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A Palermo si gira una favola moderna: giovani detenuti sceneggiatori d'eccezione

Regista e ideatore del progetto è Luciano Accomando. Ciak e macchina da presa sono arrivati fin dentro il carcere, oltre che allo Zen e in altri luoghi della città

Balarm
La redazione
  • 29 luglio 2022

Lollo Franco

Ciak e macchina da presa sono arrivati fin dentro il carcere, oltre che allo Zen e in altri luoghi della città. I giovani detenuti del Malaspina di Palermo scrivono la sceneggiatura di un film e aiutano anche nella realizzazione del set.

L'ultimo giorno di riprese si svolge sabato 30 luglio, in centro storico. Il lungometraggio racconta la storia di una ragazzina che scopre di avere poteri magici.

È una favola moderna. Protagonisti Lollo Franco e la piccola Giulia Fragiglio. Nel cast Maurizio Bologna, Stefania Blandeburgo, Nicola Franco, Salvo Piparo, Daniele Verciglio, Patrizia d'Antona, Giuseppe Santostefano, Giuditta Perriera e Daniela Pupella.

Si chiama “Officine Malaspina” il progetto dell’associazione centro studi Pianosequenza finanziato dal dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale della Presidenza del consiglio dei ministri.

Regista e ideatore del progetto è Luciano Accomando, a fare da tramite tra ragazzi e troupe ci hanno pensato la direttrice dell’Istituto penitenziario minorile Malaspina Clara Pangaro e le educatrici Maria Mercadante e Laura Costa.
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Il progetto ha coinvolto trenta giovani detenuti. Il film qualche segno lo ha già lasciato. "Voglio fare l'attore", "Appena esco da qui mi piacerebbe lavorare nel mondo del cinema", "Mi sono sentito parte di qualcosa"; sono solo alcune delle testimonianze dei ragazzi. La cinepresa è la loro finestra sul mondo.

La voglia di riscatto è tanta per dei ragazzi che spesso vengono da contesti che non forniscono alcuna alternativa e che adesso questa alternativa l'hanno trovata dentro al carcere.

«I ragazzi del Malaspina hanno dato una grande mano d'aiuto nel rivedere e ricucire la sceneggiatura - osserva il regista Luciano Accomando - soprattutto per ciò che attiene i dialoghi che erano stati inizialmente scritti in un palermitano non sentito, non vissuto perché io non sono di Palermo e loro in questo sono stati fondamentali.

Abbiamo tutti vissuto emozioni fortissime, per loro è stata una continua scoperta e noi che vivevamo tutto attraverso i loro occhi ci siamo commossi di rimando. Grande accoglienza ci hanno mostrato allo Zen durante i giorni di riprese nel quartiere sia l'associazione "Zen Insieme che gli abitanti del posto».

La possibilità di partecipare concretamente ad alcune giornate delle riprese del film è stata per i ragazzi una esperienza coinvolgente ed emozionante che ha visto le nozioni teoriche acquisite tradursi in operatività sul campo.

Qualcuno ha così immaginato il proprio futuro da attore, qualcun altro si è reso conto che le storie possono essere “riscritte” combinando in modo diverso gli elementi di cui si dispone per essere protagonisti attivi del proprio futuro e ricucire il patto con la società".

Prima della realizzazione del lungometraggio nell'istituto si sono svolti diversi laboratori sui mestieri del cinema: regia e sceneggiatura diretto dallo stesso Luciano Accomando con la scenografia messa a punto assieme ad Azzurra Sichera e ai ragazzi del Malaspina.

Poi, i laboratori di ripresa e fotografia guidati da Antonio Rao, scenografia con Alessia D'Amico ed Emilia Gagliardotto, suono con Mirko Cangiamila.
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