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Roberto Vannacci per le strade di Palermo: "I giovani mi seguono, pronti per le Regionali"

Il generale e leader di FN (che sta per Futuro Nazionale) ha annunciato la corsa alle prossime elezioni regionali in Sicilia: "Qui abbiamo oltre 4mila iscritti"

Annalisa Ciprì
Giornalista
  • 1 giugno 2026

Roberto Vannacci davanti al Teatro Massimo di Palermo (foto da Facebook)

Una passeggiata nel cuore della città, tra selfie, strette di mano e un caffè condiviso con alcuni sostenitori, prima di raggiungere una sala congressi gremita di simpatizzanti. È iniziata così la giornata palermitana del generale Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, protagonista di una delle tappe più partecipate del tour che nelle ultime settimane lo ha portato in diverse città della Sicilia.

Appena atterrato nel capoluogo, Vannacci ha attraversato il centro storico a piedi, dal Teatro Massimo fino a piazza Politeama, fermandosi lungo via Principe di Belmonte per incontrare cittadini e sostenitori. Tra questi anche molti giovani, presenza che il leader del movimento ha sottolineato con soddisfazione durante l'incontro all'Hotel Astoria.

«Anche in Sicilia, un po' come dovunque in Italia, ci sono tantissimi giovani che mi stanno seguendo. La cosa mi rende ancora più fiducioso del fatto che Futuro Nazionale rappresenti una speranza per tutti quanti», ha dichiarato a margine della manifestazione.

Secondo gli organizzatori, il movimento avrebbe raggiunto circa 80 mila iscritti in tutta Italia, dei quali oltre 4.100 in Sicilia.

Davanti a una platea composta da giovanissimi, famiglie, professionisti, militari in congedo e simpatizzanti provenienti da diverse province dell'Isola, Vannacci ha ribadito la volontà di costruire una forza politica alternativa agli schieramenti tradizionali. «I giovani mi seguono perché forse cercano un futuro diverso», ha spiegato, sostenendo che il movimento stia intercettando una domanda di cambiamento che, a suo giudizio, la politica tradizionale non riesce più a rappresentare.

Nel suo intervento ha insistito sulla centralità della Sicilia all'interno della strategia politica di Futuro Nazionale. «La Sicilia è la regione più grande d'Italia ed è quella che più di ogni altro posto esprime le difficoltà della nazione», ha affermato, elencando le criticità che, secondo lui, caratterizzano il territorio, ovvero sicurezza, infrastrutture, lavoro, scuola, ricerca e immigrazione.

«Quest'isola ha dei grandissimi problemi legati alla sicurezza, alle infrastrutture, al lavoro, alla scuola, alla ricerca e all'immigrazione. Questi sono i temi che, guarda caso, Futuro Nazionale sta affrontando più di ogni altro partito», ha detto, definendo il proprio movimento «l'unica vera novità politica del panorama italiano degli ultimi quindici anni».

Uno dei passaggi più significativi ha riguardato le prossime elezioni regionali. Alla domanda su una possibile partecipazione alla competizione siciliana, Vannacci non ha lasciato spazio a dubbi: «Certo che ci saremo». Futuro Nazionale, ha spiegato, si presenterà con una propria identità politica ben definita, aperta a collaborazioni ma non a compromessi sui principi fondamentali.

«Se qualcuno vorrà aggiungersi a noi sposando i nostri principi e senza oltrepassare le nostre linee rosse, ben venga», ha dichiarato. Tuttavia ha precisato che il movimento «non negozia le proprie linee rosse», perché altrimenti rischierebbe di trasformarsi in uno dei tanti partiti già presenti nel panorama politico nazionale.

Parlando delle possibili adesioni provenienti da altre esperienze politiche, Vannacci ha ribadito di non essere «alla ricerca di politici né di voti», aggiungendo con una battuta destinata a far discutere che chi dovesse aderire senza condividere realmente il progetto «durerebbe come un gatto in tangenziale».

Nel corso dell'incontro non sono mancate stoccate agli avversari politici. Rispondendo alle recenti aperture di Cateno De Luca verso una possibile alleanza, il leader di Futuro Nazionale ha liquidato la questione con toni polemici. «Non mi risulta che il suo sia uno dei partiti a livello nazionale», ha osservato, ricordando le tensioni nate durante la campagna per le elezioni europee.

Secondo Vannacci, il suo movimento deve rimanere distante «dalle dinamiche di palazzo, dai giochi di potere, dagli inciuci e dalle negoziazioni» per continuare a interpretare direttamente le esigenze dei cittadini. Una linea che, ha spiegato, sarà definita in modo ancora più chiaro durante l'Assemblea costituente prevista a Roma il 13 e 14 giugno, appuntamento che porterà alla nascita definitiva del partito.

«Oggi Futuro Nazionale è uno statuto registrato davanti a un notaio», ha spiegato. «La configurazione finale arriverà dopo l'assemblea costituente e avremo un'architettura gerarchico-funzionale ben stabilita».

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema delle infrastrutture. Vannacci si è detto favorevole alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, considerandolo un'opera strategica per lo sviluppo economico dell'intero Mezzogiorno.

«Noi siamo a favore del Ponte sullo Stretto e di tutte quelle infrastrutture che portano ricchezza e progresso», ha affermato. «Oggi non abbiamo né il ponte né il resto. La storia ci insegna che la ricchezza si crea attorno alle infrastrutture: le strade dell'Impero romano portarono sviluppo e benessere, così come il ponte attirerà capitali e crescita».

Tra i temi affrontati anche l'immigrazione e la libertà di espressione. Vannacci ha sostenuto che nel dibattito pubblico esista una forma di conformismo culturale che impedirebbe di esprimere liberamente alcune opinioni. «Oggi siamo prigionieri del pensiero unico», ha dichiarato. «Non possiamo dire che siamo contro l'immigrazione perché veniamo etichettati come razzisti, né possiamo dire che siamo a favore della famiglia naturale perché veniamo definiti omofobi. Ecco perché noi siamo fautori della libertà».

Sul fronte internazionale, il leader di Futuro Nazionale ha criticato la linea europea sul conflitto russo-ucraino e sulla crisi in Medio Oriente, sostenendo la necessità di una soluzione diplomatica.

Secondo Vannacci, «le guerre in Ucraina e in Medio Oriente non stanno giovando a nessuno» e l'Europa dovrebbe puntare a una «pace negoziabile», anziché proseguire una strategia che, a suo giudizio, non ha prodotto risultati concreti. Ha inoltre criticato la politica energetica europea, proponendo l'uscita dal Green Deal e una revisione delle strategie di approvvigionamento energetico.

Non sono mancate, infine, le considerazioni sui temi etici e sui diritti civili. Interpellato sulle questioni legate all'orientamento sessuale e all'adozione, Vannacci ha ribadito posizioni già espresse in passato, sostenendo che l'orientamento sessuale appartenga alla sfera personale ma non debba generare diritti specifici. Sul tema della genitorialità ha affermato che, a suo giudizio, debba prevalere «il diritto di ogni bambino ad avere un padre e una madre».

Tra applausi, fotografie e richieste di autografi, la serata si è conclusa con un nuovo appello al radicamento territoriale del movimento. Un segnale che il tour siciliano non è stato soltanto una serie di incontri pubblici, ma il primo passo di una campagna politica che guarda già alle prossime sfide elettorali nell'Isola.
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