Anche l'entroterra della Sicilia conquista il cinema: il nuovo film sul Palio di Buonriposo
L'Isola nasconde tra le sue strade una tradizione conosciutissima nell’ennese ma meno nota ai siciliani, che negli scorsi anni è stata al centro di un cortometraggio
Il regista Davide Vigore sul set
Immersa fra le piane e le vette degli Erei, Calascibetta nasconde fra le sue strade una tradizione conosciutissima nell’ennese ma meno nota ai siciliani, che però negli scorsi anni è stata al centro del cortometraggio di Davide Vigore, vincitore al festival di Taormina, “Dream”. È il palio di Buonriposo, o meglio il Palio dei Berberi, «u chianu a cursa», una gara a cavallo, antichissima, con i cavallerizzi che si sfidano cavalcando senza sella, a contatto diretto con il corpo del cavallo.
In queste settimane, “Dream” ha iniziato però un’altra corsa, stavolta per diventare un lungometraggio, prodotto da Nicola Giuliano per Indigo Film e da Attilio De Razza per Tramp Ltd. Le riprese si svolgeranno fra Enna e Catania nel 2027, alla direzione della fotografia ci sarà Daniele Ciprì, con cui Davide Vigore ha già lavorato in passato, ma diverse altre cose cambieranno rispetto al corto vincitore al Taormina Film Fest del 2022.
Altre rimarranno invece uguali, almeno nello spirito ultimo dell’opera, e cioè raccontare il rapporto viscerale che si crea fra il protagonista e il suo cavallo, il Dream che dà il titolo al film, la determinazione del protagonista nell'inseguire il proprio sogno, la tenacia, la voglia di riuscire nonostante le mille difficoltà.
«“Dream” nasce in realtà come spot promozionale – racconta Davide Vigore, ennese, classe ’89, adesso all’esordio su un lungometraggio – per la Regione Siciliana. Venivo da “La bellezza imperfetta”, con Melino Imparato e Victoria Pisotska, il cortometraggio era stato a Venezia, e mi venne chiesto di dirigere uno spot per promuovere il Palio di Buonriposo di Calascibetta. Il problema è che io non so fare gli spot (ride, ndr.), così ho rilanciato e ho proposto di fare un cortometraggio, e di farlo a modo mio. Dall’altra parte, la mia offerta è stata accettata e siamo partiti. Poi un distributore illuminato, Associak, ci ha portato al festival di Taormina e le cose sono cominciate a cambiare».
"Dream" sarà l’esordio dietro la macchina da presa in un lungometraggio per Davide Vigore, che all’attivo ha i già citati “La bellezza imperfetta” e “Dream”, e poi i più recenti “Venera” e “Nella mia zona”, oltre che i primissimi "La viaggiatrice" e “1963 – Quando a Palermo c’erano le lucciole”. Da quando ha iniziato, Vigore non ha mai smesso di scrivere storie.
E infatti “Dream” non doveva nemmeno essere il suo primo lungo, come svela lui stesso. «Io ne avevo scritto un altro, di film d'esordio, ma dalla produzione ritenevano che non fosse quello più congeniale per entrare in queste acque. Amano tuttora la sceneggiatura, ma ritenendolo un lavoro complesso mi hanno chiesto “Perché, piuttosto, non immagini ‘Dream’ come se fosse un lungo?”. Capendo che aveva un potenziale che va oltre il cortometraggio, ho preso le sue suggestioni creando un’altra storia. Di quella sceneggiatura è rimasto il rapporto che c’è fra il protagonista e il suo cavallo. Ma poi i luoghi, i mondi e la struttura saranno completamente diversi».
In Sicilia, come spiegato in diversi volumi di antropologia, il cavallo è stato uno dei primi mammiferi, se non il primo in assoluto, con cui l’uomo, giunto nell’isola, ha potuto confrontarsi, e questo legame resta ancora oggi inscindibile, soprattutto nel territorio ennese e nell'entroterra montuoso. «Sarà un racconto di formazione – dice Vigore – al cui centro sarà messo sempre questo ragazzo e il suo rapporto con l’animale. L’obiettivo del protagonista è quello di far emergere il proprio talento, far vedere che qualcuno crede in lui. Rispetto al cortometraggio, che era ambientato interamente nel territorio di Enna, con il film inizieremo nell’ennese per poi spostarci nella piana di Catania».
Oltre a essere prodotto da Indigo Film e Tramp Ltd., il film riceverà il contributo del Ministero della cultura e la produzione è in attesa anche del potenziale sostegno della Sicilia Film Commission, i cui risultati definitivi dovrebbero uscire nei prossimi giorni. «Gireremo nel 2027 – dice Vigore – ma non posso dire ancora quando, è tutto una grande incognita. Per certo posso dire che gli attori che vorremmo nel film hanno ricevuto le sceneggiature in questi giorni. Se dipendesse da me, sarei già sul set».
In queste settimane, “Dream” ha iniziato però un’altra corsa, stavolta per diventare un lungometraggio, prodotto da Nicola Giuliano per Indigo Film e da Attilio De Razza per Tramp Ltd. Le riprese si svolgeranno fra Enna e Catania nel 2027, alla direzione della fotografia ci sarà Daniele Ciprì, con cui Davide Vigore ha già lavorato in passato, ma diverse altre cose cambieranno rispetto al corto vincitore al Taormina Film Fest del 2022.
Altre rimarranno invece uguali, almeno nello spirito ultimo dell’opera, e cioè raccontare il rapporto viscerale che si crea fra il protagonista e il suo cavallo, il Dream che dà il titolo al film, la determinazione del protagonista nell'inseguire il proprio sogno, la tenacia, la voglia di riuscire nonostante le mille difficoltà.
«“Dream” nasce in realtà come spot promozionale – racconta Davide Vigore, ennese, classe ’89, adesso all’esordio su un lungometraggio – per la Regione Siciliana. Venivo da “La bellezza imperfetta”, con Melino Imparato e Victoria Pisotska, il cortometraggio era stato a Venezia, e mi venne chiesto di dirigere uno spot per promuovere il Palio di Buonriposo di Calascibetta. Il problema è che io non so fare gli spot (ride, ndr.), così ho rilanciato e ho proposto di fare un cortometraggio, e di farlo a modo mio. Dall’altra parte, la mia offerta è stata accettata e siamo partiti. Poi un distributore illuminato, Associak, ci ha portato al festival di Taormina e le cose sono cominciate a cambiare».
"Dream" sarà l’esordio dietro la macchina da presa in un lungometraggio per Davide Vigore, che all’attivo ha i già citati “La bellezza imperfetta” e “Dream”, e poi i più recenti “Venera” e “Nella mia zona”, oltre che i primissimi "La viaggiatrice" e “1963 – Quando a Palermo c’erano le lucciole”. Da quando ha iniziato, Vigore non ha mai smesso di scrivere storie.
E infatti “Dream” non doveva nemmeno essere il suo primo lungo, come svela lui stesso. «Io ne avevo scritto un altro, di film d'esordio, ma dalla produzione ritenevano che non fosse quello più congeniale per entrare in queste acque. Amano tuttora la sceneggiatura, ma ritenendolo un lavoro complesso mi hanno chiesto “Perché, piuttosto, non immagini ‘Dream’ come se fosse un lungo?”. Capendo che aveva un potenziale che va oltre il cortometraggio, ho preso le sue suggestioni creando un’altra storia. Di quella sceneggiatura è rimasto il rapporto che c’è fra il protagonista e il suo cavallo. Ma poi i luoghi, i mondi e la struttura saranno completamente diversi».
In Sicilia, come spiegato in diversi volumi di antropologia, il cavallo è stato uno dei primi mammiferi, se non il primo in assoluto, con cui l’uomo, giunto nell’isola, ha potuto confrontarsi, e questo legame resta ancora oggi inscindibile, soprattutto nel territorio ennese e nell'entroterra montuoso. «Sarà un racconto di formazione – dice Vigore – al cui centro sarà messo sempre questo ragazzo e il suo rapporto con l’animale. L’obiettivo del protagonista è quello di far emergere il proprio talento, far vedere che qualcuno crede in lui. Rispetto al cortometraggio, che era ambientato interamente nel territorio di Enna, con il film inizieremo nell’ennese per poi spostarci nella piana di Catania».
Oltre a essere prodotto da Indigo Film e Tramp Ltd., il film riceverà il contributo del Ministero della cultura e la produzione è in attesa anche del potenziale sostegno della Sicilia Film Commission, i cui risultati definitivi dovrebbero uscire nei prossimi giorni. «Gireremo nel 2027 – dice Vigore – ma non posso dire ancora quando, è tutto una grande incognita. Per certo posso dire che gli attori che vorremmo nel film hanno ricevuto le sceneggiature in questi giorni. Se dipendesse da me, sarei già sul set».
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