Piccolo scarabocchio sotto il cielo
Un frutto appeso ad un albero, un testo-embrione, un fiore che lascia vedere il suo seme. Piccoli scarabocchi sotto il cielo: è un segno impreciso, forse il letto dismesso di un fiume, un tratto, una macchia, uno scarabocchio per l’appunto, inciso a quattro mani, ora spiritoso, ora marcato, ora surreale e impreciso. Sotto il cielo, la parola diventa un rasoio di vecchio salone, un leccasapone “smanciato” sul cuoio, di quei rasoi da mastri-concertino: barba, capelli e chiacchera, chitarra e mandolino, finché un racconto di Daniele Billitteri incontrerà un bruco di nome Salvo Piparo.
Un racconto-crisalide che, cullato dai melismi di Costanza Licata, diviene farfalla














