METEO

In Sicilia l'autunno sarà più caldo del solito, Mercalli: "Non è solo per El Niño"

Il lieve calo delle temperature non deve trarci in inganno, perché questa stagione sarà diversa e i dati lo lasciano già pensare. L'intervista a Luca Mercalli

  • Pubblicato il
    24 settembre 2026

Caldo

Quanti, con l’arrivo dell’autunno, non si erano già preparati a fare una delle pratiche che fa più sudare dei 40° dell’estate siciliana? Stiamo parlando, ovviamente, del cambio stagione, quando togliamo via costumi, canotte e shorts (sinora poggiati su di una sedia o sulla cyclette che abbiamo comprato per rimetterci in forma a partire da chissà quale lunedì) per cominciare a tirare fuori camicie, blazer e collant.

Un autunno più caldo nel normale

Ebbene, sembra proprio che dobbiamo aspettare ancora un po’. Il lieve calo delle temperature delle scorse settimane non deve trarci in inganno, perché questo potrebbe essere un autunno più caldo del normale. Siamo, al momento, ancora nel campo delle ipotesi, ma i dati lo lasciano già pensare. E la colpa non è solo di "El Niño", il surriscaldamento anomalo dell'Oceano Pacifico che, già a giugno, aveva promesso di infiammare, per sei mesi, (anche) la Sicilia.

Una promessa che, dobbiamo dire, ha ampiamente mantenuto (e ce ne siamo accorti): in Italia, dal 1950 ad oggi, i dati dell’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche, confermano che la bella stagione 2026 è stata la più calda, con un rialzo delle temperature rispetto all’anno precedente.

Nel mese di agosto si è registrato lo scostamento maggiore, con una temperatura media sul territorio nazionale di 25,6 gradi centigradi e un’anomalia termica di +5,2°C rispetto alla temperatura media nel mese di agosto della climatologia 1951-1980 e di +3,5°C rispetto alla media di agosto della climatologia 1991-2020, superando i casi del 2017 e del 2024, dopo che già luglio lo era stato.

A livello planetario, agosto 2026 è stato, inoltre, il mese in assoluto più caldo nel database ERA5 dal 1940 per quanto riguarda le temperature dell'aria, con un’anomalia di +0,85 °C rispetto al 1991-2020, e +1,65 °C rispetto alla media del periodo 1850-1900, a pari merito con luglio 2023.

Le previsioni di Luca Mercalli

Con queste premesse, allora, cosa ci aspetta per l’autunno? «Abbiano una tendenza ad avere un autunno più caldo del normale – fa sapere Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana -. Tuttavia, non ci sono dettagli e non possiamo ancora sapere se sarà piovoso o meno. Il mare è caldo e il pianeta si sta scaldando. Ci sono, di conseguenza, elevate probabilità che anche l’autunno sia più caldo del normale».

Al momento le previsioni non possono essere più precise, visto che, secondo l’esperto, quelle alle quali potersi affidare per avere un dato preciso, su di una determinata località, fanno riferimento a 10 giorni circa. «Questa possibile tendenza ad avere un autunno più caldo del solito – prosegue Mercalli - non è dovuta solo a "El Niño", che si trova nel Pacifico: anche senza di lui ci sarebbe più caldo del normale. «El Niño" si aggiunge, dando un ulteriore contributo al risaldamento del pianeta e qualcosa arriverà anche in Sicilia».

Sul riscaldamento del pianeta, ormai, sappiamo bene a cosa sia dovuto: l’inquinamento da parte delle attività umane, come petrolio e gas, che scaldano il pianeta, e l’uso dei combustibili fossili. Insomma, nulla di certo, al momento, ma i fenomeni registrati, nei mesi scorsi, lasciano intendere che anche l’autunno potrebbe essere più caldo del solito, una sorta di "quasi estate prolungata".

A livello europeo e globale, infatti, come riporta la Società Meteorologica Italiana, gli eventi di afa, ripetuti e straordinari a partire da fine maggio, si sono, inoltre, associati a una siccità severa, con estrema aridità dei suoli, incendi forestali e notevoli magre dei grandi corsi d'acqua anche nel settore centro-orientale del continente, con gravi conseguenze su agricoltura, produzione energetica, trasporti ed economia in generale. Un quadro che si è lievemente ripreso solo con le piogge di fine agosto.

«Considerando l'Europa nel suo insieme – prosegue la Società - l'estate 2026 risulta invece terza tra le più calde (dopo quelle del 2024 e 2022), con il contributo di temperature più vicine al normale nel Nord e nell'Est del continente. Ma anche le temperature medie mensili della superfice oceanica globale sono state le più elevate, pari solo a quelle di marzo 2024, un record a cui, oltre al riscaldamento globale antropogenico, ha contribuito l'intensificazione di "El Niño», nel Pacifico tropicale che è atteso in ulteriore rafforzamento nei prossimi mesi fino a raggiungere livelli potenzialmente storici con acque eccezionalmente calde.
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