CRONACA

Il giorno dello sciopero generale a Palermo, migliaia in corteo: "Blocchiamo tutto"

«Contro guerra e caro vita»: è lo slogan con cui sfila per le vie del centro città oltre un migliaio di manifestanti scesi in piazza contro la crisi e la corsa al riarmo

Anna Follari
Giornalista
  • Pubblicato il
    30 ottobre 2026

Lo sciopero generale del 30 ottobre a Palermo (foto di Anna Follari)

«Contro guerra e caro vita. Blocchiamo tutto». È lo slogan che sfila tra oltre un migliaio di manifestanti scesi in piazza Castelnuovo alle 9.00 di venerdì 30 ottobre in nome della corteo nazionale indetto dalla sigla Unione sindacale di base (Usb).

A fianco ai lavoratori anche gli studenti di scuole e università che rivendicano un futuro che in questo momento storico faticano a immaginare. Uno sciopero che sta bloccando oltre 100 porti in tutto il mondo, dall’America latina all’Asia «per impedire il passaggio delle armi e tutto ciò che riguarda il mondo della guerra», spiega Luigi Del Prete, dirigente sindacale Usb.

“Reddito e salute per tutti/e”

Da piazza Castelnuovo fino al porto di Palermo, i manifestanti chiedono lo stop al riarmo e condizioni di vita migliore. «Oggi è il nostro giorno in un momento di crisi che attraversa il Paese, con il carovita che pesa sempre di più sulle tasche di chi non riesce ormai neanche ad arrivare alla seconda settimana del mese, che cosa fa lo Stato? investe, entro il 2035, il 5% del Pil in armamenti», continua Del Prete.

«È in corso una corsa al riarmo - accusa -, alla guerra e alla costruzione di nuove strutture belliche. Di fronte a tutto questo, noi diciamo che lo Stato, il paese e il governo Meloni devono investire in ciò che costituisce la base dello stato sociale: istruzione, ricerca e servizi pubblici. Questo è il futuro del paese, un futuro che ci stanno togliendo».

Le proteste degli studenti

«Il carovita e le spese più esose, i tagli a scuole e università ci stanno negando il diritto allo studio - dice Giorgio militante di Cambio Rotta - Per questo siamo qui oggi in piazza, al fianco dei lavoratori. Insieme, stiamo tracciando la strada per dire no a un sistema che porta al riarmo e alle guerre. Anche all'università, sono aumentati gli accordi di ricerca finalizzaziti ad avvantaggiare il comparto industriale militare».

«Non siamo più disposti a stare zitti davanti alle politiche del ministro Valditara che vanno contro noi giovani - sottolinea Irene Puccio del liceo classico Garibaldi di Palermo, rappresentante del collettivo Zyz - Il Governo ha deciso di stanziare più fondi al riarmo, togliendoli anche all'istruzione e alla sanità. A Palermo le scuole sono fatiscenti. Vogliamo strutture adeguate che non cadano a pezzi. Siamo contro il carovita. Le nostre famiglie hanno difficoltà. Nel frattempo 17 scuole sono occupate. Dopo tanti anni, finalmente un'intera città si mobilita»

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