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Salvatore Borsellino entra nel dibattito sul Referendum: "Cosa diceva mio fratello"

Apertamente schierato per il "No" al referendum sulla separazione delle carriere, dice la sua citando uno scritto del dicembre '87, contenuto nel libro "Oltre il muro dell'omertà"

Balarm
La redazione
  • 27 febbraio 2026

Salvatore Borsellino

Salvatore Borsellino interviene nel dibattito sul Referendum sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Apertamente schierato per il "No", dalle sue pagine social, dice la sua sull'acceso confronto nel Paese anche sulla figura del fratello, Paolo Borsellino. «Non posso sapere come avrebbe votato mio fratello su questo Referendum sulla Costituzione - dice -. Non posso saperlo perchè lo hanno ucciso, anche perchè non potesse più parlare». Inizia così il video in cui richiama ancora una volta la figura del giudice. Proprio a Palermo nei giorni scorsi c'è stato un acceso dibattito che ha visto nel capoluogo siciliano il ministro della Giustizia, Carlo Nordio e giornalisti e leader politici che si sono espressi sui temi legati al "Sì" e al "No".

Salvatore Borsellino aggiunge, nel video postato su Facebook, in merito al pensiero del fratello: «Posso sapere solo quello che aveva detto quando era in vita, leggendolo anche dal libro "Oltre il muro dell'omertà" con la presentazione di suo figlio, Manfredi Borsellino e con la prefazione di Antonio Ingroia, dove si legge "Questo è un libro di Paolo Borsellino, in queste pagine si trovano le sue parole, la sua straordinaria umanità, la sua lucidità e la sua passione. La sua riservatezza e il suo coraggio"».

E poi cita un passaggio di uno scritto datato "Marsala l'11 dicembre 1987" dal titolo "Il ruolo del pm nel nuovo codice": «Paolo dice: e le ricorrenti tentazioni del potere politico, quali ne siano le motivazioni, di mortificare obbiettivamente i magistrati e i pm prefigurandone il distacco dall'ordine giudiziario, anche attraverso il primo passo della definitiva separazione delle carriere, non incoraggiano certo i giudici, che tali tutti si sentono di essere, a indirizzare verso gli uffici della procura le loro aspirazioni».

E poi conclude «Io non posso sapere come avrebbe votato oggi mio fratello. So soltanto che su questa Costituzione, che oggi si vuole cambiare, alterandone la lettera e lo spirito, quello fondamentale sull'equilibrio e l'indipendenza dei poteri dello Stato, mio fratello aveva fatto il suo giuramento. E a questo giuramento ha prestato fede, fino all'ultimo giorno, fino al consapevole sacrificio della sua stessa vita».
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