"Moi et moi-même": lo spettacolo di Silvia Giuffrè al Teatro alla Guilla
Parte la nuova Stagione del Teatro alla Guilla, con un appuntamento che coniuga danza, musica e videomapping: arriva sul palco, sabato 22 e domenica 23 ottobre "Moi et moi-même", spettacolo di e con Silvia Giuffrè.
Sulle musiche originali e le sonorizzazioni di Gabriele Giambertone la danzatrice contemporanea Silvia Giuffrè si muove, regalando una serie di sfumature d'emozione che ben si accorda al video mapping di Cinzia Conte (nota come Vj Contessa).
"Moi et moi-même" è il secondo studio della "Creazione 2016" della Compagnia Omonia- Contemporary Arts diretta da Silvia Giuffrè. Liberamente ispirata al concetto filosofico di durata di Henri Bergson, la pièce è la seconda tappa di un lavoro in progress più complesso, pensata ad hoc per lo spazio della Guilla.
Lo spettacolo è l'espressione di una nuova consapevolezza della danzatrice, che si esprime con un linguaggio più maturo e rappresentativo della nuova fase della sua vita personale e artistica e fa riferimento ai suoi studi di filosofia, mettendo in relazione due mondi complessi e affascinanti.
Sul palco, dunque, una donna con le sue illusioni, il suo conoscersi a fondo: un percorso di svelamento alla ricerca di sé, attraverso diversi stadi emotivi, in cui tempo e spazio appaiono in modo dilatato e pastoso.
Sulle musiche originali e le sonorizzazioni di Gabriele Giambertone la danzatrice contemporanea Silvia Giuffrè si muove, regalando una serie di sfumature d'emozione che ben si accorda al video mapping di Cinzia Conte (nota come Vj Contessa).
"Moi et moi-même" è il secondo studio della "Creazione 2016" della Compagnia Omonia- Contemporary Arts diretta da Silvia Giuffrè. Liberamente ispirata al concetto filosofico di durata di Henri Bergson, la pièce è la seconda tappa di un lavoro in progress più complesso, pensata ad hoc per lo spazio della Guilla.
Lo spettacolo è l'espressione di una nuova consapevolezza della danzatrice, che si esprime con un linguaggio più maturo e rappresentativo della nuova fase della sua vita personale e artistica e fa riferimento ai suoi studi di filosofia, mettendo in relazione due mondi complessi e affascinanti.
Sul palco, dunque, una donna con le sue illusioni, il suo conoscersi a fondo: un percorso di svelamento alla ricerca di sé, attraverso diversi stadi emotivi, in cui tempo e spazio appaiono in modo dilatato e pastoso.
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