CRONACA

Sciopero del 30 ottobre, chi si ferma a Palermo: le info, dal corteo a bus e treni

"Il giorno della rabbia" è lo slogan della mobilitazione nazionale indetta da Usb, a cui partecipano studenti e lavoratori. Possibili disagi, cosa c'è da sapere

Anna Follari
Giornalista
  • Pubblicato il
    29 ottobre 2026

Un'immagine dello sciopero contro il carovita del 22 ottobre a Palermo (foto di Ferdinando Lo Monaco)

Non si placa il vento di dissenso che da settimane anima le piazze di tutta Italia. Al nuovo sciopero generale, indetto dall’Unione sindacale di base (Usb) per domani, 30 ottobre, anche Palermo sarà presente.

Il corteo

L’incontro è programmato per le 9.00 a piazza Castelnuovo (nota come piazza Politeama), e coinvolge tutte le categorie: dagli studenti ai lavoratori, passando per gli agricoltori, autotrasportatori fino ai pensionati e senza casa. «Il giorno della rabbia. Il 30 ottobre blocchiamo tutto. Voi ci togliete il presente, noi ci prendiamo il futuro», è lo slogan di presentazione della manifestazione.

Ma sul più bello, arriva la precettazione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini: ha rinviato lo sciopero in tutti i principali settori dei trasporti, dai treni agli aerei, fino a bus, taxi e trasporti marittimi.

Ma Usb non arretra: «Disobbediamo: un’altra scelta repressiva che impedisce lo strumento del conflitto previsto dalla costituzione a disposizione dei lavoratori e che rischia solo di esacerbare gli animi e gettare altra benzina sul fuoco», si legge.

Le ragioni della protesta: salari bassi, caro affitti e riarmo

Al centro della protesta il caro vita che abbraccia ogni settore della vita quotidiana, le spese militari, la precarietà e le difficoltà legate all’accesso alla casa.

«Il 30 ottobre tutta l’Italia che è stanca di vedersi rubare il futuro porterà in piazza le solide ragioni della sua protesta – si legge in una nota di Usb nazionale - Hanno provato a convincerci che la funzione dello Stato non debba più essere diretta ad erogare servizi pubblici ed assicurare welfare: hanno fatto finta di non sapere che in questi anni crescevano i guadagni delle banche e delle grandi imprese e che il 10% delle famiglie più ricche è arrivato a detenere più del 60% della ricchezza netta nazionale, mentre il 50% più povero deve accontentarsi del solo 7,2% del totale».

Fra i motivi della protesta anche la deindustrializzazione del paese: «Nel solo 2025 hanno chiuso quasi 300mila imprese, mentre quelle che rimangono sono sempre più piccole e fragili. Abbiamo raggiunto la cifra di 5milioni e 400mila poveri che corrispondono a quasi il 10% della popolazione. Ci sono 3 milioni e 200mila precari e il lavoro sottopagato riguarda ben 2 milioni e mezzo di lavoratori», dichiarano.

Cresce il costo della vita ma «i salari sono fermi da anni e l’Italia è l’unico paese occidentale dove si registra una diminuzione del potere d’acquisto delle retribuzioni negli ultimi trent’anni. Dal 2019 al 2025 le retribuzioni medie hanno perso almeno il 10% del potere d’acquisto, cioè i prezzi sono cresciuti molto più dei salari».

Che succede a treni, bus e tram

Nessuno stop per la circolazione dei treni. A confermarlo è un comunicato: «In seguito al differimento dello sciopero generale nazionale, la circolazione ferroviaria sarà regolare tra giovedì 29 e venerdì 30 ottobre. Il Gruppo FS ha confermato che i treni circoleranno secondo il normale orario di servizio, senza le modifiche inizialmente previste. I viaggiatori potranno consultare i canali ufficiali di Trenitalia per eventuali aggiornamenti», si legge.

Potrebbe essere differente la situazione per il trasporto pubblico locale di autobus e tram. A comunicarlo è Amat: «Si precisa che la Commissione di Garanzia, ha rilevato che detto sciopero non rispetta il divieto di tali azioni nel periodo 30 ottobre – 5 novembre in ragione della franchigia legata alla Commemorazione dei defunti. A tal proposito, è possibile leggere l’ordinanza emanata in data 27 ottobre 2026, dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Non si escludono, comunque, disagi per l’utenza».
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