La Dc si riorganizza all’Ars, nasce un nuovo gruppo centrista: "Alle Regionali Schifani bis"
La Democrazia Cristiana cambia assetto all’Assemblea regionale siciliana, ma non rinuncia al proprio progetto politico. L'intervista a Carmelo Pace, segretario Dc
Carmelo Pace, segretario Dc
La Democrazia Cristiana cambia assetto all’Assemblea regionale siciliana, ma non rinuncia al proprio progetto politico. Il gruppo della Dc all’Ars non esiste più nella sua precedente configurazione e quattro suoi deputati, Carmelo Pace, Nuccia Albano, Serafina Marchetta e Ignazio Abbate, si aggregano alla deputata di Noi Moderati Marianna Caronia, dando vita a un nuovo gruppo parlamentare che mette insieme esponenti della Dc, di Noi Moderati e dell’Udc.
La mossa arriva dopo l’addio di Carlo Auteri alla Democrazia Cristiana, maturato nel contesto delle divergenze interne sulle alleanze politiche. Auteri era favorevole a un’intesa con la Lega, una posizione che non trovava condivisione nel resto della componente democristiana.
La nuova aggregazione si inserisce in un progetto più ampio di riorganizzazione dell’area moderata, con riferimenti nazionali in Noi Moderati e Udc e la Dc di Carmelo Pace come principale riferimento in Sicilia.
A spiegare il significato dell’operazione è lo stesso Pace, segretario nazionale della Democrazia Cristiana, che nell’intervista rilasciata a Balarm chiarisce innanzitutto la natura dell’accordo: «Questa scelta è un'importante iniziativa politica che mira a rafforzare e consolidare la rappresentanza dell'area centrista all'interno del Parlamento Siciliano: un'area moderata caratterizzata dagli stessi ideali sturziani e degasperiani».
Per il momento, dunque, il nuovo gruppo nasce come un’intesa parlamentare, senza che sia già definita la costituzione di un partito unitario. Pace, tuttavia, lascia aperta la porta a ulteriori sviluppi: «Al momento si tratta di un'intesa esclusivamente parlamentare, ma non possiamo escludere che in futuro possano sorgere possibilità diverse».
Un’intesa che potrebbe avere conseguenze anche in vista delle prossime elezioni regionali siciliane. L’ipotesi di una lista comune centrista non è esclusa dal segretario nazionale della Dc, che parla della possibilità di coinvolgere anche altre forze politiche. La prospettiva, però, resta saldamente interna al centrodestra: «La nostra collocazione naturale è e rimane ancorata all'alveo del centro–destra».
L’obiettivo dichiarato è quindi dare maggiore organizzazione e visibilità all’area moderata, senza trasformarla, almeno per ora, in uno spazio politico alternativo alla coalizione che sostiene il governo regionale.
Una linea che il segretario conferma anche adesso, esprimendo «un profondo apprezzamento per il lavoro svolto dal Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani». Pace rivendica il contributo dei deputati democristiani all’azione di governo e richiama i risultati che, a suo giudizio, sarebbero arrivati sul fronte del risanamento dei conti e della crescita economica.
«Il presidente Schifani e il suo Governo hanno delineato, durante questi 4 anni, un percorso ben definito con risultati tangibili. Lo abbiamo sostenuto pubblicamente più volte e lo abbiamo ribadito in aula, mostrandoci sempre fedeli e seri alleati, non solo con le parole ma anche con la presenza, con i fatti e con il voto in aula».
Il sostegno, tuttavia, non significa che le future scelte siano già definite. «Per quello che succederà da qui in avanti, logicamente ci siederemo con gli alleati per definire percorsi futuri e condivisi», afferma Pace, rimandando al confronto nella coalizione le decisioni sul programma e sui prossimi equilibri di governo.
Anche sulla gestione della nuova aggregazione, il segretario assicura che non ci sarà una componente destinata a prevalere sulle altre: il percorso con Noi Moderati e Udc, spiega, sarà affrontato «in maniera egualitaria», con una linea condivisa quando arriverà il momento di discutere candidature e alleanze.
Il segretario aveva già descritto la Dc come una comunità chiamata a riprendere il proprio percorso, mettendo al centro il rapporto con i cittadini e il radicamento nei territori. Ora torna a indicare nella federazione centrista uno strumento per raggiungere questo obiettivo, con l’auspicio che possa diventare «un nuovo punto di inizio e di attrazione per tutti coloro che si rivedono nei principi e nei valori liberali e cristiani».
La nascita del nuovo gruppo all’Ars segna così un passaggio politico che va oltre il semplice riassetto dei deputati. Resta da capire se l’intesa parlamentare si tradurrà in una federazione più strutturata e, soprattutto, in una lista comune alle prossime regionali. Per il momento, Pace tiene insieme due punti fermi: l’autonomia della Dc e la volontà di rafforzare il centro all’interno del centrodestra siciliano.
La mossa arriva dopo l’addio di Carlo Auteri alla Democrazia Cristiana, maturato nel contesto delle divergenze interne sulle alleanze politiche. Auteri era favorevole a un’intesa con la Lega, una posizione che non trovava condivisione nel resto della componente democristiana.
La nuova aggregazione si inserisce in un progetto più ampio di riorganizzazione dell’area moderata, con riferimenti nazionali in Noi Moderati e Udc e la Dc di Carmelo Pace come principale riferimento in Sicilia.
A spiegare il significato dell’operazione è lo stesso Pace, segretario nazionale della Democrazia Cristiana, che nell’intervista rilasciata a Balarm chiarisce innanzitutto la natura dell’accordo: «Questa scelta è un'importante iniziativa politica che mira a rafforzare e consolidare la rappresentanza dell'area centrista all'interno del Parlamento Siciliano: un'area moderata caratterizzata dagli stessi ideali sturziani e degasperiani».
Per il momento, dunque, il nuovo gruppo nasce come un’intesa parlamentare, senza che sia già definita la costituzione di un partito unitario. Pace, tuttavia, lascia aperta la porta a ulteriori sviluppi: «Al momento si tratta di un'intesa esclusivamente parlamentare, ma non possiamo escludere che in futuro possano sorgere possibilità diverse».
Un "nuova" Dc
Il nodo politico riguarda soprattutto il rapporto tra la nuova aggregazione e l’autonomia dei singoli partiti. La Dc intende rafforzare la propria presenza nell’area centrista senza perdere la propria identità, né mettere in discussione la collocazione nel centrodestra. «La nascita di questo gruppo non cancellerà tale identità e nemmeno la piena autonomia del partito», sottolinea Pace, secondo cui il confronto con Noi Moderati e Udc potrà anzi consolidare il percorso comune attraverso la condivisione di idee e valutazioni politiche.Un’intesa che potrebbe avere conseguenze anche in vista delle prossime elezioni regionali siciliane. L’ipotesi di una lista comune centrista non è esclusa dal segretario nazionale della Dc, che parla della possibilità di coinvolgere anche altre forze politiche. La prospettiva, però, resta saldamente interna al centrodestra: «La nostra collocazione naturale è e rimane ancorata all'alveo del centro–destra».
L’obiettivo dichiarato è quindi dare maggiore organizzazione e visibilità all’area moderata, senza trasformarla, almeno per ora, in uno spazio politico alternativo alla coalizione che sostiene il governo regionale.
Schifani, confermato il sostegno della Dc
La nascita del nuovo gruppo non sembra modificare neppure la posizione della Democrazia Cristiana sul presidente della Regione Renato Schifani. Già prima della nuova aggregazione parlamentare, Pace aveva espresso un giudizio favorevole su una sua ricandidatura, ricordando il sostegno garantito dalla Dc al governo regionale durante la legislatura.Una linea che il segretario conferma anche adesso, esprimendo «un profondo apprezzamento per il lavoro svolto dal Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani». Pace rivendica il contributo dei deputati democristiani all’azione di governo e richiama i risultati che, a suo giudizio, sarebbero arrivati sul fronte del risanamento dei conti e della crescita economica.
«Il presidente Schifani e il suo Governo hanno delineato, durante questi 4 anni, un percorso ben definito con risultati tangibili. Lo abbiamo sostenuto pubblicamente più volte e lo abbiamo ribadito in aula, mostrandoci sempre fedeli e seri alleati, non solo con le parole ma anche con la presenza, con i fatti e con il voto in aula».
Il sostegno, tuttavia, non significa che le future scelte siano già definite. «Per quello che succederà da qui in avanti, logicamente ci siederemo con gli alleati per definire percorsi futuri e condivisi», afferma Pace, rimandando al confronto nella coalizione le decisioni sul programma e sui prossimi equilibri di governo.
Anche sulla gestione della nuova aggregazione, il segretario assicura che non ci sarà una componente destinata a prevalere sulle altre: il percorso con Noi Moderati e Udc, spiega, sarà affrontato «in maniera egualitaria», con una linea condivisa quando arriverà il momento di discutere candidature e alleanze.
Il dopo Cuffaro e la ricerca di una nuova ripartenza
La nascita del gruppo si colloca anche in una fase delicata per la Democrazia Cristiana, attraversata negli ultimi mesi da vicende e divisioni interne. Sul punto Pace preferisce non entrare nel merito, ma individua nella nuova aggregazione un’occasione per ripartire e ampliare il consenso attorno al progetto democristiano.Il segretario aveva già descritto la Dc come una comunità chiamata a riprendere il proprio percorso, mettendo al centro il rapporto con i cittadini e il radicamento nei territori. Ora torna a indicare nella federazione centrista uno strumento per raggiungere questo obiettivo, con l’auspicio che possa diventare «un nuovo punto di inizio e di attrazione per tutti coloro che si rivedono nei principi e nei valori liberali e cristiani».
La nascita del nuovo gruppo all’Ars segna così un passaggio politico che va oltre il semplice riassetto dei deputati. Resta da capire se l’intesa parlamentare si tradurrà in una federazione più strutturata e, soprattutto, in una lista comune alle prossime regionali. Per il momento, Pace tiene insieme due punti fermi: l’autonomia della Dc e la volontà di rafforzare il centro all’interno del centrodestra siciliano.
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