Dal periodo islamico alle rivoluzioni urbanistiche: il tour serale nei meandri della Kalsa
Terradamare organizza un tour serale tra le vie del quartiere Kalsa di Palermo, in programma per sabato 27 agosto alle ore 21.00.
La Kalsa è un quartiere in cui si raccolgono una serie di elementi storici e antropologici, dal periodo islamico alla bellezza delle dimore nobiliari, fino alle rivoluzioni urbanistiche create dai muri della città, un quartiere, dunque, ricco di vie affascinanti e denso di storie.
Le sue lontane origini hanno come inizio ideale nel nostro racconto da Porta dei Greci, una delle porte monumentali di Palermo, che si trova a pochi passi dal Foro Italico, un arco a tutto sesto, in cui il bugnato favorisce gli elementi plastici e chiaroscurali in uno stile vivacemente manieristico, dettaglio particolare è la feritoia da dove si abbassava la “saracinesca” posta in difesa degli eventuali nemici.
Una parte della città, con delle caratteristiche inusuali, sorta come la cittadella fortificata dell’emiro, sede della sua corte, ma, in perenne evoluzione, la trasformazione del quartiere, e, di conseguenza il tessuto sociale di alto livello e la ricchezza economica è testimoniata dalla realizzazione, alla fine del Quattrocento, dei due palazzi realizzati dall’architetto Matteo Carnalivari, dal maestro portolano Francesco Abatellis e il barone Guglielmo Aiutamicristo, dunque, una configurazione urbanistica decisamente diversa dal secolo Trecento.
La Kalsa è un quartiere in cui si raccolgono una serie di elementi storici e antropologici, dal periodo islamico alla bellezza delle dimore nobiliari, fino alle rivoluzioni urbanistiche create dai muri della città, un quartiere, dunque, ricco di vie affascinanti e denso di storie.
Le sue lontane origini hanno come inizio ideale nel nostro racconto da Porta dei Greci, una delle porte monumentali di Palermo, che si trova a pochi passi dal Foro Italico, un arco a tutto sesto, in cui il bugnato favorisce gli elementi plastici e chiaroscurali in uno stile vivacemente manieristico, dettaglio particolare è la feritoia da dove si abbassava la “saracinesca” posta in difesa degli eventuali nemici.
Una parte della città, con delle caratteristiche inusuali, sorta come la cittadella fortificata dell’emiro, sede della sua corte, ma, in perenne evoluzione, la trasformazione del quartiere, e, di conseguenza il tessuto sociale di alto livello e la ricchezza economica è testimoniata dalla realizzazione, alla fine del Quattrocento, dei due palazzi realizzati dall’architetto Matteo Carnalivari, dal maestro portolano Francesco Abatellis e il barone Guglielmo Aiutamicristo, dunque, una configurazione urbanistica decisamente diversa dal secolo Trecento.














