"Medea, la strània": lo spettacolo nella corte del Baglio Anselmi del Museo Lilibeo di Marsala
«Medea è una donna che si spiega e ci insegna ad andare oltre il racconto “cuntato” dagli altri e intaccato dal tempo». Queste le parole di Chiara Putaggio sulla sua prima opera teatrale "Medea, la strània", al centro del prossimo e ultimo incontro della rassegna “InMito al Parco” in programma giovedì 12 settembre alle 18.30 nella corte del Baglio Anselmi, con sullo sfondo l'antico giardino del primo Novecento, nel cuore del Parco Archeologico Lilibeo.
L'opera, di e con Chiara Putaggio e Luana Rondinelli, rappresenta un sequel in lingua siciliana del mito della sacerdotessa di Ecate, che, dopo la tragedia, rimasta sola con la Nutrice, ormai anziana, si racconta, si spiega, si svela e apre porte del passato di donna mediterranea, ma anche di “strània”. Definizione che è già ragione e disvelamento di un’identità. A tratteggiare sentimenti, a scandire lo scorrere del tempo e persino ad evocare personaggi, sono le corde sapienti del liuto tiorba del musicista Gabriele Di Pietra.
L'opera, di e con Chiara Putaggio e Luana Rondinelli, rappresenta un sequel in lingua siciliana del mito della sacerdotessa di Ecate, che, dopo la tragedia, rimasta sola con la Nutrice, ormai anziana, si racconta, si spiega, si svela e apre porte del passato di donna mediterranea, ma anche di “strània”. Definizione che è già ragione e disvelamento di un’identità. A tratteggiare sentimenti, a scandire lo scorrere del tempo e persino ad evocare personaggi, sono le corde sapienti del liuto tiorba del musicista Gabriele Di Pietra.














