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"DebuT": collettiva alla Galleria del Teatro Garibaldi

Balarm
La redazione

Gli artisti e i curatori, giovanissimi, si sono incontrati al corso di Stefania Galegati Shines all'Accademia di Belle Arti di Palermo. Lì è nata l'idea di scegliere i più brillanti curatori e chiedere loro di organizzare la mostra dei loro compagni. L'intenzione è quella di dare ai ragazzi uno strumento di lavoro che li renda indipendenti.

Dall'ideazione di un concept, alla scelta delle opere; dalla ricerca dello spazio all'installazione; dalla produzione alla comunicazione, tutto è stato costruito dai giovanissimi artisti e curatori, in uno spirito di collaborazione e di sana competizione.

"Spazioluogo", a cura di Roberta Randisi, si sviluppa a partire da una visione analitica dello spazio urbano. Le opere sono realizzate con diversi mezzi: pittura, fotografia e installazione. Condividono un carattere tendenzialmente geometrico, con campiture cromatiche vivaci ed essenzialità della linea. Tutti i lavori di "Spazioluogo" hanno un impatto visivo immediato dato dalle dimensioni e dal colore, interagendo in maniera decisa con l'architettura della galleria. Tutte le opere offrono spunti di meditazione in proposito al rapporto tra l'individuo e lo spazio che lo circonda mediato dall'itinerario del proprio sguardo.

"Moods", a cura di Erica Zarbo, partendo da un attento studio della storia del ritratto e da una riflessione sugli stati d'animo della società contemporanea presenta una serie di ritratti e autoritratti, che attraverso alcuni dettagli come espressioni, posture, atteggiamenti, abbigliamento, ecc. rappresentano uno spaccato della nostra società. 

"New Wave", a cura di Nadia Pavone, come un onda sonora ci sommerge e ci trascina nell’esplorazione dell'immaginario artistico di un gruppo di giovani artisti, molti dei quali alla prima esperienza. Gli artisti hanno lavorato toccando il tema complesso dell’intimità utilizzando mezzi di diverso tipo come disegno, installazione, video, suono e scultura. L'intimità è alla base della nostra energia vitale, essa si genera attraverso la conoscenza e l'esperienza dell'altro, come una connessione psicofisica che richiede dialogo e vulnerabilità. La mostra New Wave, pone il suo focus sulle relazioni più intime dell'essere umano, presentando una serie di opere che cercano di esplorare le molteplici sfaccettature dell'intimità. 

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