"Colloqui" tra grandi artiste a Gibellina: la nuova mostra alla Fondazione Orestiadi
Dettaglio di un'opera esposta alla mostra "Colloqui"
La Fondazione Orestiadi – Museo delle Trame Mediterranee di Gibellina presenta "Colloqui", una mostra collettiva che pone in dialogo le opere, i linguaggi e le memorie di cinque figure centrali della storia culturale e artistica del secondo Novecento.
In esposizione fino al 19 aprile 2026 negli spazi del Museo, l’esposizione riunisce il lavoro di Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot e Nanda Vigo, artiste che hanno segnato momenti diversi e significativi nella vicenda artistica di Gibellina, città simbolo della rinascita culturale dopo il terremoto del 1968.
Il termine "colloquio", per come è pensato, evoca una conversazione aperta tra arti, generazioni e comunità, mettendo in relazione differenti pratiche espressive e invitando a guardare al patrimonio culturale di Gibellina come risorsa viva per la ricerca contemporanea.
La mostra offre così uno sguardo profondo sull’eredità estetica e civile di queste artiste, esplorando i legami tra memoria, città e creatività e mostrando come il confronto tra percorsi differenti possa generare nuovi significati e rinnovate prospettive per l’arte di oggi.
In esposizione fino al 19 aprile 2026 negli spazi del Museo, l’esposizione riunisce il lavoro di Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot e Nanda Vigo, artiste che hanno segnato momenti diversi e significativi nella vicenda artistica di Gibellina, città simbolo della rinascita culturale dopo il terremoto del 1968.
Il termine "colloquio", per come è pensato, evoca una conversazione aperta tra arti, generazioni e comunità, mettendo in relazione differenti pratiche espressive e invitando a guardare al patrimonio culturale di Gibellina come risorsa viva per la ricerca contemporanea.
La mostra offre così uno sguardo profondo sull’eredità estetica e civile di queste artiste, esplorando i legami tra memoria, città e creatività e mostrando come il confronto tra percorsi differenti possa generare nuovi significati e rinnovate prospettive per l’arte di oggi.
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