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A Palermo neanche la Santuzza lasciano in pace: furto (anzi sfregio) al Carro del Festino

Più che un grande colpo, sembra una "sfriggiusaria" (come si dice in siciliano). Rubata la batteria dell'impianto di irrigazione, dal valore di appena 15 euro

Claudia Rizzo
Giornalista e TV producer
  • 4 agosto 2026

Il Carro di Santa Rosalia fermo davanti a Porta dei Greci, a Palermo (foto di Metropolitree)

Quindici euro. Tanto, forse, vale ciò che qualcuno ha portato via dal Carro di Santa Rosalia. Il danno vero, però, non si misura sul prezzo della refurtiva.

Qualcuno si è introdotto nella struttura e ha rubato una piccola batteria, i morsetti ai quali era collegata e un raccordo in ottone. Oggetti apparentemente insignificanti, ma indispensabili per irrigare le oltre centocinquanta piante sistemate ai piedi della Santuzza.
«Hanno portato via il cuore di un sistema che garantiva acqua alle piante», denuncia Metropolitree, l’associazione che dal 21 luglio si occupa volontariamente della manutenzione del grande allestimento vegetale realizzato per il Festino.

Solo pochi giorni fa avevamo raccontato il lavoro del “Team Santuzza”, il gruppo di volontari nato per tentare di salvare lecci, mirti, lentischi, olivastri, agrumi, cipressi, rose, gigli ed edere rimasti esposti al caldo dopo la notte del 14 luglio.

Al momento della consegna delle chiavi, alcune piante mostravano già i segni dello stress provocato dalle temperature elevate, dagli spostamenti e dalla permanenza all’interno delle fioriere. I volontari avevano quindi ripristinato il livello dell’acqua nella cisterna, ricaricato la batteria e rimesso in funzione la pompa collegata alla rete di tubazioni interna. Un sistema pensato anche per recuperare l’acqua in eccesso e rimetterla in circolo, limitando gli sprechi.

Era proprio quel dispositivo a permettere alla pompa di funzionare. Senza, i volontari dovranno tornare a irrigare manualmente, recuperando l’acqua in piazza Kalsa. «Una banalissima batteria», osservano dall’associazione. «Ci permetteva di non dover compiere decine e decine di metri a piedi con i bidoncini e di non disperdere inutilmente litri e litri di acqua pubblica».

«È un furto piccolo - continuano - che però genera perdita di tempo, di energie e di risorse pubbliche. È un furto a tutti noi». A rendere il gesto ancora più difficile da accettare è il luogo in cui è avvenuto. Non un deposito qualsiasi, ma il Carro che soltanto poche settimane fa ha attraversato il Cassaro accompagnato da migliaia di persone. «Qualcuno che magari il 14 luglio sfilava dietro il Carro, festeggiando e osannando la Santuzza, ha deciso di rubare», sottolineano. «Non riusciamo a giustificare questo gesto in nessun modo. Chiunque sia stato è un vigliacco».

Il furto arriva proprio mentre l’associazione stanno cercando di trasformare un allestimento temporaneo in qualcosa capace di restare alla città. L’accordo prevede infatti che le piante recuperate possano essere utilizzate, a partire dall’autunno, nei progetti di riforestazione urbana realizzati da Metropolitree nei quartieri di Palermo. Alberi e arbusti nati come parte della scenografia del Festino potrebbero così continuare a vivere in strade, giardini e spazi pubblici.

Quell’impegno, assicurano da Metropolitree, non si fermerà. «Continueremo a fare ciò che abbiamo promesso non soltanto all’amministrazione, ma ai cittadini di questa città. Ci prenderemo comunque cura delle piante, con uno sforzo ancora maggiore, perché è uno dei modi che abbiamo scelto per essere utili a Palermo e non parassiti».

La batteria sarà ricomprata e il sistema rimesso in funzione. Intanto, però, qualcuno dovrà tornare a trasportare l’acqua a mano. Un’immagine che parla da sola: da una parte un furto da quindici euro; dall’altra il tempo e la fatica di chi continua, con ostinazione, a prendersi cura di qualcosa che appartiene a tutti.
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