"Les Folies de M. Lecoq": in scena enigmi e tensione
Chi è M. Lecoq? Qual è la sua storia? La compagnia "La Cantinella" ci accompagna in un viaggio enigmatico, uno spettacolo diviso in cinque interventi dell'inquietante e inquieto protagonista, scritto e diretto da Claudia Bua, che andrà in scena nella Sala Strehler del Teatro Biondo.
Sul palco la stessa regista, Luigi Milazzo, Alfredo Chianchiano, Simona Mulia, Rosario Fortunato, Fabio Intravaia e Giorgia Inzerillo danno vita a cinque interventi di M. Lecoq, intervallati da tre scene che raccontano piccole storie.
Le tre scene rappresentano diversità ed emarginazione: la prima ci mostra la vita di una barbona e l'indifferenza ed indignazione del borghese medio alla richiesta di aiuto di questa, la seconda è una fotografia dei soprusi che subiscono i lavoratori immigrati da parte di una classe ricca ed opulenta, mentre la terza ci mostra una seduta tra Freud ed il suo caso più celebre, Anna O.
Al di là della fotografia sociale dell'emarginazione del debole e del diverso, Les folies de M. Lecoq è impregnato di storia del teatro. Il protagonista si esprime o con cartelli in stile cinema muto o borbottando in stile Grammelot.
Oltre a celebrare il teatro del mimo (da qui il nome Lecoq), ricorda gli “intermezzi” delle opere serie, poiché interrompe l'escalation di angoscia dei tre siparietti. Si improvvisa mago, suonatore di bicchieri e ballerino. È presente anche il richiamo all'opera.
Le varie scene sono introdotte dall'apertura e dalla chiusura dei due pannelli, che rappresentano le porte della mente di Lecoq, e ogni scena richiama una parte della storia del teatro, dal teatro d'avanguardia a quello quasi fantascientifico, dal teatro gotico al comico-grottesco.
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