È nel cuore di Catania ma lo conoscono in pochi: il Criptoportico riapre (dopo 2 secoli)
Per tanti anni è rimasto pressoché sconosciuto. Grazie a un progetto di restauro del Comune questo luogo straordinario torna visitabile, gratuitamente. I dettagli
Il Criptoportico di Catania (foto di Giovanni Petralia)
Per tanti anni è rimasto pressoché sconosciuto ai catanesi, ora dopo ben due secoli riapre al pubblico. A Catania, ogni domenica, è possibile visitare gratuitamente il Criptoportico della Villa Bellini, monumento recentemente restaurato, che torna oggi a essere parte integrante del patrimonio cittadino grazie a un progetto di valorizzazione finanziato con fondi PNRR e curato dalla Direzione comunale Politiche per l’Ambiente.
Obiettivo dell’amministrazione è rendere sempre più fruibile questo suggestivo scorcio che richiama la Catania del Settecento e la storia originaria del Giardino Bellini.
Il Criptoportico affonda le sue radici tra la fine del Settecento e gli inizi del secolo successivo, quando il principe Ignazio Paternò Castello volle realizzare, in corrispondenza dell’antico "Laberinto" del giardino, una serie di gallerie ipogee con volte a botte, concepite come percorso sotterraneo ad anello. Al suo interno fece realizzare nicchie, lucernai e affacci sull’occhio del labirinto, in un dialogo architettonico e simbolico tra spazio verde e spazio sotterraneo, che richiamavano il gusto e le suggestioni filosofiche dell’epoca.
Le pareti, scandite da nicchie ad arco ribassato, richiamano i modelli sette-ottocenteschi di architettura ispirata all'antico. La pietra grezza, le aperture circolari e i giochi di luce naturale generano un effetto di sorpresa e mistero, tipico del paesaggismo romantico. Le aperture laterali suggeriscono un uso scenografico pensato per incorniciare fontane o scorci naturali. Il criptoportico funge da passaggio tra la parte alta del parco e i terrazzamenti inferiori.
Nel corso dell’Ottocento le gallerie furono ampliate, mentre con il passaggio dell’area al Comune e la trasformazione in Giardino Pubblico, il Criptoportico conobbe un lungo periodo di abbandono e utilizzi impropri, fino a essere in parte occupato da impianti tecnici e in parte adibito a deposito, perdendo progressivamente la sua funzione originaria. Il luogo è rimasto per lungo tempo chiuso al pubblico, salvo aperture straordinarie, come quelle in occasione delle Giornate Fai.
Oggi, grazie agli interventi di ripulitura, al recupero delle superfici, alla nuova pavimentazione e all’illuminazione studiata per valorizzare l’ambiente e i reperti rinvenuti, realizzati dall’amministrazione comunale, questo straordinario spazio sotterraneo viene restituito alla città come luogo di memoria e di cultura.
Nell’ambito delle attività di promozione e in vista delle Giornate di Primavera del 21 e 22 marzo, il FAI ha realizzato riprese all’interno del Criptoportico durante un’esibizione artistica degli studenti dell’Istituto Omnicomprensivo Angelo Musco, che hanno animato le gallerie con musica e performance coreutiche per la realizzazione di un video promozionale destinato alla diffusione nazionale, alla presenza del sindaco Enrico Trantino e dell’assessore al Verde Giovanni Petralia, insieme ai tecnici della Direzione comunale Verde.
Inoltre, per garantire un’apertura stabile al pubblico e favorire la conoscenza di questo ambiente ipogeo restituito alla città, il Comune di Catania ha stipulato una convenzione con il Liceo Statale Enrico Boggio Lera, i cui studenti svolgeranno il ruolo di guide e ciceroni nell’ambito dei percorsi di formazione scuola lavoro, illustrando ai visitatori la storia e le peculiarità del luogo.
Il Criptoportico è visitabile ogni domenica, a partire dal 15 febbraio, dalle ore 9.30 alle 12.30.
«Il Criptoportico rappresenta un luogo di straordinario valore simbolico per Catania, per due secoli abbandonato e oggi finalmente restituito alla comunità. Con questo intervento, per cui ringraziamo i ragazzi del Boggio Lera e la direzione scolastica, recuperiamo un importante bene storico e riaffermiamo il legame della città con la propria memoria» dichiarano il sindaco Enrico Trantino e l’assessore al Verde, Giovanni Petralia.
«Il nostro impegno - aggiungono sindaco e assessore - è quello di valorizzarlo ancora di più, promuovendo una organizzazione delle visite sempre più strutturata e stabile, capace di inserirlo in modo duraturo nei percorsi culturali e turistici, affinché questo spazio recuperato diventi un punto di riferimento per l’identità e la storia di Catania».
Obiettivo dell’amministrazione è rendere sempre più fruibile questo suggestivo scorcio che richiama la Catania del Settecento e la storia originaria del Giardino Bellini.
Il Criptoportico affonda le sue radici tra la fine del Settecento e gli inizi del secolo successivo, quando il principe Ignazio Paternò Castello volle realizzare, in corrispondenza dell’antico "Laberinto" del giardino, una serie di gallerie ipogee con volte a botte, concepite come percorso sotterraneo ad anello. Al suo interno fece realizzare nicchie, lucernai e affacci sull’occhio del labirinto, in un dialogo architettonico e simbolico tra spazio verde e spazio sotterraneo, che richiamavano il gusto e le suggestioni filosofiche dell’epoca.
Le pareti, scandite da nicchie ad arco ribassato, richiamano i modelli sette-ottocenteschi di architettura ispirata all'antico. La pietra grezza, le aperture circolari e i giochi di luce naturale generano un effetto di sorpresa e mistero, tipico del paesaggismo romantico. Le aperture laterali suggeriscono un uso scenografico pensato per incorniciare fontane o scorci naturali. Il criptoportico funge da passaggio tra la parte alta del parco e i terrazzamenti inferiori.
Nel corso dell’Ottocento le gallerie furono ampliate, mentre con il passaggio dell’area al Comune e la trasformazione in Giardino Pubblico, il Criptoportico conobbe un lungo periodo di abbandono e utilizzi impropri, fino a essere in parte occupato da impianti tecnici e in parte adibito a deposito, perdendo progressivamente la sua funzione originaria. Il luogo è rimasto per lungo tempo chiuso al pubblico, salvo aperture straordinarie, come quelle in occasione delle Giornate Fai.
Oggi, grazie agli interventi di ripulitura, al recupero delle superfici, alla nuova pavimentazione e all’illuminazione studiata per valorizzare l’ambiente e i reperti rinvenuti, realizzati dall’amministrazione comunale, questo straordinario spazio sotterraneo viene restituito alla città come luogo di memoria e di cultura.
Nell’ambito delle attività di promozione e in vista delle Giornate di Primavera del 21 e 22 marzo, il FAI ha realizzato riprese all’interno del Criptoportico durante un’esibizione artistica degli studenti dell’Istituto Omnicomprensivo Angelo Musco, che hanno animato le gallerie con musica e performance coreutiche per la realizzazione di un video promozionale destinato alla diffusione nazionale, alla presenza del sindaco Enrico Trantino e dell’assessore al Verde Giovanni Petralia, insieme ai tecnici della Direzione comunale Verde.
Inoltre, per garantire un’apertura stabile al pubblico e favorire la conoscenza di questo ambiente ipogeo restituito alla città, il Comune di Catania ha stipulato una convenzione con il Liceo Statale Enrico Boggio Lera, i cui studenti svolgeranno il ruolo di guide e ciceroni nell’ambito dei percorsi di formazione scuola lavoro, illustrando ai visitatori la storia e le peculiarità del luogo.
Il Criptoportico è visitabile ogni domenica, a partire dal 15 febbraio, dalle ore 9.30 alle 12.30.
«Il Criptoportico rappresenta un luogo di straordinario valore simbolico per Catania, per due secoli abbandonato e oggi finalmente restituito alla comunità. Con questo intervento, per cui ringraziamo i ragazzi del Boggio Lera e la direzione scolastica, recuperiamo un importante bene storico e riaffermiamo il legame della città con la propria memoria» dichiarano il sindaco Enrico Trantino e l’assessore al Verde, Giovanni Petralia.
«Il nostro impegno - aggiungono sindaco e assessore - è quello di valorizzarlo ancora di più, promuovendo una organizzazione delle visite sempre più strutturata e stabile, capace di inserirlo in modo duraturo nei percorsi culturali e turistici, affinché questo spazio recuperato diventi un punto di riferimento per l’identità e la storia di Catania».
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