La Palermo anni Ottanta del Punk in bianco e nero: le fotografie di Fabio Sgroi
La Palermo degli anni Ottanta tra punk, Dr. Martens, anfetamine, risse, sbirri, treni regionali, soprannomi. Una Palermo che non ti aspetti, perlomeno da fuori, quella raccontata dalle fotografie di Fabio Sgroi in mostra a Palermo alla Galleria d'arte DOM art_space in piazza Giovanni Meli dal 6 al 18 giugno.
Palermitano, classe 1965, Sgroi ha iniziato a scattare nell’84, ha collaborato con il quotidiano L’Ora dall’86 all’88, costruendosi poi una carriera piena di pubblicazioni, mostre, premi, residenze artistiche e reportage.
A commentare il lavoro del fotografo un artista contemporaneo, Francesco De Grandi, che scrive: «Punk, anarchici valprediani eravamo LA CUBA, un gruppo di attrattori impazziti, un avamposto Cyberpunk nell’interzona della Palermo anni Ottanta spazzata dal vento dell’eroina statale di Villa Siringa e del Liceo Artistico puzza di piedi. Disegnatori di altri mondi, di sordide buttane e di mostri malinconici. Stavamo accovacciati sul ponte non terminato di via Belgio, una rampa che si fermava al suo culmine in un groviglio di tondini d’acciaio, verso ciò che restava degli agrumeti della Palermo felicissima, con i piedi-anfibi penzoloni, a passarci le canne di erba di Partinico e meditare di fanzine indipendenti e di fighe spaziali, sotto di noi Aranceti Meccanici a perdita d’occhio».
Finora inedite, le fotografie sono state anche pubblicate dalla casa editrice indipendente Yard Press in un volume stampato in edizione limitata: "Palermo 1984–1986, Early works".
Palermitano, classe 1965, Sgroi ha iniziato a scattare nell’84, ha collaborato con il quotidiano L’Ora dall’86 all’88, costruendosi poi una carriera piena di pubblicazioni, mostre, premi, residenze artistiche e reportage.
A commentare il lavoro del fotografo un artista contemporaneo, Francesco De Grandi, che scrive: «Punk, anarchici valprediani eravamo LA CUBA, un gruppo di attrattori impazziti, un avamposto Cyberpunk nell’interzona della Palermo anni Ottanta spazzata dal vento dell’eroina statale di Villa Siringa e del Liceo Artistico puzza di piedi. Disegnatori di altri mondi, di sordide buttane e di mostri malinconici. Stavamo accovacciati sul ponte non terminato di via Belgio, una rampa che si fermava al suo culmine in un groviglio di tondini d’acciaio, verso ciò che restava degli agrumeti della Palermo felicissima, con i piedi-anfibi penzoloni, a passarci le canne di erba di Partinico e meditare di fanzine indipendenti e di fighe spaziali, sotto di noi Aranceti Meccanici a perdita d’occhio».
Finora inedite, le fotografie sono state anche pubblicate dalla casa editrice indipendente Yard Press in un volume stampato in edizione limitata: "Palermo 1984–1986, Early works".
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