La scalinata "da ripensare" nella nuova piazza a Mondello: la proposta dei residenti
L'associazione "Salvare Mondello" con il suo presidente Riccardo Agnello solleva perplessità sulla scalinata. L'assessore Carta rassicura ma non chiude la porta
Il render con la proposta dell'associazione "Salvare Mondello"
La nuova piazza di Mondello torna al centro dell’attenzione dei cittadini. Questa volta non per la sua riqualificazione complessiva, ma per un elemento architettonico che ha suscitato alcune perplessità: la nuova scalinata realizzata nella parte a valle dello spazio pubblico. Un intervento pensato all’interno del progetto di rigenerazione della piazza che, secondo alcuni residenti, merita ulteriori approfondimenti sotto il profilo della sicurezza e dell’accessibilità.
A sollevare il tema è Riccardo Agnello, presidente dell’associazione "Salvare Mondello", realtà che da oltre trent’anni si occupa della tutela e della valorizzazione della borgata marinara. La sua osservazione nasce dalla volontà di contribuire al miglioramento di un luogo simbolo della città, affinché gli interventi di riqualificazione possano rispondere sempre di più alle esigenze di chi vive quotidianamente Mondello e di chi la sceglie come meta turistica.
«La parte a valle della piazza – spiega Agnello – nasce da un progetto di massima fornito dal Comune con la precedente amministrazione. Anziché avere una gradinata unica, è stata realizzata una soluzione con un gradino e poi una panca. Questa cosa, a mio avviso, è assolutamente pericolosa oltre che vietata: se una persona scende un gradino si aspetta di trovare un altro gradino e invece si trova davanti a un salto di mezzo metro».
La questione riguarda soprattutto la percezione dello spazio da parte dei pedoni. Come sottolinea il presidente di Salvare Mondello, il punto centrale non sarebbe soltanto l’aspetto estetico dell’intervento, ma la sua leggibilità e la capacità di essere immediatamente riconoscibile da chi lo attraversa. «Il punto decisivo – evidenzia Agnello – è questo: se quello che si vede è una scala, allora gradini con alzate diverse o un improvviso gradone dopo un gradino normale potrebbero essere in contrasto con il principio di uniformità previsto dal D.M. 236/1989. Se invece il progettista sostiene che non è una scala ma una seduta urbana o un elemento di arredo, la questione è più complessa, perché non esiste una norma che vieti in sé una seduta a gradoni. Tuttavia, se questo elemento si trova lungo il naturale percorso dei pedoni e genera un rischio di inciampo o di caduta, il progetto potrebbe essere valutato sotto il profilo della sicurezza e dell’accessibilità».
Una possibile soluzione, secondo Agnello, potrebbe essere un intervento correttivo semplice e poco invasivo, capace di migliorare anche la qualità estetica della piazza. «La soluzione è semplice e oggi avrebbe anche un costo contenuto: mettere alle spalle della panca delle alberature. Gli alberi, oltre a creare una sorta di barriera naturale, offrirebbero ombra e contribuirebbero a decorare la piazza in maniera più armoniosa».
Il tema della scalinata diventa così l’occasione per riaprire una riflessione più ampia sul futuro di Mondello, sul suo rapporto con i residenti e sulla necessità di valorizzarne l’identità storica. «Bisogna fare – racconta Agnello – e su questo stiamo dialogando con la Soprintendenza, tutti i dehor dei locali a monte della piazza. Poi, come dicevo, bisogna mettere degli alberi. Una proposta più ambiziosa e, secondo me, intelligente, sarebbe quella di riproporre i vecchi polipari, non in piazza o davanti alla piazza, ma nello spazio dove oggi c’è la banchina e dove vengono tirate in secco le barche». Una visione che guarda a Mondello non soltanto come luogo balneare, ma come borgo marinaro capace di unire bellezza, vivibilità e attrattività turistica.
«Mondello deve essere pensata come i borghi di questo genere – aggiunge il presidente di Salvare Mondello – e la cosa fondamentale è ridurre l’impatto delle automobili. Per farlo c’è un solo modo: realizzare più parcheggi, ma soprattutto indicare e gestire quelli esistenti. Salvare Mondello dal 1990 ha trovato i soldi e ha fatto realizzare dei parcheggi, ma da 36 anni non c’è un cartello che li indica né una gestione». Secondo Agnello, il futuro della borgata passa dunque da una nuova organizzazione degli spazi: «I parcheggi e la riduzione delle macchine sono la prima fase. Poi servono più aree pedonalizzate con un arredo urbano gentile e garbato, capace di rispettare la storia del luogo».
Sul tema è intervenuto anche l’assessore alla Rigenerazione urbana del Comune di Palermo, Maurizio Carta, che ha ribadito l’attenzione dell’amministrazione verso le osservazioni arrivate dalla cittadinanza. «Il progetto – ha dichiarato l’assessore Carta – è stato redatto con la necessaria attenzione a tutti gli aspetti e ringrazio per il contributo di idee e suggerimenti che, come sempre, saranno valutati in sede tecnica per eventuali miglioramenti ove necessari». Una posizione che lascia aperto il confronto e che conferma come gli interventi sullo spazio pubblico siano spesso il risultato di un equilibrio tra progettazione, esigenze dei cittadini e tutela dell’identità dei luoghi.
Mondello, con la sua storia, il suo mare e il suo patrimonio architettonico, resta infatti uno dei luoghi più rappresentativi di Palermo. La sfida dei prossimi anni sarà quella di riuscire a coniugare la sua vocazione turistica con una maggiore qualità della vita per chi la abita, trasformandola sempre più in un luogo non soltanto da visitare, ma da vivere e nel quale desiderare di tornare. Del resto la bellezza di una borgata marinara non si misura soltanto nelle sue nuove piazze, ma nella capacità di conservare un’anima riconoscibile, accogliente e autentica.
A sollevare il tema è Riccardo Agnello, presidente dell’associazione "Salvare Mondello", realtà che da oltre trent’anni si occupa della tutela e della valorizzazione della borgata marinara. La sua osservazione nasce dalla volontà di contribuire al miglioramento di un luogo simbolo della città, affinché gli interventi di riqualificazione possano rispondere sempre di più alle esigenze di chi vive quotidianamente Mondello e di chi la sceglie come meta turistica.
«La parte a valle della piazza – spiega Agnello – nasce da un progetto di massima fornito dal Comune con la precedente amministrazione. Anziché avere una gradinata unica, è stata realizzata una soluzione con un gradino e poi una panca. Questa cosa, a mio avviso, è assolutamente pericolosa oltre che vietata: se una persona scende un gradino si aspetta di trovare un altro gradino e invece si trova davanti a un salto di mezzo metro».
La questione riguarda soprattutto la percezione dello spazio da parte dei pedoni. Come sottolinea il presidente di Salvare Mondello, il punto centrale non sarebbe soltanto l’aspetto estetico dell’intervento, ma la sua leggibilità e la capacità di essere immediatamente riconoscibile da chi lo attraversa. «Il punto decisivo – evidenzia Agnello – è questo: se quello che si vede è una scala, allora gradini con alzate diverse o un improvviso gradone dopo un gradino normale potrebbero essere in contrasto con il principio di uniformità previsto dal D.M. 236/1989. Se invece il progettista sostiene che non è una scala ma una seduta urbana o un elemento di arredo, la questione è più complessa, perché non esiste una norma che vieti in sé una seduta a gradoni. Tuttavia, se questo elemento si trova lungo il naturale percorso dei pedoni e genera un rischio di inciampo o di caduta, il progetto potrebbe essere valutato sotto il profilo della sicurezza e dell’accessibilità».
Una possibile soluzione, secondo Agnello, potrebbe essere un intervento correttivo semplice e poco invasivo, capace di migliorare anche la qualità estetica della piazza. «La soluzione è semplice e oggi avrebbe anche un costo contenuto: mettere alle spalle della panca delle alberature. Gli alberi, oltre a creare una sorta di barriera naturale, offrirebbero ombra e contribuirebbero a decorare la piazza in maniera più armoniosa».
Il tema della scalinata diventa così l’occasione per riaprire una riflessione più ampia sul futuro di Mondello, sul suo rapporto con i residenti e sulla necessità di valorizzarne l’identità storica. «Bisogna fare – racconta Agnello – e su questo stiamo dialogando con la Soprintendenza, tutti i dehor dei locali a monte della piazza. Poi, come dicevo, bisogna mettere degli alberi. Una proposta più ambiziosa e, secondo me, intelligente, sarebbe quella di riproporre i vecchi polipari, non in piazza o davanti alla piazza, ma nello spazio dove oggi c’è la banchina e dove vengono tirate in secco le barche». Una visione che guarda a Mondello non soltanto come luogo balneare, ma come borgo marinaro capace di unire bellezza, vivibilità e attrattività turistica.
«Mondello deve essere pensata come i borghi di questo genere – aggiunge il presidente di Salvare Mondello – e la cosa fondamentale è ridurre l’impatto delle automobili. Per farlo c’è un solo modo: realizzare più parcheggi, ma soprattutto indicare e gestire quelli esistenti. Salvare Mondello dal 1990 ha trovato i soldi e ha fatto realizzare dei parcheggi, ma da 36 anni non c’è un cartello che li indica né una gestione». Secondo Agnello, il futuro della borgata passa dunque da una nuova organizzazione degli spazi: «I parcheggi e la riduzione delle macchine sono la prima fase. Poi servono più aree pedonalizzate con un arredo urbano gentile e garbato, capace di rispettare la storia del luogo».
Sul tema è intervenuto anche l’assessore alla Rigenerazione urbana del Comune di Palermo, Maurizio Carta, che ha ribadito l’attenzione dell’amministrazione verso le osservazioni arrivate dalla cittadinanza. «Il progetto – ha dichiarato l’assessore Carta – è stato redatto con la necessaria attenzione a tutti gli aspetti e ringrazio per il contributo di idee e suggerimenti che, come sempre, saranno valutati in sede tecnica per eventuali miglioramenti ove necessari». Una posizione che lascia aperto il confronto e che conferma come gli interventi sullo spazio pubblico siano spesso il risultato di un equilibrio tra progettazione, esigenze dei cittadini e tutela dell’identità dei luoghi.
Mondello, con la sua storia, il suo mare e il suo patrimonio architettonico, resta infatti uno dei luoghi più rappresentativi di Palermo. La sfida dei prossimi anni sarà quella di riuscire a coniugare la sua vocazione turistica con una maggiore qualità della vita per chi la abita, trasformandola sempre più in un luogo non soltanto da visitare, ma da vivere e nel quale desiderare di tornare. Del resto la bellezza di una borgata marinara non si misura soltanto nelle sue nuove piazze, ma nella capacità di conservare un’anima riconoscibile, accogliente e autentica.
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