"Mutu cu sapi u jocu", lo spettacolo di Provinzano in scena a Castroreale
Dopo "Comu veni Ferrazzano", ormai un classico del regista e attore Giuseppe Provinzano, coprodotto dal Museo Pasqualino e dall’Associazione Babel, sarà la volta di "Mutu cu sapi u jocu", domenica 31 luglio alle 19.30 a Castroreale (Messina) con Incastro-Fest.
È il terzo capitolo che conclude P3-coordinate popolari, la trilogia che ha declinato attraverso i linguaggi scenici contemporanei il patrimonio drammaturgico di Giuseppe Pitrè.
Una performance multidisciplinare tra narrazione e danza contemporanea, dove a Ferrazzano - personaggio dell'opera di Pitrè, trait d'union della trilogia, è dato il compito di condurre lo spettatore tra giochi di strada, in una piazza simbolica che è tutte le piazze del mondo.
Un esperimento multidisciplinare che trova le sue radici drammaturgiche nella raccolta dei Giochi fanciulleschi di Giuseppe Pitrè, un testo che racconta regole, dinamiche e curiosità di quei giochi sociali che hanno animato la vita dei più piccoli e che si muovono oggi in assoluta controtendenza nei confronti delle nuove generazioni troppo attratte dal gioco virtuale.
Un lavoro che vuole invadere gli spazi non convenzionali: spazi vuoti che, alla fine, resteranno pregni della necessità di recuperare il valore sociale di un gioco.
È il terzo capitolo che conclude P3-coordinate popolari, la trilogia che ha declinato attraverso i linguaggi scenici contemporanei il patrimonio drammaturgico di Giuseppe Pitrè.
Una performance multidisciplinare tra narrazione e danza contemporanea, dove a Ferrazzano - personaggio dell'opera di Pitrè, trait d'union della trilogia, è dato il compito di condurre lo spettatore tra giochi di strada, in una piazza simbolica che è tutte le piazze del mondo.
Un esperimento multidisciplinare che trova le sue radici drammaturgiche nella raccolta dei Giochi fanciulleschi di Giuseppe Pitrè, un testo che racconta regole, dinamiche e curiosità di quei giochi sociali che hanno animato la vita dei più piccoli e che si muovono oggi in assoluta controtendenza nei confronti delle nuove generazioni troppo attratte dal gioco virtuale.
Un lavoro che vuole invadere gli spazi non convenzionali: spazi vuoti che, alla fine, resteranno pregni della necessità di recuperare il valore sociale di un gioco.














