Il mito dell’Odissea raccontato dalle donne: "Gli occhi di Omero" in scena a Palermo
Fanny Gilles
E se Omero fosse stata una donna? A Palermo si rilegge il mito dell’Odissea attraverso lo sguardo delle sue protagoniste femminili.
“Gli occhi di Omero (Les yeux d’Homère)”, lo spettacolo scritto e diretto da Francesco Zarzana e Fanny Gilles, arriva al Teatro Apparte sabato 21 marzo alle ore 21.00 e domenica 22 marzo alle ore 18.00.
La pièce nasce da una suggestiva ipotesi avanzata in ambito accademico: che Omero fosse in realtà una donna, forse la prima poetessa greca capace di cantare per un mondo dominato dagli uomini le gesta eroiche del sesso opposto. Una prospettiva che aprirebbe a una lettura diversa dell’Odissea, in cui l’impianto narrativo e il ruolo centrale delle figure femminili lascerebbero emergere uno sguardo profondamente femminile.
Il teatro, nella sua dimensione onirica, immagina dunque questa possibilità e la trasforma in racconto scenico. In scena, una donna si siede ogni giorno accanto a un anziano cieco sui gradini della sua dimora e gli racconta le storie delle grandi protagoniste dell’Odissea: Nausicaa, Circe, Calipso, Atena, le Sirene, Scilla, Euriclea, Penelope. Una dopo l’altra, queste figure prendono vita e si raccontano al pubblico, portando con sé drammi, paure, desideri e contraddizioni.
La rilettura dell’opera in chiave femminile diventa così anche un modo per dare voce a una genealogia di figure spesso marginalizzate o condannate: donne abbandonate, violate, tradite o punite. Personaggi come Calipso, costretta alla solitudine eterna, Circe, che si vendica degli uomini trasformandoli in porci, o Penelope, simbolo di un’attesa infinita, diventano specchi di una condizione femminile che attraversa i secoli.
In questo racconto mitico si riflettono le paure e le contraddizioni di una cultura dominata dallo sguardo maschile. Le donne dell’Odissea emergono come figure “altre”, portatrici di una forza e di una complessità spesso negate, capaci di rivelare tensioni e conflitti ancora attuali.
A interpretarle tutte è Fanny Gilles, attrice francese di origini siciliane, che recita in italiano dando corpo a ogni personaggio femminile dello spettacolo.
In scena non solo la recitazione: Gilles suona cinque strumenti antichi, esegue composizioni originali da lei scritte e musicate e accompagna il racconto con movimenti coreutici, creando un’esperienza teatrale che unisce parola, musica e danza.
Il testo e la messa in scena, realizzati insieme al regista Francesco Zarzana, costruiscono una struttura ricca di suggestioni capace di restituire al pubblico la potenza evocativa del mito antico.
Lo spettacolo sarà rappresentato anche in Francia e in lingua francese, a testimonianza di un progetto artistico pensato per attraversare confini culturali e linguistici.
“Gli occhi di Omero (Les yeux d’Homère)”, lo spettacolo scritto e diretto da Francesco Zarzana e Fanny Gilles, arriva al Teatro Apparte sabato 21 marzo alle ore 21.00 e domenica 22 marzo alle ore 18.00.
La pièce nasce da una suggestiva ipotesi avanzata in ambito accademico: che Omero fosse in realtà una donna, forse la prima poetessa greca capace di cantare per un mondo dominato dagli uomini le gesta eroiche del sesso opposto. Una prospettiva che aprirebbe a una lettura diversa dell’Odissea, in cui l’impianto narrativo e il ruolo centrale delle figure femminili lascerebbero emergere uno sguardo profondamente femminile.
Il teatro, nella sua dimensione onirica, immagina dunque questa possibilità e la trasforma in racconto scenico. In scena, una donna si siede ogni giorno accanto a un anziano cieco sui gradini della sua dimora e gli racconta le storie delle grandi protagoniste dell’Odissea: Nausicaa, Circe, Calipso, Atena, le Sirene, Scilla, Euriclea, Penelope. Una dopo l’altra, queste figure prendono vita e si raccontano al pubblico, portando con sé drammi, paure, desideri e contraddizioni.
La rilettura dell’opera in chiave femminile diventa così anche un modo per dare voce a una genealogia di figure spesso marginalizzate o condannate: donne abbandonate, violate, tradite o punite. Personaggi come Calipso, costretta alla solitudine eterna, Circe, che si vendica degli uomini trasformandoli in porci, o Penelope, simbolo di un’attesa infinita, diventano specchi di una condizione femminile che attraversa i secoli.
In questo racconto mitico si riflettono le paure e le contraddizioni di una cultura dominata dallo sguardo maschile. Le donne dell’Odissea emergono come figure “altre”, portatrici di una forza e di una complessità spesso negate, capaci di rivelare tensioni e conflitti ancora attuali.
A interpretarle tutte è Fanny Gilles, attrice francese di origini siciliane, che recita in italiano dando corpo a ogni personaggio femminile dello spettacolo.
In scena non solo la recitazione: Gilles suona cinque strumenti antichi, esegue composizioni originali da lei scritte e musicate e accompagna il racconto con movimenti coreutici, creando un’esperienza teatrale che unisce parola, musica e danza.
Il testo e la messa in scena, realizzati insieme al regista Francesco Zarzana, costruiscono una struttura ricca di suggestioni capace di restituire al pubblico la potenza evocativa del mito antico.
Lo spettacolo sarà rappresentato anche in Francia e in lingua francese, a testimonianza di un progetto artistico pensato per attraversare confini culturali e linguistici.
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