"Mainetto": lo spettacolo al museo delle Marionette Antonio Pasqualino
Tutti i martedì, giovedì e sabato del mese di maggio, il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino realizzerà degli spettacoli tradizionali di opera dei pupi tratti dalla "Storia dei paladini di Francia" di Giusto Lodico.
Martedì 16 maggio alle ore 15 va in scena "Mainetto".
Carlo, su suggerimento dell’amata Galerana, dopo avere partecipato alla giostra sotto il nome di Mainetto, sconfigge tutti e per paura di essere riconosciuto, fugge promettendo di svelare la sua vera identità dopo sei mesi.
Nel frattempo, Bramante irritato con il re Galafro di Spagna per non essere stato chiamato a partecipare alla giostra e indignato con Galerana per essere stato da lei rifiutato come sposo, si accampa sotto le mura di Saragozza, e promette di vendicarsi dichiarando guerra alla Spagna.
Il capitano generale Polinoro, con la spada Durlindana, sfida a singolar tenzone Bulugante, Marsilio, Falserone, Alieno di Salza, re Galafro e persino Morando (vecchio consigliere di re Pipino e maestro di scherma di Carlo) facendoli tutti prigionieri.
Visto l’esito della battaglia e per paura di perdere l’amata Galerana, Carlo ancora una volta indossa le armi e dopo un aspro duello uccide Polinoro e gli sottrae la spada Durlindana. Poi, avendone scoperto il punto debole, la cinghia dell’elmo, grazie all’aiuto di Morando, uccide anche il re Bramante.
Martedì 16 maggio alle ore 15 va in scena "Mainetto".
Carlo, su suggerimento dell’amata Galerana, dopo avere partecipato alla giostra sotto il nome di Mainetto, sconfigge tutti e per paura di essere riconosciuto, fugge promettendo di svelare la sua vera identità dopo sei mesi.
Nel frattempo, Bramante irritato con il re Galafro di Spagna per non essere stato chiamato a partecipare alla giostra e indignato con Galerana per essere stato da lei rifiutato come sposo, si accampa sotto le mura di Saragozza, e promette di vendicarsi dichiarando guerra alla Spagna.
Il capitano generale Polinoro, con la spada Durlindana, sfida a singolar tenzone Bulugante, Marsilio, Falserone, Alieno di Salza, re Galafro e persino Morando (vecchio consigliere di re Pipino e maestro di scherma di Carlo) facendoli tutti prigionieri.
Visto l’esito della battaglia e per paura di perdere l’amata Galerana, Carlo ancora una volta indossa le armi e dopo un aspro duello uccide Polinoro e gli sottrae la spada Durlindana. Poi, avendone scoperto il punto debole, la cinghia dell’elmo, grazie all’aiuto di Morando, uccide anche il re Bramante.














