La regina maledetta di Rossini seduce Palermo: "Semiramide" al Teatro Massimo
"Semiramide" al Teatro Massimo
L'opera, scritta nel 1823 per La Fenice di Venezia e mai eseguita prima d’ora sul palco del Teatro Massimo, torna a Palermo dopo l'ultima rappresentazione avvenuta al Politeama Garibaldi nel 1878.
Un capolavoro nato in un momento di grazia privata e professionale del compositore che la portò a compimento poco prima del suo definitivo trasferimento a Parigi e subito dopo il matrimonio con la sua musa, la primadonna Isabella Colbran.
L’allestimento, proveniente dall’Opéra de Rouen-Normandie, porta la firma del regista francese Pierre-Emmanuel Rousseau (regia, scene e costumi) che traspone la vicenda della regina assiro-babilonese in una New York contemporanea, cupa e decadente.
Ispirandosi alla visione biblica di Babilonia come metropoli del vizio e dell'immoralità, Rousseau trasforma la corte antica in un’arena di potere oppressiva, dove tra pareti di marmo nero e luci al neon si consumano rituali di violenza sanguinaria.
Collaborano alla messinscena il light designer Gilles Gentner che scolpisce lo spazio con un chiaroscuro drammatico, Achille Jourdain (assistente alla regia) e Carlo D’Abramo (azioni mimiche).
Alla guida dell’Orchestra e del Coro del Teatro Massimo (preparato dal Maestro Salvatore Punturo) è il direttore d’orchestra americano Christopher Franklin, profondo conoscitore del repertorio rossiniano, direttore principale dell'Opera di Minneapolis.
Il cast conta su grandi interpreti, a partire da Vasilisa Berzhanskaya nel ruolo del titolo (in alternanza con Maria Grazia Schiavo), che affronta la parte scritta da Rossini per l’amata Isabella Colbran. Accanto a lei, il mezzosoprano palermitano Chiara Amarù veste i panni di Arsace, uno dei più importanti ruoli rossiniani en travesti, figura amletica e pura che si muove in un mondo dominato dalla corruzione (in alternanza con Ginger Costa-Jackson).
Completano il cast Mirco Palazzi e Nahuel Di Pierro nei panni dello spietato e ambizioso principe Assur, amante di Semiramide, mentre Maxim Mironov e Antonino Siragusa si alternano nelle repliche per il ruolo di Idreno, insieme a Francesca Cucuzza (Azema), Adriano Gramigni (Oroe / L’ombra di Nino) e Samuele Di Leo (Mitrane).
La vicenda, dalle forti assonanze shakespeariane è ambientata nei meandri di una Babilonia/New York decadente e corrotta e ruota attorno alla figura della regina Semiramide, che quindici anni prima, con l’aiuto dell’amante Assur, ha avvelenato il marito, il Re Nino.
Mentre l’ombra del sovrano ucciso reclama vendetta e il trono attende un erede, la regina s’innamora del giovane e valoroso guerriero Arsace, ignorando che dietro la sua identità si celi in realtà il figlio Ninia, creduto morto, legittimo successore al trono.
Semiramide, regina e madre, si scopre carnefice e vittima allo stesso tempo: donna ferita in bilico tra il trono e l’abisso, prigioniera del desiderio sensuale e del potere che la porta prima a uccidere il marito e legarsi ad Assur, poi a cercare di sedurre inconsapevolmente il figlio perduto.
La catarsi finale si compie nell'oscurità del mausoleo di Nino: in un tragico errore indotto dal destino, Arsace trafigge a morte la madre credendo di colpire il rivale Assur. Con la morte della regina sale al trono un erede che è al contempo il giustiziere di sua madre.
|
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
|
























