Fuoco - Ballata triste
Un omaggio alle rivoluzioni arabe e ai milioni di uomini e donne senza nome scesi in piazza rivendicando libertà e dignità nei loro paesi. «Non è una questione di fortuna o di occasioni. Era piuttosto, diceva, un problema di ingiustizia, legato alla sventura di essere nato povero».
Così ha inizio “Fuoco-ballata triste” che Liberiteatri mette in scena partendo da un testo di T.B.Jelloun per poeticamente raccontare la storia di Mohamed Bouazizi un uomo moderato, con meno di trent’anni e una laurea, innamorato di una coetanea che sogna di sposare appena avrà i soldi per il matrimonio. L’improvvisa perdita del padre lo costringe invece a pensare alla famiglia e a farsi per necessità venditore ambulante di frutta.
La vita di strada si rivela crudele con lui, che non può permettersi di corrompere la polizia perché tolleri il suo carretto abusivo, e la lotta in nome della madre e dei fratelli più piccoli si scontra con una realtà troppo ostile. Stremato e disperato, senza più fiducia nel futuro, decide di darsi fuoco per attirare l’attenzione del mondo e cambiare le regole del gioco il 17 dicembre 2010 davanti al palazzo del governatorato di Sidi Bouzid: il suo fu un atto di protesta - certamente esasperato e non proporzionale alla causa, ma comunque disperato - contro la decisione delle autorità di sequestrargli la merce. Quel gesto ebbe delle conseguenze imprevedibili, dando l'avvio a quel movimento che ci siamo abituati a chiamare "primavera araba".














