Carolina Varchi tira dritto sulle Comunali a Palermo: "Noi favorevoli a un Lagalla bis"
Data tra i possibili candidati sindaco: "Sarei onorata", dice la deputata di Fratelli d'Italia ma aggiunge che appoggerebbe la ricandidatura di Lagalla. L'intervista
Carolina Varchi, deputata palermitana di Fratelli d'Italia
Dalle ultime amministrative in Sicilia, infatti, emergerebbe un quadro che vede il centrodestra spaccato nell'Isola. «Alle ultime amministrative il centrodestra è stato punito nei risultati finali per la sua incapacità di giungere a proposte unitarie – spiega Carolina Varchi -. Per assurdo, pur essendo chiaramente maggioritario nel sentimento dei siciliani, ha letteralmente regalato grandi centri come Agrigento e Marsala al centrosinistra. Come ho già detto, per FdI la coalizione unita è un valore e non ci prestiamo ad amministrare con geometrie variabili, mi auguro che adesso tutti la pensino così e che, almeno per le città più grandi, i candidati siano presentati alla cittadinanza con almeno un anno di anticipo».
Facciamo, però, il punto sulla situazione: le elezioni comunali in Sicilia, tenutesi il 24 e 25 maggio 2026 (con ballottaggi il 7 e 8 giugno), hanno confermato un panorama politico fluido. I dati riflettono una competizione in cui le liste civiche e le candidature "indipendenti" o "trasversali" hanno giocato un ruolo determinante.
Per esempio, il ballottaggio dell'8 giugno, ad Agrigento, ha visto trionfare Michele Sodano, il candidato di Controcorrente di Ismaele La Vardera, che ha vinto contro lo sfidante del centrodestra, Dino Alonge. La sconfitta è stata letta da molti proprio come la conseguenza di una coalizione che non è riuscita a compattarsi attorno a una figura forte sin dal primo turno.
Oppure, a Messina, dove il sindaco uscente, Federico Basile, esponente di Sud chiama Nord (movimento del deputato regionale e sindaco di Taormina, Cateno De Luca), ha vinto al primo turno con una percentuale del 58%, battendo il candidato del centrodestra, Marcello Scurria, che si è posizionato al secondo posto, raccogliendo circa il 27% - 31% dei consensi secondo gli exit poll.
E, ancora, quanto emerso a Marsala, dove ad essere stata eletta, come primo cittadino, è stata Andreana Patti, con il 50,5% dei voti, sostenuta da una coalizione di centrosinistra, che vedeva PD, M5S, Sud chiama Nord, Alleanza Verdi e Sinistra e liste civiche. Anche qui, il fronte del centrodestra è arrivato diviso, frammentandosi tra due candidati principali: Massimo Grillo, sindaco uscente, sostenuto da liste civiche e UDC, che ha ottenuto il 33,25%, e Giulia Adamo, sostenuta da Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati, che ha ottenuto il 15,28%.
Ma torniamo, adesso, a Palermo, che il prossimo anno, sarà chiamata a scegliere il primo cittadino. Di recente, a Live Sicilia, l’onorevole Varchi ha dichiarato che sarebbe «onorata» di essere sindaco del capoluogo siciliano.
«Indossare la fascia tricolore della propria città, specialmente se questa è Palermo, con il suo carico di storia e cultura, è il più grande degli onori per chi vive la politica come una grande passione – dice a Balarm la deputata -. Palermo ha bisogno di una visione. Ciò premesso, come tutti sanno, il mio impegno nelle istituzioni non è mai stato frutto di ambizioni personali ma di scelte condivise con il mio partito. Devo dire che Roberto Lagalla, attuale sindaco, sta lavorando per Palermo senza risparmiarsi e, se consideriamo le condizioni in cui abbiamo trovato la città, i risultati cominciano a vedersi. Certamente, se lo volesse, la coalizione non gli negherebbe il bis».
Parlando di (imminenti) amministrative, sorge spontanea la domanda su possibili alleanze e, nelle scorse settimane, Roberto Vannacci ha dichiarato di voler correre alle amministrative e regionali in Sicilia. Ma FdI potrebbe valutarlo come alleato? «Finora FN (il partito fondato da Vannacci, ndr) si è collocato all’opposizione – prosegue Carolina Varchi -. Li abbiamo visti più concentrati ad attaccare il Governo che a contrastare le sinistre. Se smetterà di essere funzionale al centrosinistra, potrà essere considerato un alleato per il centrodestra».
Palermo, però, oltre alla politica, deve fare i conti anche con il tema della sicurezza e delle continue richieste di racket. «La risposta dello Stato arriva sempre e lo dimostrano le attività della magistratura e la presenza del Governo in termini di stanziamenti di uomini e mezzi per la sicurezza – conclude Varchi -. Certamente, le soluzioni non sono istantanee ma la strada è quella giusta: a Palermo oltre ai problemi di tutte le grandi città ci sono anche quelli legati alla mafia e al racket. Lì serve che gli esercenti e i commercianti taglieggiati denuncino senza esitazione.
Non ci sono più i tempi bui dell’isolamento di chi denunciava ma lo Stato è presente. A Palermo ci sono anche associazioni antiracket molto qualificate che possono accompagnarli nella denuncia che diventa fondamentale per le indagini. Ai commercianti dico: denunciate, non siete soli. Ai cittadini dico: aiutiamo chi denuncia, compriamo i loro prodotti e scegliamo il consumo critico. La mafia non è un problema solo per chi la subisce ma per ognuno di noi».
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