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Il Governo "si riprende" il Ponte sullo Stretto: cosa cambia col nuovo decreto

Il CdM ha approvato il nuovo provvedimento che elimina il commissario e dà la regia al ministero delle Infrastrutture, guidato da Salvini. Nell'articolo tutte le novità

Balarm
La redazione
  • 6 febbraio 2026

Il progetto del Ponte sullo Stretto

Mentre c'è chi chiede di riprogrammare i soldi del Ponte sullo Stretto per la ricostruzione dei territori colpiti dal ciclone Harry, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge che riscrive l'iter (e accelera i tempi) per il progetto di costruzione dell'infrastruttura che collegherà la Sicilia alla Calabria.

Il nuovo decreto legge, come annunciato nei mesi scorsi dopo lo stop della Corte dei Conti all'opera, parte dall'esigenza di «ottemperare alle deliberazioni della Sezione centrale del controllo di legittimità». L’obiettivo del decreto è superare i rilievi formulati dalla Corte dei Conti, che ha evidenziato criticità procedurali e la necessità di un pieno allineamento alle normative europee.

Con questo provvedimento il Governo integra la documentazione necessaria e risponde puntualmente alle osservazioni dei magistrati contabili, con l’intento di rafforzare la legittimità del progetto e consentire la ripresa della fase operativa.

Cosa cambia concretamente? Innanzitutto, salta la norma che prevedeva la nomina di Pietro Ciucci, amministratore della Stretto di Messina Spa, a super commissario. La regia dell'opera passa direttamente al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini.

Il nuovo provvedimento quindi prevede che sia il ministero a dover avviare una serie di adempimenti per conformarsi alle deliberazioni dei magistrati contabili. Il Mit - riporta il testo - sottoporrà al controllo di legittimità della Corte l’accordo di programma e a svolgere, in raccordo con le amministrazioni competenti, “gli adempimenti istruttori propedeutici all’adozione di una nuova delibera del Cipess” attraverso: l’aggiornamento del piano economico-finanziario della società concessionaria; l’acquisizione del parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) sulle tariffe di pedaggio, la sottoposizione al Consiglio superiore dei lavori pubblici.

Spetta sempre al ministero indicare anche i nuovi «motivi imperativi di rilevante interesse pubblico» per legittimare la realizzazione del ponte superando i vincoli ambientali.

Come pariscono anche i commi che vietavano alla Corte dei Conti di poter valutare la legittimità di gran parte degli atti e che avevano scatenato le proteste dei magistrati contabili, attirando l’attenzione del Quirinale che aveva chiesto modifiche. Salta anche lo scudo erariale per i responsabili del procedimento.

Come spiega Il Sole 24Ore: «L'impianto del decreto mette nero su bianco una procedura per fasi che riapre il percorso amministrativo senza tornare indietro sull'assetto complessivo dell'opera. Non si riparte da zero, dalla gara che pure era stata oggetto di obiezioni nella pronuncia della magistratura contabile, ma dalla ricostruzione della documentazione e dalla definizione di un nuovo quadro autorizzativo capace di reggere a un nuovo vaglio preventivo di legittimità».

«Oggi si è definito ulteriormente l'iter approvativo del Ponte sullo Stretto in conformità ai rilievi della Corte» sottolinea il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Sulla stessa linea l'amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci: «Il contenuto del decreto conferma la volontà del governo di realizzare il ponte sullo Stretto di Messina - riporta l'Ansa -, ponendo l'obiettivo primario di conformarsi ai rilievi della Corte dei conti sulla delibera Cipess e sul terzo atto aggiuntivo alla convenzione. In questo quadro confermo che la società Stretto di Messina continuerà nel suo costante impegno per completare la procedura approvativa e per avviare al più presto la fase realizzativa del progetto».

Il decreto accende subito lo scontro politico. «Con l’approvazione del decreto sul Ponte sullo Stretto, Salvini inserisce una norma per evitare che il progetto venga valutato nella sua interezza dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, limitando il parere alla sola relazione della società che ha progettato l’opera. Siamo alle solite furbizie», attacca Angelo Bonelli, leader di Allenza Verdi e Sinistra.

«Il punto è che Salvini continua ostinatamente in questa follia - conclude -: parliamo di un progetto già dichiarato illegittimo dalla Corte dei Conti per la procedura seguita e che presenta gravi carenze progettuali, come dimostrano le prove non eseguite sulle trincee sismiche, richieste persino dal comitato scientifico della stessa Stretto di Messina S.p.A.. Di fronte alle gravi emergenze dell’Italia, Salvini è indifferente e pensa di sperperare 14 miliardi di euro per il Ponte sullo Stretto»
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