fa parte è autorizzato a lasciarlo. Nessuno è di mia proprietà, né i deputati né i sindaci né gli amministratori».

Sulla vicenda interviene anche Josè Marano, che ricostruisce una dinamica diversa rispetto a quella emersa negli ambienti del Movimento 5 Stelle. La deputata sostiene infatti di non essere stata informata in anticipo nemmeno di un altro passaggio politico rilevante, quello relativo alla disponibilità di Nuccio Di Paola a una possibile candidatura alla presidenza della Regione. Secondo la sua versione, anche quella decisione sarebbe stata appresa solo dalla stampa, a conferma, sottolinea implicitamente, di una comunicazione interna non sempre lineare all’interno del fronte progressista.

Il passaggio di Marano e Gilistro rappresenta infatti una perdita significativa per il M5S siciliano. Entrambi erano considerati figure radicate nei rispettivi territori e la loro uscita riduce ulteriormente il peso parlamentare del Movimento all'Ars, privandolo di due parlamentari particolarmente attivi su dossier strategici come sanità, turismo e sviluppo territoriale.

Con l'ingresso di De Leo, Controcorrente amplia inoltre il proprio raggio d'azione politico, aprendosi anche a un'area diversa da quella pentastellata. Una scelta che assume un significato particolare perché, come ha sottolineato lo stesso La Vardera, il deputato avrebbe potuto intraprendere percorsi politicamente più comodi. «Sarebbe dovuto andare con Vannacci, dove probabilmente avrebbe avuto anche più spazio. Invece oggi decide di stare all'opposizione, pancia a terra, con una realtà che è fuori dagli schemi nazionali», ha affermato il leader di Controcorrente durante la presentazione del nuovo gruppo.

La Vardera respinge con decisione le accuse di trasformismo e rivendica la natura politica delle adesioni. «È un giorno importante per il nostro movimento, perché radichiamo la nostra realtà sul territorio regionale», e poi continua respingendo le polemiche nate attorno ai nuovi ingressi. «Non c'è nessuna compravendita di deputati, un termine che rispediamo al mittente. Sono persone libere che hanno deciso di fare un passaggio anche particolare, perché se vuoi crescere normalmente scegli partiti già consolidati, non un movimento nato appena un anno fa».

Per La Vardera proprio questo elemento rappresenta la prova della genuinità della scelta. Secondo il leader di Controcorrente, Marano, Gilistro e De Leo hanno deciso di aderire perché condividono un progetto politico e ritengono che possa rappresentare una proposta credibile per il governo della Sicilia.

Ha fatto discutere anche la tempistica dell'annuncio delle prime adesioni. Marano e Gilistro sono stati presentati ufficialmente subito dopo il vertice delle opposizioni, alimentando letture politiche secondo cui la scelta sarebbe stata una risposta alle difficoltà del tavolo progressista. Una ricostruzione che La Vardera respinge. Ha spiegato che Controcorrente era presente al confronto e che la decisione di comunicare la nascita del gruppo parlamentare non aveva alcun intento polemico. «Chi vuole vedere retropensieri o malpancismi è libero di farlo. Noi vogliamo costruire un'alternativa valida e tenere unite tutte le forze dell'opposizione».

A rafforzare la narrazione di una crescita costante ci sono anche i risultati ottenuti nelle ultime competizioni amministrative. Pur essendo una realtà politica nata soltanto da poco più di un anno, Controcorrente è riuscita a conquistare spazio anche nelle urne, eleggendo propri rappresentanti in diversi Comuni siciliani e dimostrando una capacità di radicamento che va oltre la sola presenza parlamentare. Il caso più significativo è quello di Agrigento, dove il movimento ha ottenuto un risultato considerato tra i più rilevanti della tornata elettorale, contribuendo a consolidare la propria credibilità come forza civica e alternativa ai tradizionali schieramenti. Un consenso che, secondo i vertici del movimento, rappresenta la conferma della crescente attenzione di una parte dell'elettorato verso un progetto politico che punta a intercettare soprattutto gli astenuti e gli elettori delusi dalle forze tradizionali.

Dietro la crescita di Controcorrente resta naturalmente la partita più importante: quella delle Regionali del 2027. La Vardera continua a rivendicare apertamente la propria candidatura alla Presidenza della Regione e torna ad attaccare quello che definisce l'immobilismo del campo progressista. La posizione rimane la stessa anche oggi: nessuna intenzione di rompere la coalizione, ma la convinzione che serva un candidato capace di riportare alle urne gli elettori che negli ultimi anni hanno scelto l'astensione. «Non sono disponibile a fare un passo indietro».

L'espansione del movimento non riguarda quindi soltanto il Parlamento siciliano, ma investe anche il livello amministrativo. La presenza contemporanea di un gruppo all'Ars e di una rappresentanza rafforzata nel Consiglio comunale di Palermo offre a Controcorrente una base istituzionale dalla quale tentare di estendere la propria organizzazione nei principali comuni dell'Isola. Un progetto che cresce, ma che dovrà ora affrontare la prova più complessa: quella della stabilità.

L'impressione è che Controcorrente stia attraversando la fase di maggiore espansione dalla sua nascita. La costituzione del gruppo parlamentare all'Ars e il contemporaneo radicamento a Palazzo delle Aquile rappresentano un passaggio politico destinato a incidere sugli equilibri dell'opposizione siciliana.

Resta però aperto l'interrogativo principale: questa crescita sarà sufficiente a trasformare un movimento ancora fortemente identificato con il proprio fondatore in una forza politica stabile, organizzata e capace di consolidarsi nel tempo? Le prossime settimane diranno se gli ultimi ingressi rappresentano l'inizio di un processo più ampio o se il consolidamento istituzionale dovrà ancora confrontarsi con le inevitabili tensioni del campo progressista siciliano.

Per il momento, tuttavia, il dato politico appare evidente: Controcorrente non è più soltanto una voce fuori dal coro. Da oggi dispone di un gruppo parlamentare all'Ars, di una presenza consolidata nel Consiglio comunale di Palermo e dell'ambizione dichiarata di diventare uno degli interlocutori decisivi nella costruzione dell'alternativa al centrodestra in Sicilia.
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