FESTE RELIGIOSE
HomeEventiFeste religiose

La tradizione rivive a Campobello di Mazara: l'altare di San Giuseppe in "Trame di ciniglia"

  • ex Chiesa dell'Addolorata - Campobello di Mazara (Tp)
  • Dal 29 marzo al 12 aprile 2026
  • 11.00 (domenica 29 marzo), dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00 (visite gratuite)
  • Gratuito
Balarm
La redazione
Torna nella domenica delle Palme - domenica 29 marzo - la terza edizione dell’Altare di San Giuseppe a Campobello di Mazara, allestito dalla Pro Loco di Campobello di Mazara e delle frazioni, col patrocinio gratuito del Comune, e dedicato alla memoria dei "mastri" d’altare Baldassare Stallone e Girolama Giorgi, scomparsi anni addietro.

L'appuntamento è domenica 29 marzo con la cena coi Santi e le 101 pietanze offerte da cittadini di Campobello di Mazara. Alle ore 11.00, nella piazza antistante l’ex chiesa dell’Addolorata, si svolge la benedizione delle Palme con don Nicola Patti, poi in corteo i Santi raggiungono la chiesa madre per la celebrazione della santa messa e, al termine, tornano all’ex chiesa dell’Addolorata per il rito della "tuppuliata" e l’ingresso per la cena che durerà l'intero pomeriggio.

Da martedì 31 marzo e domenica 12 aprile, l'altare rimane aperto alle visite gratuite con i seguenti orari: dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00.

Quest’anno, a differenza delle prime due edizioni (2024 e 2025), l’allestimento presso l’ex chiesa dell’Addolorata, con la collaborazione, tra gli altri, degli allievi dei mastri e della figlia, Vita Messana, Vincenzo Luppino, Leonarda Gabriele e Rosetta Stallone, insieme a un gruppo di donne del paese di generazioni diverse che contribuiscono a non far perdere la tradizione, è avvenuto con le coperte di ciniglia, riprendendo una tradizione antica cittadina.

Il tetto, invece, è stato preparato a mano con i veli da sposa, prestati con devozione verso san Giuseppe da più di 150 donne sposate di Campobello di Mazara.

L’uso della ciniglia per gli altari fa parte della tradizione a Campobello di Mazara. Tessuto morbido e vellutato, inventato in Francia verso la fine del XVIII secolo (circa 1780), il nome “ciniglia” deriva dal francese chenille (bruco) per il suo aspetto peloso. In Italia questo particolare tessuto si diffonde negli anni ’70 e avere una copertura di ciniglia a casa era come avere un capo pregiatissimo, anche per l’elevato costo d’acquisto.

Spesso dato in “dote” alle future spose, per decenni, le coperte di ciniglia hanno fatto parte degli arredi di moltissime case di campobellesi. «Quest’anno abbiamo voluto riprendere la tradizione che per decenni ha tramandato mia madre e mio padre – racconta Rosetta Stallone, figlia dei due “mastri” alla cui memoria è dedicato l’altare – abbinando con cura queste magnifiche coperte al tetto realizzato con veli da sposa».

«Quello dell’altare è una tradizione che da tre anni è stata ripresa sulle orme di un percorso di recupero e di memoria – spiega il presidente della Pro Loco, Max Firreri, presidente dal 2022 – un “rito” che abbina fede e comunità. Attorno alla preparazione dell’altare si mette insieme il paese, chi prestando veli e coperte, chi fattivamente partecipando al cantiere. Un patrimonio collettivo che – anche attraverso una mostra fotografica abbinata – vogliamo trasmettere agli alunni delle scuole di Campobello che verranno a visitarlo».
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

COSA C'È DA FARE