Gli "Universi Silenziosi" di Arianna Di Romano: la mostra fotografica a Palazzo Branciforte
"Is Cerbus. La Tradizione" di Arianna Di Romano (Sinnai, Sardegna)
Il silenzio è un universo, non la semplice assenza di suono o di voce. Lo sa bene Arianna Di Romano, fotografa nata in Sardegna e tornata alle radici paterne, in Sicilia: due isole che fanno del silenzio una narrazione, dello sguardo un racconto.
La mostra "Universi Silenziosi", curata da Gabriele Accornero, che si è inaugurata sabato 19 marzo al Monte dei pegni di Santa Rosalia, a Palazzo Branciforte, è un percorso di sguardi che travalicano i confini insulari. Sguardi catturati, inaspettati o ricambiati.
La mostra rimane visitabile fino al 19 giugno, dal martedì alla domenica, dalle ore 9.30 alle 19.30 (con ultimo ingresso alle 18.30).
Un ascolto che si fa dialogo tra il fotografo e il soggetto fotografato: nell’intensità di un vecchio sardo, nelle fattezze ricciute di un bambino in cui sembra incarnarsi un puttino di Serpotta. E in giro per il mondo, perché il silenzio è un linguaggio universale eppure sconosciuto ai più.
La mostra "Universi Silenziosi", curata da Gabriele Accornero, che si è inaugurata sabato 19 marzo al Monte dei pegni di Santa Rosalia, a Palazzo Branciforte, è un percorso di sguardi che travalicano i confini insulari. Sguardi catturati, inaspettati o ricambiati.
La mostra rimane visitabile fino al 19 giugno, dal martedì alla domenica, dalle ore 9.30 alle 19.30 (con ultimo ingresso alle 18.30).
Un ascolto che si fa dialogo tra il fotografo e il soggetto fotografato: nell’intensità di un vecchio sardo, nelle fattezze ricciute di un bambino in cui sembra incarnarsi un puttino di Serpotta. E in giro per il mondo, perché il silenzio è un linguaggio universale eppure sconosciuto ai più.
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