Dalla Meschita ebraica alla Al Khalisa araba: la passeggiata tra le vie di Palermo
Un itinerario d’atmosfera perfetto per le serate estive che fa parte della rassegna come un classico intramontabile che racconta le radici della nostra città, attraversando quello che fu un luogo chiuso tra due mondi, quello arabo e quello ebraico, il rione giudaico e quello islamico sovrapposti nella storia della Palermo antica.
L’evento è in programma per il 25 agosto 2022 alle ore 20.15 con raduno dei partecipanti presso i Quattro Canti, angolo via Maqueda Piazza Pretoria (il costo dell'evento pari a 10 euro comprende la guida turistica abilitata con audio guida amplificata e degustazione finale con pane e panelle della tradizione araba oppure con pane "ca mieusa" della tradizione ebraica).
I simboli e i riti, i talismani e le vicende di due popoli che hanno fatto la storia della Palermo dei rabbini e dei califfi, dei commercianti e dei principi, nella vita medievale che arriva fino alla caduta dei due imperi – quello arabo prima e normanno successivamente – dove si trovano le radici della nostra cultura e delle nostre tradizioni.
Dall’accesso dove prima era locata la porta di ferro, passando poi per il ponticello del Kemonia, arrivando a Palazzo Marchesi dove resiste l’ipogeo del mikvéh, si immaginerà il quartiere degli abili artigiani che vivevano nei vicoli tra San Cristoforo, Calderai e Giardinaccio.
Laddove presumibilmente restava la magnifica Sinagoga oggi sede dell’Archivio Storico restaurato dall’Almeyda, ci si troverà ad ascoltare le storie di gastronomia legate a riti e ai precetti delle due religioni dove si trovava allora il macello nei pressi di Santa Cecilia.
Immaginando l’antica cittadella araba dove gli emiri musulmani vivevano chiusi nella fortificazione della “al halisah - l'eletta” tra palazzi e giardini di cui oggi si rimangono soltanto tracce, sulle quali camminano leggende tra il culto e suggestione.
Per concludere ci si fermerà nei pressi del porto della Cala per gustare il sapore della tipica vastedda con la Milza di origine ebraica oppure le panelle degli Arabi, dominatori della Sicilia a cavallo tra il IX° e l’XI° secolo, già esperti gastronomi, che con la macina dei ceci ricavavano già la farina per un impasto cotto su pietra.
L’evento è in programma per il 25 agosto 2022 alle ore 20.15 con raduno dei partecipanti presso i Quattro Canti, angolo via Maqueda Piazza Pretoria (il costo dell'evento pari a 10 euro comprende la guida turistica abilitata con audio guida amplificata e degustazione finale con pane e panelle della tradizione araba oppure con pane "ca mieusa" della tradizione ebraica).
I simboli e i riti, i talismani e le vicende di due popoli che hanno fatto la storia della Palermo dei rabbini e dei califfi, dei commercianti e dei principi, nella vita medievale che arriva fino alla caduta dei due imperi – quello arabo prima e normanno successivamente – dove si trovano le radici della nostra cultura e delle nostre tradizioni.
Dall’accesso dove prima era locata la porta di ferro, passando poi per il ponticello del Kemonia, arrivando a Palazzo Marchesi dove resiste l’ipogeo del mikvéh, si immaginerà il quartiere degli abili artigiani che vivevano nei vicoli tra San Cristoforo, Calderai e Giardinaccio.
Laddove presumibilmente restava la magnifica Sinagoga oggi sede dell’Archivio Storico restaurato dall’Almeyda, ci si troverà ad ascoltare le storie di gastronomia legate a riti e ai precetti delle due religioni dove si trovava allora il macello nei pressi di Santa Cecilia.
Immaginando l’antica cittadella araba dove gli emiri musulmani vivevano chiusi nella fortificazione della “al halisah - l'eletta” tra palazzi e giardini di cui oggi si rimangono soltanto tracce, sulle quali camminano leggende tra il culto e suggestione.
Per concludere ci si fermerà nei pressi del porto della Cala per gustare il sapore della tipica vastedda con la Milza di origine ebraica oppure le panelle degli Arabi, dominatori della Sicilia a cavallo tra il IX° e l’XI° secolo, già esperti gastronomi, che con la macina dei ceci ricavavano già la farina per un impasto cotto su pietra.














