MONDO SOLIDALE

"Il Filo di Lia" e i corsi gratuiti per le donne: i servizi del centro antiviolenza a Palermo

La memoria di Lia Pipitone, uccisa 43 anni fa, continua a vivere nel centro antiviolenza che porta il suo nome. Nell'articolo vi sveliamo le nuove iniziative

Balarm
La redazione
  • Pubblicato il
    24 settembre 2026

Centro antiviolenza

C'è un posto a Palermo dove le donne si ricostruiscono e fanno passi avanti verso la libertà. La memoria di Lia Pipitone, uccisa 43 anni fa, continua a vivere nel centro antiviolenza che porta il suo nome, ospitato da 13 anni in un bene confiscato alla mafia.

Ieri (23 settembre) nel giorno del 43° anniversario della sua uccisione, il Centro antiviolenza “Lia Pipitone” dell’Associazione Millecolori APS ETS ha aperto le porte alla città con un open day dedicato alla memoria, ma non solo. È stata un'opportunità per far conoscere i servizi che ogni giorno vengono offerti alle donne, come lo spazio di ascolto, il sostegno e la costruzione di nuovi percorsi di autonomia.

Cos'è “Il Filo di Lia”

È stata inaugurata un’installazione artistica permanente “Il Filo di Lia – Un percorso dalla violenza alla libertà”, realizzata negli ambienti del Centro. Le opere accompagnano i diversi spazi nei quali le donne vengono accolte e raccontano, attraverso immagini e simboli, il lavoro quotidiano delle operatrici. A collegarle è un filo rosso, che non rappresenta un percorso prestabilito, ma la circolarità delle esperienze e delle scelte delle donne.

«Questi quadri sono tutti uniti da un filo rosso che non vuole indicare un percorso che noi diamo alle donne, ma la circolarità del loro intervento e delle loro richieste – spiega Adriana Argento, responsabile di Millecolori e del Centro antiviolenza Lia Pipitone –. Ogni vita segue dei giri, ritorna indietro, le decisioni non sono tutte già stabilite, vengono prese di volta in volta e vengono anche cambiate, ma la scelta è sempre della donna. Noi operatrici le accompagniamo in tutto quello che è il percorso per raggiungere l’autonomia».

«In occasione di questo anniversario – aggiunge Argento – riapriamo per la seconda volta le porte del Centro presentando anche un’installazione permanente, mettendo all’interno di ogni stanza, che sono i luoghi dove le donne vengono accolte, dei quadri che raccontano quello che è il nostro percorso lavorativo e il nostro modo di accogliere le donne».

Tutti i laboratori per le donne

Il Centro offre sostegno psicologico e legale, consulenza sociale e percorsi di autonomia, oltre all’accompagnamento delle donne nella fuoriuscita dalle case rifugio. Millecolori gestisce inoltre una propria casa rifugio, per garantire protezione e continuità ai percorsi di accoglienza.

Grazie all'open day è stato possibile far conoscere i laboratori di empowerment che Millecolori propone gratuitamente. Tra questi sono attivi i laboratori di uncinetto e maglieria, ricamo, autodifesa e lettura, oltre allo sportello di orientamento al lavoro: «Il nostro obiettivo – sottolinea Argento – è accompagnare le donne verso l’autonomia, rispettando sempre i loro tempi, le loro scelte e i loro bisogni».

Le parole del figlio di Lia Pipitone

«Oggi ricordare quello che è l'infausto percorso della vita di mamma in questo luogo ha una valenza aggiunta – ha detto Alessio Cordaro, figlio di Lia Pipitone, al quale nel corso dell'iniziativa è stata consegnata una targa da Millecolori –. Mi rende enormemente felice sapere che stiamo, con il suo ricordo, dando valenza ad un ponte e aiutare altre donne ad essere libere. Consapevoli però che, seppur sono felice che la società riconosca il nome di mamma in quanto simbolo di lotta contro il patriarcato mafioso, oggi le istituzioni e lo Stato non la riconoscono vittima innocente di mafia perché figlia del suo stesso carnefice, un boss, di colui che acconsentì alla sua uccisione».

Il ricordo delle vittime di femminicidio

Nel corso dell’iniziativa sono state ricordate le donne palermitane vittime di femminicidio alle quali Millecolori ha dedicato negli anni iniziative di sensibilizzazione e impegno: Lia Pipitone, Laura Papadia, Carmela Petrucci, Sara Campanella e Lisa Siciliano.

Per Sara Campanella, in particolare, la rete territoriale ha dato vita allo sportello di ascolto “Il sorriso di Sara”, nel quartiere Acquasanta, all’interno di un bene confiscato alla mafia. Il progetto è gestito da una rete di partner coordinata dal Consorzio Network dei Talenti, della quale fa parte anche Millecolori con uno sportello specialistico rivolto alle donne vittime di violenza.

All’iniziativa hanno partecipato il presidente dell’Ottava Circoscrizione Marcello Longo e i consiglieri Emanuele Marino e Mari Albanese, Laura Amodeo del Comune di Palermo e il garante per l’infanzia e l’adolescenza del Comune di Palermo Vito Lo Scrudato. Presente anche l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Palermo, Mimma Calabrò, che ha sottolineato il valore dell’incontro e della partecipazione.

«Giornate come questa sono senz’altro positive, intanto perché invitano la gente a stare insieme, già questo è un primo risultato raggiunto – ha dichiarato Calabrò –. Poi la memoria deve sempre tradursi in quelle che sono le opportunità di crescita per il futuro. Quindi l’iniziativa di oggi di Millecolori non vuole solo ricordare, ma crescere, costruire, affinché il ricordo diventi un vissuto che genera consapevolezza e la forza per andare avanti».

Durante il pomeriggio Vita Villi, di cui vi avevamo già raccontato la storia in un precedente articolo, si è esibita in una performance teatrale.
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