A Palermo c'è una nuova area pedonale: un luogo di memoria tra panchine e ulivi
In occasione dell'anniversario della strage di via D'Amelio, è stata inaugurata la nuova area di calma davanti al Centro sportivo Borsellino. Il nuovo progetto
L'area pedonale davanti al centro sportivo "Paolo Borsellino"
A pochi metri dal luogo della strage del 19 luglio 1992, in via D’Amelio a Palermo, dove lo scorso dicembre è stato inaugurato il Centro Sportivo Educativo Paolo Borsellino oggi frequentato da tanti bambini, Vivi Sano e Kleise, con il patrocinio dell’Eparchia di Piana degli Albanesi, hanno realizzato una nuova area pedonale.
Un’area di calma e di socializzazione che guarda al Monte Pellegrino e alla via D’Amelio che ora ospiterà gli accompagnatori dei bimbi che frequentano il centro sportivo dando la possibilità di fruire della vista del murale realizzato da Andrea Buglisi lo scorso luglio. Un murale, oggi luogo di memoria, finalmente fruibile sia di giorno che di notte senza l’ingombro delle auto parcheggiate.
Un ulteriore progetto di riqualificazione urbana, che verrà potenziato con zone ad ombra, realizzato dall’associazione palermitana e dalla cooperativa di Piana degli Albanesi. Un iter amministrativo condiviso con gli uffici comunali e della VIII Circoscrizione su un progetto donato dallo Studio Provenzano Architetti Associati attraverso l’associazione FA costituita recentemente in memoria del professore Fausto Provenzano.
All’interno dello spazio oggi ci sono panchine e alberi di ulivo, segni di pace in tempi di guerra, che collegano il luogo di memoria all’ulivo messo a dimora di fronte in via D’Amelio dai figli di Paolo: Manfredi, Fiammetta e Lucia che hanno condiviso sin dal primo giorno il progetto di realizzazione del centro sportivo.
Grazie all’azienda Siess, il pavimento è stato oggetto di un intervento di trattamento con colori vivaci che collegano cromaticamente e visivamente l’area pedonale il murale che racconta la storia di Paolo da ragazzo fino al giorno della strage.
«La memoria - spiega Daniele Giliberti - va alimentata anno dopo anno e giorno dopo giorno. Il nostro centro sportivo accessibile è diventato in pochi mesi punto di riferimento di tante associazioni e di tanti bimbi che frequentano il luogo con gioia e partecipazione. Chi viene a giocare ha un impegno da rispettare: conoscere la vita di Paolo Borsellino attraverso il racconto per immagini del nostro murale.
Con l’artista - conclude - abbiamo deciso di utilizzare un linguaggio visivo pop e contemporaneo, adatto a dialogare con i giovani attraverso immagini potenti e simboliche. Un progetto, oggi ulteriormente arricchito e potenziato, che intreccia bellezza e memoria, per dare forma concreta al cambiamento».
Un’area di calma e di socializzazione che guarda al Monte Pellegrino e alla via D’Amelio che ora ospiterà gli accompagnatori dei bimbi che frequentano il centro sportivo dando la possibilità di fruire della vista del murale realizzato da Andrea Buglisi lo scorso luglio. Un murale, oggi luogo di memoria, finalmente fruibile sia di giorno che di notte senza l’ingombro delle auto parcheggiate.
Un ulteriore progetto di riqualificazione urbana, che verrà potenziato con zone ad ombra, realizzato dall’associazione palermitana e dalla cooperativa di Piana degli Albanesi. Un iter amministrativo condiviso con gli uffici comunali e della VIII Circoscrizione su un progetto donato dallo Studio Provenzano Architetti Associati attraverso l’associazione FA costituita recentemente in memoria del professore Fausto Provenzano.
All’interno dello spazio oggi ci sono panchine e alberi di ulivo, segni di pace in tempi di guerra, che collegano il luogo di memoria all’ulivo messo a dimora di fronte in via D’Amelio dai figli di Paolo: Manfredi, Fiammetta e Lucia che hanno condiviso sin dal primo giorno il progetto di realizzazione del centro sportivo.
Grazie all’azienda Siess, il pavimento è stato oggetto di un intervento di trattamento con colori vivaci che collegano cromaticamente e visivamente l’area pedonale il murale che racconta la storia di Paolo da ragazzo fino al giorno della strage.
«La memoria - spiega Daniele Giliberti - va alimentata anno dopo anno e giorno dopo giorno. Il nostro centro sportivo accessibile è diventato in pochi mesi punto di riferimento di tante associazioni e di tanti bimbi che frequentano il luogo con gioia e partecipazione. Chi viene a giocare ha un impegno da rispettare: conoscere la vita di Paolo Borsellino attraverso il racconto per immagini del nostro murale.
Con l’artista - conclude - abbiamo deciso di utilizzare un linguaggio visivo pop e contemporaneo, adatto a dialogare con i giovani attraverso immagini potenti e simboliche. Un progetto, oggi ulteriormente arricchito e potenziato, che intreccia bellezza e memoria, per dare forma concreta al cambiamento».
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