OPERA, MUSICAL E DANZA
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Sonikète in "Mujeres: L´Assenza e L´Attesa"

  • Gibellina Estate 2013
  • Piazza XV gennaio ´68 - Gibellina (Tp)
  • 22 agosto 2013 (evento concluso)
  • 21.00
  • Ingresso libero

Sonikète prende il nome da "Suono, sonido": è uno dei gruppi più innovativi nel panorama degli stili e delle sonorità alternative e può essere considerato uno tra i pionieri in questo genere. Il suono di "Sonikète" è qualcosa di più, non si tratta solamente di fondere il Flamenco classico e contemporaneo con Jazz ma è un incontro tra questi due generi che si combinano in una melodia armoniosa e coinvolgente ricreando gli stati e la densità della tipica atmosfera e anima Andalusa.

Il Flamenco contemporaneo si basa sulle ricerche dinamiche del gruppo nel flamenco, nella danza contemporanea, nel campo del lavoro corporeo e nella musica. Una forma espressiva del Flamenco senza perdere la struttura tradizionale della Musica, della Danza e del Canto né la sua complessa produzione ritmica ma arricchendola di Suoni particolari non usuali e non previsti nella tradizione portandoli alla nostra Epoca creando una sonorità unica per eccellenza.

Nel Flamenco, centrale è la componente espressiva della danza, che rende il movimento in se stesso assolutamente unico e necessario: il corpo vive l'emozione, rendendo forma e contenuto una unità inscindibile. Il concerto inoltre canta un argomento attualissimo e dei nostri giorni: il mondo delle donne che è un mondo d’assenza e d’attesa. La musica iniziò con un grido che lamentava una perdita. Il grido divenne preghiera e la preghiera speranza, la speranza attesa. Nella preghiera cominciò la musica, che non può cambiare le sue origini. La vita è, soprattutto quando è autentica, “profumo d’assenza”.

Il canto popolare (come la poesia) nasce dall’assenza. Il canto ha sempre adottato come suo referente simbolico qualcosa che non esiste. Vita e poesia, possono essere si mancanza, ma quando sono come nel canto, desiderio di ciò che non c’è ma può esserci, che si chiede, che si vuole conquistare o rivendicare, allora nulla è perduto: la poesia diventa profezia. In questa assenza e attesa le umili anime del mondo si riconoscono. L’attesa è, soprattutto, voce e prerogativa dell’universo femminile.

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