CULTURA

Trovata un'anfora nella baia di Mondello: un tesoro di 2000 anni a 300 metri dalla costa

Ad effettuare il recupero i sommozzatori della polizia, della guardia costiera e gli archeologi della Sovrintendenza del mare, dopo l’allarme lanciato da un sub

Aurelio Sanguinetti
Esperto di scienze naturali
  • 24 agosto 2026

Mondello

Durante la scorsa settimana, nella baia di Mondello è avvenuto un particolare recupero che ai più ha ricordato lo spot di un famoso amaro italiano, in cui si affermava che l’importante era che «quel vecchio vaso andava portato in salvo». E in effetti ciò che emerso dalle sabbie di Mondello è molto coerente con il contenuto di questo spot: un’antica anfora di terracotta, probabilmente di origine romana, realizzata circa 2.000 anni fa e nascosta a circa 300 metri dalla costa, a oltre 10 metri di profondità.

Il recupero

Ad effettuare il recupero del bene sono stati i sommozzatori della polizia, della guardia costiera e gli archeologi della Sovrintendenza del mare, che hanno prontamente risposto all’allarme lanciato da un sub amatoriale, presente a Mondello per le vacanze, impegnato a perlustrare per passione la zona prossima all’Antico stabilimento balneare.

Il reperto, quasi del tutto intatto, sembra un’anfora di tipologia Dressel 1A, solitamente utilizzata dai romani tra il II e il I secolo a. C. per il trasporto del vino e di altre derrate alimentari, come la famosa salsa garum, di cui abbiamo parlato spesso e di cui conosciamo grazie alle fonti storiche la sua (a tratti disgustosa) preparazione, essendo prodotta a partire dalla fermentazione delle interiora di pesce e dei mitili.

Per avere tuttavia conferma che si tratti veramente di una anfora di tipologia Dressel 1A, gli archeologi dovranno studiare attentamente il reperto, che emergeva dal fondale lontano da qualsiasi relitto o altro ritrovamento.

La scoperta del sub

A far emergere l’anfora e a favorire il ritrovamento da parte del sub amatoriale è stato probabilmente il mal tempo che ha colpito la costa siciliana l’inverno scorso, smuovendo le sabbie che ricoprivano il reperto. È anche probabile che altre anfore e relitti si nascondino sotto la sabbia di Mondello, ma dovrà passare del tempo per accertarsene.

Di certo sappiamo che ai tempi dei romani – in realtà sin da prima, ai tempi dei Punici - Palermo era uno scale commerciale molto importante della Sicilia settentrionale e della Sicilia occidentale, tanto che il suo nome specifica la sua naturale funzione di “porto” in una costa particolarmente ricca e ospitale. Mondello, invece, rimase una palude e una piccola comunità di pescatori fino alla fine dell’Ottocento, quando l’ingegneria permise di allontanare le acque dall’entroterra.
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