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L´Orchestra Sinfonica Siciliana esegue Paganini, Berio e Malipiero

  • Politeama Garibaldi - Palermo
  • - Palermo
  • 16 maggio 2015 (evento concluso)
  • 17:30
  • Da 25 a 10 euro
  • Biglietti acquistabili al botteghino. Informazioni al numero 091.6072532

Appuntamento al Politeama Garibaldi con un repertorio tutto italiano: l'Orchestra Sinfonica Siciliana, con la direzione di Francesco Bossaglia e la partecipazione del violinista Roberto Cani, presenta un programma con musiche di Berio, Paganini, Malipiero.

Si comincia con "Requies" di Berio, lavoro per orchestra da camera, eseguito per la prima volta a Losanna il 26 marzo 1984 sotto la direzione di Armin Jordan, e, nella versione riveduta, ad Aspen il 13 agosto 1985 sotto la direzione dello stesso compositore, rivela la caratteristica peculiare della sua musica. Il brano è dedicato a Cathy Berberian, moglie del grande compositore italiano dal 1950 al 1964, scomparsa, prematuramente all’età di 58 anni, il 6 marzo 1983 a Roma.

Si continua con il "Primo concerto per violino e orchestra" di Paganini, composto tra il 1815 e il 1816, ma pubblicato postumo nel 1851. Il brano si segnala per una difficoltà tecnica quasi proibitiva. In origine la tonalità di questo Concerto era Mi bemolle, mentre la parte del violino era scritta in Re: il violino solista doveva essere accordato un semitono sopra per concordare con l'orchestra, che suonava in Mi bemolle.

L'orchestra eseguirà infine la prima serie di "Pause del silenzio" di Malipiero, composta nel 1917, in un periodo di profonda crisi spirituale indotta dall’infuriare della Grande Guerra. Questa serie, eseguita per la prima volta al teatro Augusteo di Roma il 27 gennaio 1918 sotto la direzione di Bernardino Molinari, presenta uno stretto legame con la difficile contingenza storica. Meno fortunata della prima serie, la seconda, eseguita per la prima volta all’Academy of Music di Filadelfia il 1° aprile 1927 sotto la direzione di Leopold Stokowski, fu composta nel 1926 e inizialmente fu pubblicata con il titolo, suggerito da D’Annunzio, "L’esilio dell’eroe".

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