Bus per Palermo e buche le prime sfide del neo sindaco: "Villabate non è una periferia"
41 anni, laureato in Scienze politiche ed ex impiegato amministrativo, Giovanni Pitarresi è stato a lungo consigliere comunale. L'intervista al primo cittadino
Giovanni Pitarresi, neo sindaco di Villabate
Dietro il successo elettorale non c'è soltanto una campagna efficace, ma un percorso politico che affonda le radici negli anni trascorsi tra i banchi del Consiglio comunale. Pitarresi, infatti, è stato presidente del Consiglio comunale di Villabate nella precedente legislatura, eletto nella lista civica "Liberi per il Cambiamento", esperienza che gli ha consentito di conoscere dall'interno le dinamiche amministrative e le criticità del territorio.
La sua candidatura è stata sostenuta da una vasta coalizione civica composta dalle liste Villabate Cresce, Villabate Attiva, Villabate in Movimento, Liberi per il Cambiamento, Lavoro Famiglia Solidarietà e Noi per Villabate. Un progetto politico che, pur mantenendo una forte impronta civica, è stato spesso collocato nell'area del centrosinistra locale.
Chi ha seguito la recente campagna elettorale sa bene che la cifra distintiva di Pitarresi è stata la presenza costante sul territorio. Incontri pubblici, confronto diretto con i cittadini, comunicazione quotidiana sui social network e una forte attività attraverso le piattaforme civiche che negli anni hanno animato il dibattito locale.
Una caratteristica che emerge chiaramente anche dalle sue prime parole da sindaco. «Penso che il messaggio che abbiamo voluto mandare sia stato recepito bene dai cittadini villabatesi, prima il nostro slogan, poi la nostra linea: ‘Villabate sceglie di cambiare’».
Per il neo sindaco, intervistato da Balarm, il cambiamento non riguarda soltanto l'alternanza politica al governo della città. Il concetto è più ampio e coinvolge direttamente il rapporto tra amministrazione e cittadinanza. «Non soltanto nella guida dell'amministrazione, ma nel modo di amministrare, di comunicare con i cittadini».
Una filosofia che negli anni ha caratterizzato gran parte della sua attività politica. Chi lo conosce lo descrive come un amministratore particolarmente presente sul territorio, molto attivo nella comunicazione online e abituato a confrontarsi direttamente con i cittadini sulle problematiche quotidiane.
L'entusiasmo della vittoria lascia subito spazio alla concretezza dei problemi. Pitarresi non nasconde di aver trovato una situazione complessa e individua alcune emergenze che richiederanno interventi immediati.
La più urgente riguarda il cimitero comunale. «Ci sono tante problematiche. Una su tutte è l'emergenza cimitero, che stiamo cercando di affrontare immediatamente».
Un tema particolarmente sentito dalla cittadinanza, che l'amministrazione intende affrontare accelerando i lavori già programmati per la realizzazione di nuovi loculi. «Abbiamo trovato 300 salme che gridano la volontà di avere una degna sepoltura». Parole forti che fotografano la dimensione del problema e la volontà politica di affrontarlo senza ulteriori rinvii.
Tra le priorità indicate dal nuovo sindaco vi è anche la viabilità. L'amministrazione ha già avviato incontri operativi con il vice sindaco e con la poolizia municipale per affrontare alcune delle criticità storiche del territorio, a partire dalla regolamentazione del traffico e dai nodi viari che interessano l'area del ponte di Ficarazzi.
Parallelamente è stato aperto il dossier relativo ai collegamenti pubblici con Palermo. Anche nel suo programma si faceva spesso riferimento alla necessità di "sganciare" Villabate dall'immagine di mero paese-dormitorio della periferia di Palermo. Per Pitarresi si tratta di una questione strategica.
«Noi non abbiamo nessun tipo di collegamento». Una situazione che, secondo il sindaco, penalizza lavoratori, studenti e pendolari. Per questo motivo sono già stati avviati contatti con i vertici dell’Amat per valutare il ripristino di servizi che possano migliorare la mobilità tra Villabate e il capoluogo.
Ma la sfida che più sembra appassionare il nuovo primo cittadino è quella culturale e identitaria. Per anni Villabate è stata spesso percepita come una periferia urbana di Palermo, una realtà strettamente legata al capoluogo e priva di una propria centralità.
Pitarresi vuole invertire questa tendenza. «È un paese che subisce molto l'influenza della grande città di Palermo. Quindi questo ci relega a essere periferia. Noi invece abbiamo una storia, abbiamo un'identità di paese e dobbiamo cercare un po' di affermarla».
L'obiettivo dell'amministrazione è rafforzare il ruolo delle associazioni, valorizzare gli eventi culturali e costruire una rete di collaborazione stabile tra Comune e realtà del territorio. Non a caso una delle prime iniziative annunciate riguarda proprio il coinvolgimento del mondo associativo.
Secondo il sindaco, molte associazioni negli ultimi anni si sono sentite prive di un interlocutore istituzionale costante. Per questo l'amministrazione ha già avviato manifestazioni di interesse e percorsi di confronto finalizzati a costruire un rapporto più stretto e continuativo.
Nel breve periodo l'azione amministrativa si concentrerà anche sugli interventi più concreti e immediatamente percepibili dai cittadini. Le buche stradali rappresentano uno dei problemi più segnalati. «Abbiamo fatto subito un check-up di tutte le buche nel nostro territorio, che sono tantissime, e stiamo cercando subito di iniziare a dare una sistemata».
Accanto alle manutenzioni stradali, l'amministrazione sta effettuando verifiche sulle strutture scolastiche, programmando incontri tecnici e sopralluoghi per individuare eventuali criticità. L'obiettivo dichiarato è quello di avviare un piano di interventi progressivi che interessi le principali infrastrutture comunali.
Se c'è un elemento che distingue Pitarresi da molti amministratori del passato è sicuramente l'attenzione alla comunicazione.
Il nuovo sindaco considera il rapporto diretto con i cittadini uno strumento di governo e non soltanto un mezzo di propaganda. «Cerco di essere molto attivo sui social e non solo. Perché sono in strada, mi vedono camminare, quindi mi fermo continuamente dappertutto». L'intenzione è quella di aggiornare periodicamente la popolazione sull'attività amministrativa attraverso fotografie, video e dirette online.
«L'impegno è quello, magari ogni due settimane, di aggiornare i cittadini». Una scelta che riflette una visione precisa: rendere il Comune più accessibile, più trasparente e più vicino alle persone.
La vittoria elettorale ha consegnato a Giovanni Pitarresi un consenso ampio e trasversale. Adesso inizia la fase più complessa, ovvero trasformare la fiducia ricevuta nelle urne in risultati concreti.
Cimitero, viabilità, trasporti, scuole, manutenzioni e rilancio dell'identità cittadina saranno i primi banchi di prova del nuovo sindaco. La parola che più ricorre nelle sue dichiarazioni è "coinvolgimento". Coinvolgere cittadini, associazioni, scuole, istituzioni e realtà produttive. Una strategia che punta a costruire una comunità più partecipe e consapevole.
«Siamo un cantiere aperto sicuramente di idee». È probabilmente questa la frase che meglio sintetizza il primo capitolo dell'era Pitarresi a Villabate.
A Villabate, però, la sfida che attende il nuovo sindaco va oltre le opere pubbliche, i numeri del bilancio o le emergenze da affrontare. Riguarda il rapporto tra una comunità e il proprio territorio. Per anni il paese ha vissuto sospeso tra la sua identità storica e l'ombra della vicina Palermo, tra la voglia di crescere e il rischio di sentirsi soltanto una periferia.
Le parole di Giovanni Pitarresi raccontano l'ambizione di invertire questa percezione, restituendo centralità ai cittadini, alle associazioni, alle scuole e a tutte quelle energie che ogni giorno animano la vita del comune. Saranno i prossimi mesi a dire se il "cambiamento" evocato durante la campagna elettorale riuscirà a tradursi in risultati concreti.
Intanto Villabate riparte da una promessa: quella di tornare a sentirsi comunità prima ancora che amministrazione, mettendo al centro l'ascolto, la partecipazione e il senso di appartenenza. Perché, come spesso accade nei paesi che custodiscono una storia forte e una identità ancora viva, il vero cambiamento non passa soltanto dai palazzi istituzionali, ma dalla capacità di una comunità di riconoscersi e costruire insieme il proprio futuro. Forse è proprio da qui che Villabate prova a ripartire: non da una semplice alternanza politica, ma dal desiderio di riscoprire sé stessa.
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