Musica e parola in una delle chiese più belle di Palermo: evento unico a ingresso libero
Un intenso itinerario spirituale e musicale dedicato al mistero della Passione di Cristo in una delle chiese più belle di Palermo. L'appuntamento, giunto alla sua terza edizione, è in programma sabato 28 marzo alle 21.00 all'interno della Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria e vede protagonista il Coro "Giovanni Pierluigi da Palestrina", diretto dal maestro Giosuè D’Asta, su iniziativa e invito del rettore Don Giuseppe Bucaro.
L’appuntamento si inserisce in un percorso annuale in preparazione alla Settimana Santa, che negli anni ha attraversato diversi luoghi significativi del centro storico di Palermo, dalla Chiesa del Santissimo Salvatore alla Chiesa di Santa Ninfa ai Crociferi, trovando quest’anno una nuova cornice nella Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria.
L'evento - "Tenebrae factae sunt" - è concepito come una vera e propria meditazione in musica e parola e si inserisce nel solco della grande tradizione della monodia e della polifonia sacra, con un percorso che attraversa antiche pagine del Medioevo – tra gli antichi inni della Settimana Santa – e la grande stagione della polifonia rinascimentale, fino ad aprirsi a significative risonanze novecentesche. Il programma propone pagine della polifonia di scuola romana, fiamminga e veneziana, delineando un itinerario sonoro raccolto e drammatico insieme.
Tra i momenti più significativi, l’esecuzione degli Improperia (Popule meus) di Giovanni Pierluigi da Palestrina, proposti per la prima volta a Palermo. Elemento distintivo della serata è l’intreccio tra musica e parola: vengono infatti proposti brani tratti da "I Misteri" di Charles Péguy (1873–1914), le cui meditazioni poetiche offriranno una chiave interpretativa intensa e profondamente contemporanea del dramma della Passione.
Ad arricchire e accompagnare il percorso musicale è l’Ensemble Ars Antiqua, con interventi solistici del soprano Lucia Gullo e del contralto Aurora Bruno, sostenuti da strumenti storici – viella, liuto, arciliuto e tiorba – affidati a Silvio Natoli, e dall’organo positivo di Giosuè D’Asta, per un risultato sonoro di grande suggestione e intensità.
“Tenebrae factae sunt” si configura così non come concerto, ma come esperienza spirituale, artistica e di fede, capace di condurre l’ascoltatore dentro il cuore del Triduo pasquale attraverso la forza espressiva della musica e la profondità della parola poetica. Don Giuseppe Bucaro, parroco della Parrocchia San Mamiliano Vescovo e Martire e rettore della Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, già direttore dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Palermo, ha svolto un ruolo determinante nella valorizzazione del complesso monumentale di Santa Caterina, oggi tra i poli culturali e turistici più significativi del centro storico cittadino.
«In un tempo segnato da conflitti e tensioni dell’uomo contro l’uomo – dichiara il maestro Giosuè D’Asta – l’esperienza della Bellezza, intesa non come mera forma estetica, ma come verità, ascolto, dono e relazione, può ancora aprire uno spazio di senso e di speranza. Il cammino del Triduo pasquale ci riporta all’essenziale: Passione, Morte e Risurrezione non sono solo memoria liturgica, ma rivelazione di un mistero che attraversa l’esistenza umana.
Non c’è Risurrezione senza dono di sé, non c’è vita piena senza attraversare il sacrificio e l’amore che si offre senza misura. In questa prospettiva, la musica e la parola diventano luogo di ascolto e di interiorità, capaci di ricondurre l’uomo al cuore del mistero cristiano e a ciò che davvero fonda, orienta e dà senso alla vita, senza censurare alcun aspetto della nostra umanità, anche nella sua fragilità».
Il Coro "Giovanni Pierluigi da Palestrina" di Palermo, fondato nel 1983 da Giovan Battista D’Asta, è una delle realtà corali più importanti e longeve della Sicilia. Nato per valorizzare la polifonia rinascimentale, ha inizialmente approfondito le scuole Romana, Fiamminga e Veneziana, per poi ampliare il repertorio includendo musica gregoriana, medievale, barocca e sacra di epoche successive.
Pur non essendo un coro liturgico, si distingue per l’elevata qualità esecutiva ed è spesso invitato in importanti celebrazioni religiose. È composto da voci selezionate e si caratterizza per rigore stilistico ed eleganza sonora. Nel corso della sua attività ha eseguito opere significative del repertorio sacro europeo (Liszt, Händel, Bach, Vivaldi, Mozart), partecipando a importanti produzioni e collaborando con istituzioni musicali.
Tra gli eventi recenti figurano concerti, festival e workshop di rilievo, oltre a un invito nel 2025 a Palestrina per il 500° anniversario del compositore. Dal 2021 è diretto da Giosuè D’Asta, che ne ha rafforzato e rinnovato l’attività. Con oltre quarant’anni di storia, il coro resta un punto di riferimento nella vita musicale palermitana, unendo tradizione e qualità artistica.
L’appuntamento si inserisce in un percorso annuale in preparazione alla Settimana Santa, che negli anni ha attraversato diversi luoghi significativi del centro storico di Palermo, dalla Chiesa del Santissimo Salvatore alla Chiesa di Santa Ninfa ai Crociferi, trovando quest’anno una nuova cornice nella Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria.
L'evento - "Tenebrae factae sunt" - è concepito come una vera e propria meditazione in musica e parola e si inserisce nel solco della grande tradizione della monodia e della polifonia sacra, con un percorso che attraversa antiche pagine del Medioevo – tra gli antichi inni della Settimana Santa – e la grande stagione della polifonia rinascimentale, fino ad aprirsi a significative risonanze novecentesche. Il programma propone pagine della polifonia di scuola romana, fiamminga e veneziana, delineando un itinerario sonoro raccolto e drammatico insieme.
Tra i momenti più significativi, l’esecuzione degli Improperia (Popule meus) di Giovanni Pierluigi da Palestrina, proposti per la prima volta a Palermo. Elemento distintivo della serata è l’intreccio tra musica e parola: vengono infatti proposti brani tratti da "I Misteri" di Charles Péguy (1873–1914), le cui meditazioni poetiche offriranno una chiave interpretativa intensa e profondamente contemporanea del dramma della Passione.
Ad arricchire e accompagnare il percorso musicale è l’Ensemble Ars Antiqua, con interventi solistici del soprano Lucia Gullo e del contralto Aurora Bruno, sostenuti da strumenti storici – viella, liuto, arciliuto e tiorba – affidati a Silvio Natoli, e dall’organo positivo di Giosuè D’Asta, per un risultato sonoro di grande suggestione e intensità.
“Tenebrae factae sunt” si configura così non come concerto, ma come esperienza spirituale, artistica e di fede, capace di condurre l’ascoltatore dentro il cuore del Triduo pasquale attraverso la forza espressiva della musica e la profondità della parola poetica. Don Giuseppe Bucaro, parroco della Parrocchia San Mamiliano Vescovo e Martire e rettore della Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, già direttore dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Palermo, ha svolto un ruolo determinante nella valorizzazione del complesso monumentale di Santa Caterina, oggi tra i poli culturali e turistici più significativi del centro storico cittadino.
«In un tempo segnato da conflitti e tensioni dell’uomo contro l’uomo – dichiara il maestro Giosuè D’Asta – l’esperienza della Bellezza, intesa non come mera forma estetica, ma come verità, ascolto, dono e relazione, può ancora aprire uno spazio di senso e di speranza. Il cammino del Triduo pasquale ci riporta all’essenziale: Passione, Morte e Risurrezione non sono solo memoria liturgica, ma rivelazione di un mistero che attraversa l’esistenza umana.
Non c’è Risurrezione senza dono di sé, non c’è vita piena senza attraversare il sacrificio e l’amore che si offre senza misura. In questa prospettiva, la musica e la parola diventano luogo di ascolto e di interiorità, capaci di ricondurre l’uomo al cuore del mistero cristiano e a ciò che davvero fonda, orienta e dà senso alla vita, senza censurare alcun aspetto della nostra umanità, anche nella sua fragilità».
Il Coro "Giovanni Pierluigi da Palestrina" di Palermo, fondato nel 1983 da Giovan Battista D’Asta, è una delle realtà corali più importanti e longeve della Sicilia. Nato per valorizzare la polifonia rinascimentale, ha inizialmente approfondito le scuole Romana, Fiamminga e Veneziana, per poi ampliare il repertorio includendo musica gregoriana, medievale, barocca e sacra di epoche successive.
Pur non essendo un coro liturgico, si distingue per l’elevata qualità esecutiva ed è spesso invitato in importanti celebrazioni religiose. È composto da voci selezionate e si caratterizza per rigore stilistico ed eleganza sonora. Nel corso della sua attività ha eseguito opere significative del repertorio sacro europeo (Liszt, Händel, Bach, Vivaldi, Mozart), partecipando a importanti produzioni e collaborando con istituzioni musicali.
Tra gli eventi recenti figurano concerti, festival e workshop di rilievo, oltre a un invito nel 2025 a Palestrina per il 500° anniversario del compositore. Dal 2021 è diretto da Giosuè D’Asta, che ne ha rafforzato e rinnovato l’attività. Con oltre quarant’anni di storia, il coro resta un punto di riferimento nella vita musicale palermitana, unendo tradizione e qualità artistica.
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