"Teodorico. Il re barbaro che immaginò l’Italia", il libro di Carlo Ruta a Siracusa
Alla Casa del Libro Mascali, Carlo Ruta presenta il suo ultimo libro "Teodorico. Il re barbaro che immaginò l’Italia" (Edizioni di Storia e Studi Sociali). Lorenzo Guzzardi converserà con l'autore.
Teoderico, re goto in Italia dal 493 al 526, si presenta come una delle figure più forti ed emblematiche dell’Europa tardo-antica. Attraverso la sua vicenda politica egli riesce a rispecchiare la complessità di un’epoca: disordinata, ambigua, travagliata da radicalismi, ma percorsa anche da esperienze di convivenza etnica, di pluralità, di compostezza civile, decoro urbano e contagio religioso e culturale.
Il re barbaro finì con il generare un modello di Stato che ambiva a spendere con lucida determinazione le eredità del passato mentre inaugurava un tipo di convivenza etnica originale: chiuso ma plurale, segnato da rigidi protocolli identitari e in grado di generare condivisioni nel concreto delle cose.
Carlo Ruta da vari decenni opera negli ambiti della ricerca storiografica e dell’informazione italiana. È autore di reportage e inchieste giornalistiche. Ha scritto negli ultimi anni e scrive attualmente su Il Manifesto, Narcomafie, L’isola possibile, Left Avvenimenti, Libera Informazione e Peacelink. Cura inoltre una rubrica di inchieste per il settimanale on-line “Domani”. Diversi suoi reportage sono stati pubblicati su “Articolo 21”, “Antimafia 2000” e altri giornali. È socio onorario di Libera di don Luigi Ciotti e di altre realtà associative.
Teoderico, re goto in Italia dal 493 al 526, si presenta come una delle figure più forti ed emblematiche dell’Europa tardo-antica. Attraverso la sua vicenda politica egli riesce a rispecchiare la complessità di un’epoca: disordinata, ambigua, travagliata da radicalismi, ma percorsa anche da esperienze di convivenza etnica, di pluralità, di compostezza civile, decoro urbano e contagio religioso e culturale.
Il re barbaro finì con il generare un modello di Stato che ambiva a spendere con lucida determinazione le eredità del passato mentre inaugurava un tipo di convivenza etnica originale: chiuso ma plurale, segnato da rigidi protocolli identitari e in grado di generare condivisioni nel concreto delle cose.
Carlo Ruta da vari decenni opera negli ambiti della ricerca storiografica e dell’informazione italiana. È autore di reportage e inchieste giornalistiche. Ha scritto negli ultimi anni e scrive attualmente su Il Manifesto, Narcomafie, L’isola possibile, Left Avvenimenti, Libera Informazione e Peacelink. Cura inoltre una rubrica di inchieste per il settimanale on-line “Domani”. Diversi suoi reportage sono stati pubblicati su “Articolo 21”, “Antimafia 2000” e altri giornali. È socio onorario di Libera di don Luigi Ciotti e di altre realtà associative.














