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"L'addio alla Corona" a Palermo: Ezio Mauro racconta e celebra la nascita della Repubblica

Balarm
La redazione
  • Pubblicato il
    4 settembre 2026

Ezio Mauro

Dalle ombre del potere al caos delle strade, fino alla sfida decisiva: scegliere tra monarchia e repubblica. Non solo una forma di Stato, ma un destino. Perché la nascita della democrazia italiana è un passaggio fragile, ancora capace di interrogare il presente. In occasione degli ottant’anni dal referendum istituzionale del 2 giugno 1946, Ezio Mauro porta in scena "L’addio alla Corona" (costo: 10 euro - acquista il biglietto).

L'appuntamento è in programma domenica 13 settembre alle 21.15 a Villa Filippina come spettacolo finale di "MADRÈA – La cooperazione in festa", la tre giorni aperta alla città e organizzata da Legacoop Sicilia per far sedere allo stesso tavolo magistrati, cooperatori, economisti, amministratori, studiosi e giornalisti.

Il Quirinale, nell’inverno del 1945, è una soglia nel buio: un palazzo senza luce dove nasce, tra ombre e incertezze, l’Italia del dopoguerra. Nel momento in cui Alcide De Gasperi giura, il Paese è altrove – nelle code per il pane, nel mercato nero, nelle città ferite e senza ordine.

Questo racconto attraversa quel passaggio decisivo: la nascita della Repubblica e il primo grande voto nazionale a suffragio universale, con l’ingresso delle donne nella storia democratica e una nuova generazione chiamata per la prima volta a scegliere il destino del Paese.

Questo reading racconta un'Italia sospesa, dove lo Stato deve ancora esistere e la democrazia è solo una promessa. Da una parte il governo che prova a ricostruire; dall’altra la monarchia di Umberto II di Savoia, logorata e in attesa del giudizio della storia. Intorno, leader come Pietro Nenni e Palmiro Togliatti, mentre il Paese reale scivola tra rivolte, miseria e violenza.
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